Domande e Risposte [118]
Macchie su Pleiospilos nelii
la rubrica dei consigli
Mi scrive Nicola per chiedermi un parere:
Ciao Sergio, ti scrivo per sottoporti una questione che sarebbe forse interessante anche come tema per la rubrica dei consigli. Da almeno un paio di anni alcuni miei pleiospilos si sono imbruniti sulla sommità. Ho pensato che fosse a causa di troppo sole ma quando in inverno hanno rimesso le nuove foglie anche quelle avevano lo stesso problema. Ho aspettato un ulteriore anno e di nuovo sta succedendo la stessa cosa: epidermide delle nuove foglie che ha già i segni di quel che sembra una bruciatura. Non ho notato nessun parassita visibile. Il sole di dicembre non mi sembra in grado di fare danni. Che cos’è secondo te? Un fungo forse ?Grazie in anticipo
La mia risposta:
Ciao Nicola, grazie del quesito, avrei fatto esattamente la tua stessa valutazione iniziale ovvero scottatura da sole diretto ma ovviamente come giustamente dici le foglie nuove, protette, avrebbero avuto il colore "normale".
Per me può essere un fungo o batteri, mi è capitato su alcune piante che l'infezione parta dall'interno, lentamente, vivono magari per anni, come evidente sofferenza e poca vigoria ma poi la fine è sempre la stessa. Anche se è molto difficile senza esami di laboratorio generalizzando possiamo distinguere i due tipi di attacco:
Fungo = macchie + muffa, marciume lento, senza odore.
Batterio = marciume veloce, tessuto molle, odore cattivo.
In entrambi i casi son poche le armi che abbiamo a disposizione in questi casi una volta che la pianta è infetta. Prevenzione (fornirgli le condizioni migliori) e rapidità nell'accorgersene. Nella prima immagine sembra che le foglie abbiano subito un trauma meccanico forse il tutto è nato da li.
Ti consiglierei se non lo hai già fatto di isolarla dalle altre, anche se questo tipo di infezioni normalmente non son contagiose come le malattie fungine. Rinnoverei il substrato anche per approfittarne per controllare lo stato delle radici. Non lasciarla al sole diretto per precauzione, avendo l'epidermide già danneggiata sta producendo poca fotosintesi e non è in forze per sopportare troppo stress. Bisognerà aspettare il prossimo cambio foglie per vedere se migliora quindi servirà comunque pazienza.
Domande e Risposte | 13-01-26 09:04 | Visite: 146
Aiuto Innesto marcito
La rubrica dei consigli
Mi scrive Luisa per un innesto fallito:
Ciao unsitodelcactus e buon anno. Per fare delle prove ho innestato una Mammillaria su Myrtillocactus geometrizans. Dopo 7–10 giorni l’area di giunzione è diventata scura e molle. Strumenti sterilizzati, ambiente asciutto, pressione con elastici leggeri. Dove posso aver sbagliato? Posso salvare il portainnesto o devo sostituirlo?
Ciao Luisa, grazie di avermi scritto e buon anno anche a te. Ti elenco le possibili cause, almeno quelle che per me sono le più probabili e frequenti:
- Mancato allineamento dei fasci vascolari (xilema/floema) tra marza e portainnesto che porta alla necrosi.
- Eccesso di pressione o movimento durante i primi giorni causano micro-scollamenti e infezioni.
- Umidità residua sulla superficie di taglio possono portare a proliferazione batterica/fungina, io premo leggermente facendo un movimento rotatorio per eliminare bolle d'aria.
- Tagli non netti (lama non perfettamente affilata), i tessuti potrebbero essersi schiacciati, la superficie si ossida per poca aderenza.
- Marza non in piena turgescenza o con tessuto già stressato , le due parti devono essere "in tiro", se non c'è compatibilità immediata la percentuale di successo sende drasticamente. Se l'innesto l'hai fatto in questo periodo di riposo è molto probabile che sia questo il motivo del fallimento.
Cosa farei ora: Isola la marza, se è molle/nera, non c'è nulla da vare va eliminata. Se c’è una porzione sana, recidi finché il tessuto appare verde pulito.
Valuta il portainnesto, se la necrosi è superficiale, rifila con lama sterilizzata fino a tessuto uniformemente verde e asciutto. Se il nero scende in profondità o l’odore è sgradevole, taglia 1–2 cm al di sotto e lascia cicatrizzare 48 h. Se è molto compromesso, ovvero rimane meno di 5cm di altezza meglio non riprovare.
