Malattie e Cure

Malattie e Parassiti

I principali  nemici delle nostre piante

 

Marciumi da funghi e batteri

La malattia più grave e comune delle piante grasse è sicuramente il marciume, a chi di voi non è capitato di vedere in alcuni giorni una pianta afflosciarsi e ricadere su se stessa trovando parti di fusto molli e acquose emanare un odore sgradevole? Se si agisce in tempo eliminando completamente la parte marcia della pianta e lasciandola asciugare per bene prima farla radicare si può riuscire a salvarla, spesso però è troppo tardi o comunque il taglio non è possibile (come ad esempio nelle Lithops).

I marciumi sono una malattia causata principalmante da funghi, muffe e batteri.

Si manifestano solitamente come macchie clorotiche, spesso scure, gelatinose, molli e maleodoranti. Principalmente colpiscono le radici ed il colletto (la base del fusto a contatto col terreno) per poi diffondersi rapidamente sul resto della pianta. Sono favorite da terra troppo grassa e ricca che non si asciuga facilmente. Per combatterla naturalmente usare terriccio minerale ben drenante che asciuga facilmente, diradare le innaffiature e coltivare le piante in posizioni luminose, ben ventilate ma al riparo da correnti d'aria.

Tra i più comuni funghi e muffe che colpiscono le piante grasse troviamo:

- Botrytis cinerea  (muffa grigia)

- Erwinia carotovora  (marciume batterico)

- Fusarium oxysporum (tracheofusariosi)

- Helminthosporium cactivorum (elmintosporiosi)

- Oidium sp. (mal bianco)

- Phytophtora cactorum (marciume del colletto)

- Pythium sp. (marciume radicale)

- Rhizoctonia solani(mal del colletto)

 

 

 

ANIMALI e PARASSITI

Attacchi più o meno gravi sono invece imputabili ad animali, soprattutto pidocchi e afidi che colpiscono le parti aeree o le radici. Questi animali si cibano della linfa delle nostre piante sino a deturparle o causarne la morte. Anche le loro feci sono dannose perché ricoprendo la pianta favoriscono la formazione di muffe e funghi. Se notiamo sulle piante una patina cerosa, lanosa o scudetti bianchi o vediamo invece che la pianta stenta a crescere isoliamola, svasiamola e controlliamo bene l’apparato radicale. Per combatterli, se l’attacco è minimo e circoscritto si può optare per una rimozione meccanica uno per uno o con metodi naturali a basso impatto. Per i casi più gravi si possono usare veleni o pesticidi sistemici o a contatto.

 

Cocciniglie

Tra gli animali più dannosi per le piante grasse troviamo al primo posto le cocciniglie, pidocchi con senza ali e piccole zampette. Possono apparire cerose all’apice delle piante o lanose con tanti fili bianchi come nidi e dense ragnatele quasi impermeabili all’acqua (per questo meglio usare insetticidi sistemici. Altre cocciniglie hanno l’aspetto di piccoli scudetti di pochi millimetri bianchi e ovali. Altre cocciniglie ancora attaccano l’apparato radicale creando nidi biancastri e cerosi tra le fitte radici. Spesso ci accorgiamo di queste quando oramai è troppo tardi.

 

Ragnetto Rosso (Tetranychus urticae o telarius)

A differenza di quanto il nome lasci intendere non è un ragno ma un piccolo acaro.  E’ di colore bruno/rosso piccolo meno di mezzo millimetro. Da non confondere con i piccoli ragnetti rossi che nelle calde estati si vedono abbondanti, il ragnetto rosso è molto più piccolo e scuro e difficilmente può essere visto ad occhio nudo. Attacca le piante deturpandole all’apice dove l’epidermide è più tenera e sottile. Creano cicatrici e fenditure che indeboliscono le piante esponendole così ad attacchi di muffe e funghi. 

Le piante all'aperto sono meno colpite perchè il sole irrobustisce l'epidermide rendendola più dura e compatta inoltre le piogge lavano via uova e e nidi dagli apici.