Effettua tagli perfettamente piani su entrambi i pezzi.
Appoggia la marza centrando almeno un anello vascolare.
Fissa con pellicola/elastici a pressione moderata (non strangolare). Io uso gli elastici delle vecchie mascherine, sono piatti e hanno la giusta tensione. Mantieni in ombra luminosa, 20–26°C, zero bagnature per 7–10 giorni. Se hai un germinatoio o un tappetino riscaldante meglio usarlo. Evita correnti d’aria e vibrazioni (ventole) nei primi 3–4 giorni.
Quando tagli usa lame nuove o fiamma/alcool 70% e non toccare con dita le superfici di taglio.
Controllo: dopo 7 giorni, se la marza resta turgida e l’area è chiara, rimuovi gradualmente la fasciatura. Se vedi trasudato o imbrunimento, ripeti il rifilo come sopra.
Spero di esserti stato d'aiuto, fammi sapere come va! Ciao e buona coltivazione!
Aggiungo 2 foto di un innesto fallito e una foto dove ho voluto evidenziare i fasci linfatici che devono toccarsi in almeno due punti, oppure se hanno llo stesso diametro devono sovrapporsi
Domande e Risposte | 05-01-26 12:33 | Visite: 166
Help! Agave celsii variegata con possibile fungo
La rubrica dei consigli
Mi scrive Boris per un aiuto su un fungo comparso velocemente sulla sua Agave:
Ciao Sergio,
ho scoperto solo oggi un problema ad una mia agave e mi servirebbe un tuo parere. Tengo questa pianta in una serra fredda, dove le temperature sono mitigate dalla vicinanza alla casa, ma dove non c' e' purtroppo un grande ricircolo d' aria, ne' il sole piu' adatto possibile. L' umidita' probabilmente e' il punto dolente. Sposto tutte le piante di questa serra all' aria aperta di giorno, quando naturalmente non piove e le temperature non sono esageratamente basse (questo ultimo problema finora a dire il vero non si e' verificato). Purtroppo tutta l' ultima settimana e' stata piovosa o nuvolosa, sole se n' e' visto poco. La temperatura e' anche scesa, anche se mai sotto lo zero. Solo questa pianta presenta questa sintomatologia, almeno per ora. Devo specificare due cose : nelle foto si vede, oltre al vero problema della pianta, un alone irregolare scuro, dipende dalla telecamera del mio cellulare, e' una macchia sull' obiettivo, che non ti tragga in inganno, non e' una macchia presente sulla pianta. Seconda cosa, nella foto 4 ho puntato una piccola torcia per evidenziare meglio in trasparenza il danno alle foglie. Non sono state coinvolte le foglie piu' interne, quelle vicine all' apice o che lo interessano, e neanche le piu' esterne.
Volevo chiederti se il problema e' in effetti legato all' umidita' e cosa potrei fare per recuperare al meglio la pianta.
Grazie!
Boris
La mia risposta:
Ciao Boris,
grazie delle foto. interessanti le macchie. Direi quasi sicuramente si, abbinamento di umidità e freddo. è una pianta coriacea, di solito i marciumi preoccupanti nelle agavi sono quelli al colletto. Non me la sento di consigliarti il taglio della foglia malata perché è un bell'esemplare e ne deturperebbe troppo la rosetta così regolare.Limitati a tenerla sotto controllo e agisci solo se vedi che aumentano le macchie o vengono coinvolte altre foglie. Un rameico potrebbe rallentare la diffusione, visto che hai questo tipo di problema ti consiglio di trattarle tutte in primavera ed in autunno preventivamente. Se possibile lasciala "ferma" in un posto, il più ideale possibile, ho notato negli anni che non gradiscono gli spostamenti, nel senso meglio ferma in una posizione non top che spostarla in continuazione per fornirgli più luce/calore. Anche perchè son piante ingombranti ed è facile creare danni con urti alle foglie. Mi sembra nell'ultima foto che anche un'altra foglia (opposta) presenti la stessa macchia circolare. Purtroppo identificare il fungo è impossibile se non con esami al microscopio quindi possiamo limitarci ad agire solo preventivamente con fungicidi ad ampio spettro oltre che fornirgli le condizioni migliori possibili.