In inverno per le piante in serra, se l'umidità lo consente è utile nebulizzare leggermente le piante per scoraggiare la prolificazione del ragnetto rosso.

 

Anguillule

Le Anguillule sono nematodi (dal greco: "a forma di filo"), vermetti di pochi millimetri (le femmine sono più grandi dei maschi). Sono molto infestanti perché formano il nido nelle radici provocandone la morte con conseguente perdita della pianta.

 

Formiche

Le formiche non creano grossi problemi. Raramente mi è capitato che i formicai venissero costruiti all'interno dei vasi con terra compatta e argillosa che col tempo veniva polverizzata e fuoriusciva dal fondo lasciando le radici quasi completamente nude. Questo accade soprattutto nei ferocactus che producono all'apice nettare gelatinoso di cui vanno ghiotte. Per il resto dobbiamo solo star attenti a non farci rubare i semi dai frutti secchi a fine estate!

 

Lucertole

Anche le lucertole non sono particolarmente dannose, si cibano di piccoli insetti e di piccoli semi. Spesso disturbano le giovani piante seminate, sradicandole. Per questo è meglio proteggerle con retine. Le piante adulte spinose si difendono invece da sole!

 

Uccelli

Mi è capitato che passeri o cardellini che nidificano vicini alla serra hanno causato danni a mammillarie o altre piante pelose strappando lana e filamenti per costruirsi il nido. Ma tutto sommato direi che possiamo non tenerne conto.

 

Larve di Sciaridi

Sono piccole larve trasparenti lunghe pochi millimetri. Attaccano soprattutto giovani semenzali entrando dal colletto e divorandoli dall'interno. Sono molto voraci, in pochi giorni divorano intere semine lasciando i piccoli fusticini svuotati. Prevenire l'attacco usando terricci ben drenanti e minerali. Dopo l'attacco far asciugare il terriccio e trattate con Diazinone Basudin 50 cc/hl. Un altro rimedio bío molto efficace è l'utilizzo di Bacillus thuringiensis israelensis da utilizzare nel terriccio prima della semina.

 

Aleuroidi

Le mosche bianche sono parassiti animali molto resistenti. Il trattamento può iniziare prima della coltivazione miscelando al terriccio il Carbosutfan (Marshal 5G) oppure distribuendolo sulla superficie dei vasi alla dose di 6 g/mq. Come trattamento successivo  somministrare ogni 20-25 giorni per bagnatura di lmidacloprid (Confidor 0,1%) distribuendo 100 cc di soluzione per vaso.
Come per tutti gli insetticidi meglio ruotare con: Endosulfan (Thiodan 150 cc /hl) o Flufenoxuron (Cascade 100 cc/hl).

 

Topi

Avendo le piante in una serra in campagna più volte negli anni ho dovuto affrontare il problema dei topi, nemmeno a farlo a posta sembrava scegliessero le piante a cui ero più affezionato o comunque quelle più preziose. Rosiacchiano l'apice giocane e tenero della pianta soprattutto in inverno quando non trovano di meglio da mangiare.  Si risolve con le classiche trappole o le bustine anche se il rimedio migliore rimane adottare uno o più gatti.

 

Lumache

Anche le lumache purtroppo possono essere estremamente dannose per le nostre piante. Soprattutto in primavera, dopo le piogge, escono per nutrirsi e possono attaccare irrimediabilmente le piante giovani o i morbidi apici vegetativi scavando nella polpa fresca.

 

Per approfondire dai un occhiata a questi link:

http://cactiguide.com/cactipests

https://www.cactus.it/malattie-e-parassiti.html

 

Nascondi 2 Commenti

difficile dirlo, servirebbe una foto, inviala a info@unsitodelcactus.it

Commento del 21-01-2019 13:11 di Sergio

ho notato su un cactus una piantina bianca dura:cosa puņ essere?

Commento del 03-01-2019 12:53 di Utente Non Registrato