Tienimi aggiornato sull'evolversi della situazione.
Ciao
Sergio
Vi allego le foto inviate da Boris, le prime due sono l'inizio della malattia, la terza e la quarta dopo aver spostato la pianta al sole, i tessuti sono diventati bruni e le macchie molto più evidenti. Se le macchie proseguiranno andrà tagliata l'intera foglia.
Domande e Risposte | 16-12-25 12:44 | Visite: 198
La serra di Matteo, le risposte ai suoi dubbi e qualche mio segreto!
La rubrica dei consigli: come utilizzare al meglio serre e ricoveri invernali
Mi scrive Matteo per aggiornarmi sulla costruzione della sua splendida serretta.
Ciao Sergio,
Ho appena finito questa serra (oggi metterò su i due triangoli in alto). Le sue misure sono 2.30 x 3.50 altezza 2.30, telaio in ferro e pannelli di policarbonato da 1cm. Il pavimento sotto è di ghiaia e sopra delle piastrelle si gres. Ho messo un termometro interno e negli ultimi giorni mi ha segnato di notte la minima ieri di 5.5 e oggi di 2 gradi (45% umidità) mentre si giorni con il sole e porta aperta 23 gradi w ieri che era nuvoloso 9. In questi giorni da me (sondrio) fa freddo e ha nevischio. Sono preoccupato per le piante visto che denteo sono circa 200. A sensazione entrando dentro poco fa non sembrerebbero 2 gradi. È vero che manca ancora il pezzo in alto da chiudere ma non credo che cambi molto comunque. Cosa mi puoi consigliare che hai tanta esperienza? Può essere magari il problema il pavimento ? O meglio avvolgere dentro uno strato di tnt?
Grazie mille per la pazienza
Matteo
Ciao Matteo, intanto grazie delle foto e complimenti per il lavorone.
l'effetto serra è molto potente in presenza di sole, come hai potuto notare la temp sale velocemente. In sua assenza però la serra ha principalmente la funzione di riparare dalla pioggia e lasciare le piante asciutte.
Da me in Sardegna raramente scende sotto zero e se lo fa lo fa solo qualche ora (di solito a febbraio) la mattina presto, se le piante sono asciutte non fa danni, il 90% resistono tranquillamente a brevi gelate. In compenso è sempre molto alta l'umidità.
Solo alcune euphorbia, melocactus, discocactus e altre le proteggo ulteriormente in dei cassoni vetrati all'interno della serra (una mini serretta dentro la serra per intenderci). Così recupero qualche ulteriore grado.
Se non hai la possibilità di portare la corrente dentro per mettere una fonte di calore in caso di gelate (stufa/zibro ecc), puoi optare per un bidone d'acqua (meglio se nero) da utilizzare come massa termica in modo da immagazzinare e rilasciare calore lentamente. Nella mia serra ne ho tre, li uso in estate come cisterne dove far decantare l'acqua ma mi rendo conto che in una serra di modeste dimensioni occupa troppo spazio. Il Tnt sulle piante se l'umidità non è tanta, non serve a mio avviso. Tienila però a bada, all'inizio, non essendo abituato mi spaventava vedere le goccioline di condensa cadere al mattino. Da te leggo che hai sui 45% di umidità relatva quindi ottima, molto bassa, se non si forma condensa non dovresti avere problemi nemmeno se arrivi a zero gradi comunque arieggia il più possibile nelle giornate di sole. Se non vuoi stressarti ad aprire e chiudere valuta una apertura automatica con i pistoni al mercurio come i miei sono molto comodi. Ho proprio qualche settimana fa scritto un post qui.
Ti lascio una immagine del bidone esposto a sud nella mia serra usato come massa termica.
A presto, buona coltivazione e ancora complimenti.
Sergio
Domande e Risposte | 09-12-25 09:07 | Visite: 214
Macchie su Astrophytum
La rubrica dei consigli
Mi scrive Gianluca per un consiglio sul suo Astrophytum myriostigma.
"Ciao Sergio, il mio Astrophytum presenta delle macchie rosa con sfumature rossastre. Si tratta di ruggine? Potrei trattarlo con fungicida rameico in polvere?
Grazie mille. Gianluca"
La mia risposta:
Ciao Gianluca, purtroppo quando si presentano queste macchie di solito il fungo é penetrato dall'interno quindi trattamenti esterni non risolvono. Dovresti provare con sistemico ma ho paura che sia troppo tardi. Per sistemico, semplificando, si intende che la pianta lo assorbe dalle radici e ha una protezione più a lungo termine, rispetto a quelli a contatto che vengono nebulizzati.
Non ho un prodotto specifico da consigliarti, perché per trovare il principio attivo mirato bisognerebbe analizzare il fungo. Non conoscendolo puoi optare su qualcosa ad alta copertura ad esempio a base di Fosetil Alluminio, il nome commerciale é indifferente, lo produce la Bayer ma anche altri quello che conta è il principio attivo. Attenzione però che non è in libera vendita ma occorre il patentino verde che non so se tu hai.
Per quanto riguarda le dosi per tutti i prodotti bisogna sempre fare riferimento a quanto riportato in etichetta, di solito per le grasse vanno usate le indicazioni riportate per le piante ornamentali (difficilmente viene esplicitato Cactaceae/Succulente). Dalla etichetta del sito ufficiale Bayer https://www.cropscience.bayer.it/-/media/prodotti/aliette/etichetta_aliette.pdf puoi utilizzarlo per la Phytophthora spp. in tre modi:
- facendo una cremina/pomata e spennellando direttamente sulle parti colpite ( 250 g/l);
- nebulizzando per 2 volte una soluzione di 2/3g/l ogni 30gg;
- a bagno per immersione: concentrazione al 0,25% (2,5gr/l) una applicazione per immersione delle piante della durata di 15 min, ovviamente ripulite da tutta la terra.
Buona coltivazione
Sergio
Domande e Risposte | 04-11-25 06:35 | Visite: 265
Goccioline sulle areole dei miei Ferocactus
La rubrica dei consigli.
Mi scrive Gianluca:
"Ciao Sergio, temo che il mio ferocactus possa essere ammalato.Oggi ho notato delle secrezioni giallognole in corrispondenza delle areole. Avrei bisogno di un tuo parere su come trattarlo. Grazie e cari saluti. Gianluca"
La mia risposta
Ciao Gianluca,
le secrezioni di liquido gommose (negli alberi è detta gommosi) non sono preoccupanti. I Ferocactus in particolare emettono questa sostanza nettarina e vischiosa principalmente alla ripresa vegetativa, quando la linfa è in eccesso o più raramente a seguito di ferite/urti alla base delle spine. Normalmente non c'è bisogno di avere particolari accorgimenti se non quello di tenere lontani insetti, in particolare le formiche, perché la linfa zuccherina le attira. Le formiche poi a loro volta possono trasportare patogeni e funghi (la fumaggine nelle areole dei Fero è molto comune proprio per questo). Se però hai notato altre macchie a livello di colletto (intravedo che è stato trattato con, presumo, rame) svasalo e controlla bene radici e colletto ripulito dalla terra per poter anticipare e prendere in tempo malattie fungine (l'autunno è un periodo critico).
Aggiungo qualche foto dei miei Ferocactus che presentano le stesse secrezioni dalle ghiandole presenti nella parte superiore delle areole, ed alcuni con fumaggine nelle areole.
Se anche tu hai domande da pormi invia una mail a info@unsitodelcactus.it
Domande e Risposte | 28-10-25 08:34 | Visite: 248
Serra fredda o cantina?
La rubrica dei consigli
Mi scrive Alessandro un amico di Unsitodelcactus.it
Ciao Sergio,sono Alessandro,un iscritto al tuo sito. Volevo porti un mio problema. Ho tre serre fredde x l'inverno,ma ho notato che alcune piante piante patiscono un po' le basse temperature,che abbiamo qua da noi(Imola). Alcune vorrei portarle in cantina,ma come tutte le cantine, è abbastanza buia. Per questo volevo comprare una lampada ,che possa soddisfare le necessità di luce delle piante. Vorrei sapere cosa mi consigli,anche su che tipo di lampada, eventualmente,da comprare. Grazie
La mia risposta:
Ciao Alessandro,
Grazie di avermi scritto. L'ultima generazione di led per la coltivazione indoor sono quelle Cob cioè con i LED integrati in un unico chip.
Se cerchi su google "led cob grow light" trovi una marea di prodotti dai pochi euro alle centinaia. Dipende chiaramente da quanta superficie devi coprire e da quanto vuoi spendere.
Per mia esperienze 10w coprono circa 50cm quadrati, quindi non tanto diciamo, ma io mi son limitato ad usarle per i germinatoi.
Considera però che l'ideale rimane la serra seppur fredda, eventualmente valuta i tappetini riscaldanti da azionare se la temperatura arriva a 5gradi. Ti dico questo perché una cantina avrà problemi oltre che di scarsa luminosità anche di umidità e di poca aerazione, e in inverno, é più importante evitare i ristagni d'umiditá. Per mia esperienza Luce e Areazione nella coltivazione delle grasse hanno ancora più importanza rispetto alla temperatura. Dovrai quindi installare anche dei ventilatori oltre alle lampade.
Ti suggerisco, se non l'hai già fatto di effettuare la ricerca sul mio sito con le parole: "Led germinatoio" (lo trovi anche nel menu), troverai diversi post dove parlo proprio dei LED!
Buona coltivazione e a presto.
Se anche a te servono consigli manda mail e foto a: info@unsitodelcactus.it
Domande e Risposte | 21-10-25 08:58 | Visite: 289
Problemi su talee di Soehrensia
La rubrica dei consigli.
Mi scrive una mail Michele, un amico e sostenitore di unsitodelcactus.it
"Ciao, ho fatto alcune talee da un grosso vaso di Soehrensia schickendantzii (F.A.C.Weber) Schlumpb (fatto il riconoscimento con plantnet.org).
Due di queste talee (che hanno radicato, vedi foto in basso) hanno questo aspetto... sono spacciate? sopravviveranno ma rimarranno così? Sembrerebbe un fungo.
Altre talee stanno bene, alcune hanno radicato molto più lentamente, altre sono OK in vaso da mesi, ad esempio questa.
Grazie in anticipo per le info."
La mia risposta:
"Ciao Michele, grazie a te di avermi scritto.
Dalle foto che ho visto e dalle informazioni che mi hai scritto penso si tratti di quello che volgarmente é chiamato "mal di crosta" o "marciume secco". Può essere causato sia da funghi che da batteri.
Quando si tratta di funghi solitamente sono Fusarium spp. Normalmente attacca le radici e si diffonde nel midollo dal basso verso l'altro, altre volte parte dalla base del cactus a partire dal colletto esternamente. Le parti infette diventano marroni o nere con tessuti che si seccano impedendo la fotosintesi indebolendo la pianta che non riesce più ad avere energia e nutrimento.
É spesso confusa con la normale suberificazione perché almeno apparentemente i sintomi sono gli stessi ma é molto più rapida e veloce. Difficile determinare la causa senza altri elementi, una cosa che mi viene in mente è che probabilmente i contenitori utilizzati non avevano abbastanza buchi di scolo o erano piccoli.
In realtà non si può fare molto quando le parti verdi sono meno del 40/50% della superficie ma se vuoi provarci puoi innanzitutto separarle dalle altre per evitare contagi, svasarle e buttare il terriccio. Lavarle bene con sapone molle asciugarle ed applicargli un fungicida rameico o zolfo. Lasciale all'asciutto tutto l'inverno senza terra all'ombra in posizione ventilata e asciutta per evitare ai funghi di proliferare. Se vuoi sarebbe interessante una delle due "pelarla" per asportare la parte secca lasciando solo la parte verde. Se il fungo ha intaccato solo l'epidermide c'é una minima speranza di salvarle. In alternativa puoi cimare la parte apicale, ma mi sembra ormai troppo poca.
Spero di esserti stato utile. Buona coltivazione."
Se anche tu hai domande da pormi invia una mail a info@unsitodelcactus.it
Domande e Risposte | 07-10-25 14:43 | Visite: 248
Aiuto cactus secco
La rubrica dei consigli
Giordano mi chiede aiuto via mail per una sua pianta grassa che sta male:
Buongiorno,
il mio cactus è diventato tutto marrone, dopo esserci caduto sopra, la parte centrale si è rotta, pur se non si è staccata del tutto.
È fuoriuscito tanto lattice o linfa, e non sapendo cosa fare, anche perché andavo di fretta, ho cercato di raddrizzarlo e l’ho lasciato così.
Nel tempo è diventato marrone, consideri che è la prima pianta di cui mi occupo e non so mai se l’acqua è troppa o poca.
Adesso si presenta come in foto, con le spine dure e con il corpo che sembra secco pure se ben saldo.
Volevo sapere se posso fare qualcosa, oppure se è proprio irrecuperabile
Grazie.
La mia risposta:
Ciao Giornano grazie di avermi scritto.
Purtroppo però la notizia che devo darti é negativa. Quello rimasto é lo scheletro di una Euphorbia ormai non recuperabile purtroppo. Mi spiace, ma non arrenderti, le piante grasse regalano tante soddisfazioni.
L'osservazione nel giardinaggio é fondamentale per intervenire in tempo e riuscire a salvare la pianta.
Continua comunque a seguirmi per coltivare al meglio le tue piante.
Buona coltivazione.
Domande e Risposte | 03-09-25 14:59 | Visite: 408
Aiuto, la mia piantina si è allungata
La rubrica dei consigli
Paola mi manda la foto di un suo acquisto che ha assunto una forma allungata ed un colore tenue chiedendomi di cosa si tratta.
La mia risposta:
Ciao Paola, grazie di avermi scritto. Ho visto la foto e si tratta di una Echinopsis subdenudata molto allungata e filata perché sta faticando a trovare la luce necessaria alla sua crescita. La sua forma naturale dovrebbe essere sferica.
Steli allungati, foglie distanziate e colori spenti sono dovuti infatti, a quello che in botanica, si chiama eziolamento ed è uno dei segnali più evidenti che la tua pianta non sta ricevendo abbastanza luce.
L'eziolamento è una risposta fisiologica delle piante alla carenza di luce. Quando non ricevono abbastanza sole, le piante grasse iniziano ad allungarsi in modo innaturale nel tentativo di raggiungere una fonte luminosa. Questo processo è regolato da fitormoni chiamati auxine, che stimolano la crescita verticale quando la luce è insufficiente.
Anche se le piante grasse sono spesso considerate facili da coltivare in casa, hanno bisogno di molta luce solare diretta per mantenere la loro forma compatta e il colore vivace. In inverno o in ambienti poco illuminati, il rischio di eziolamento aumenta notevolmente. Ma attenzione a portarle subito sotto il sole, soprattutto in estate, perchè vanno abituate, un po come la nostra pelle, gradualmente, soprattutto se son piantine piccole e/o ad epidermide nuda.
Ti elenco cosa si può fare per prevenire l'eziolamento se coltivi dentro casa:
Esposizione alla luce: posiziona le piante vicino a finestre ben esposte, preferibilmente a sud. Se necessario, usa lampade grow light.
Gestione dell'acqua: evita di annaffiare troppo durante i mesi bui. L'acqua stimola la crescita, ma senza luce adeguata porta all'eziolamento.
Riposo stagionale: considera sempre che durante l'inverno, ma anche in piena estate (luglio/agosto) le piante vanno in una sorta di letargo (riposo vegetativo) e in questi periodi vanno dimenticate, quindi sospendi le irrigazioni.
Ritornando alla tua Echinopsis, sarà ostico farle riprendere la sua forma normale, una soluzione drastica sarebbe quella di cimarla, cioè tagliare la sommità per farla pollonare, ma se non vuoi agire così puoi comunque provare ad esporla gradualmente a luce più forte. La posizione ideale sarebbe comunque all'aperto, possibilmente sotto una tettoia riparata dalle intemperie in inverno.
Spero di esserti stato d'aiuto. Buona coltivazione!
Domande e Risposte | 26-08-25 13:46 | Visite: 391
Come pulire i semi dei frutti succulenti. Ecco un trucco!
La rubrica dei consigli
Spesso mi viene chiesto come pulire i semi dei frutti carnosi, quelli che non si seccano spontaneamente rilasciando i semi. Per fare qualche esempio, parliamo di frutti di Mammillaria, Gymnocalycium, Echinocereus e altri generi simili. In questi casi, i semi tendono a rimanere incollati alla polpa, rendendo la pulizia piuttosto complicata.
È chiaro che occorre una buona dose di pazienza, ma se, come me, non ne avete molta, vi suggerisco un metodo pratico che adotto frequentemente con risultati soddisfacenti. Prendete i frutti, interi o già aperti, e metteteli in un barattolo di vetro o plastica per conserve, purché dotato di un'apertura ampia. Aggiungete al contenitore qualche centimetro d'acqua, i semi e, se necessario, una pietra o una biglia; queste servono a facilitare la rottura dei frutti più resistenti. A questo punto, agitate energicamente il barattolo come per preparare un mojito, lasciate riposare per un po' e ripetete l’operazione. Se lasciate i frutti immersi nell’acqua per un giorno o più, non ci sono problemi: al contrario, si reidratano, e i semi germinano più facilmente.
Questo sistema funziona anche per il recupero dei semi di Lithops, quando le capsule non rilasciano facilmente tutti i semi in una volta. L’ultima fase è piuttosto tediosa: a questo punto dovrete fare un lavoro di precisione. Utilizzate un foglio di carta o della carta assorbente come base per raccogliere i semi dopo aver filtrato le parti più grossolane. Una volta asciutti, sarà sufficiente raschiarli dalla carta e saranno abbastanza puliti da poter essere subito seminati o conservati. A volte durante il primo lavaggio aggiungo una goccia di detersivo per piatti per migliorare l’efficacia dello "shakeramento".
Naturalmente ci sono diversi metodi per pulire i semi dai frutti; questo è quello che utilizzo personalmente e con cui mi trovo bene. E tu, quale tecnica preferisci? Condividila nei commenti!
Domande e Risposte | 05-08-25 11:59 | Visite: 315
Piante sasso in estate, cosa succede se le bagno?
La rubrica dei consigli
Mi scrive Lucia, una amica di unsitodelcactus, chiedendomi aiuto per le sue Lithops che ha bagnato proprio questi giorni.
Ciao Sergio, sono Lucia di Novara, pochi giorni fa ho innaffiato le mie piante sasso e dopo poco si sono afflosciate. Ti allego le foto di come sono ora. Cosa posso fare? cosa ho sbagliato? grazie mille.
La mia risposta:
Ciao Lucia, grazie di avermi scritto. Ho visto le foto e purtroppo ormai non c'è nulla da fare. Le lithops non perdonano una annaffiatura nel momento sbagliato, è proprio questa la loro "difficoltà" di coltivazione. Ho scritto un post tempo fa perchè questo argomento è molto richiesto ed ho cercato di fare chiarezza sui (pochi) momenti in cui vanno bagnate. Due su tutti il momento della muta (il cambio di foglie) e la stagione estiva rovente (Luglio e Agosto). In questi mesi infatti le temperature sono elevate e la poca aerazione può incidere negativamente sulla loro salute perchè composte principalemnte d'acqua. Una bagnata in questo periodo non lascia scampo quindi decisamente megli odesistere e non bagnare ne nebulizzare. Lascia gli altri completamente asciutti, riprenderai solo a fine estate le bagnate. Continua a seguirmi! Buona coltivazione
Domande e Risposte | 29-07-25 09:56 | Visite: 366
Portulacaria afra Candy, mito o realtà? Ecco la risposta!
La rubrica dei consigli
Mi scrive Boris per chiedermi info su una pianta molto in voga in questo momento: la Portulacaria afra coltivata a bonsai con apici vegetativi variegati commercializzata spesso con il nome fantasioso "Candy".
Ciao Sergio!
Complimenti per il sito! Da diverso tempo lo frequento per trovare informazioni riguardo al nostro hobby, finalmente ho deciso di iscrivermi. E sfrutto subito l' occasione per farti una domanda. Recentemente ho trovato in commercio una Portulacaria afra coltivata ad alberello (vedi foto). Mi chiedevo come la variegatura possa riguardare solo gli apici vegetativi con uno schema cosi' preciso e non ho ricevuto risposte neanche da chi la vende o informazioni a suo riguardo in rete. Commercialmente questa forma si trova come Portulacaria afra "Candy". Si tratta forse di un trattamento chimico o fisico destinato a perdersi? Grazie per l' attenzione!
La mia risposta:
Ciao Boris, grazie a te di avermi scritto.
Conosco la pianta ma non l'ho mai avuta perché non amo le variegature soprattutto se di dubbia naturalezza. Per questo con estrema onestà ti dico quello che ho letto nel web su di essa. La tua ipotesi trova conferme sul fatto che le variegature delle foglie sono troppo uniformi e lasciano pensare con abbastanza certezza che siano state indotte artificialmente. Leggevo in passato che lo si fa con il monossido di carbonio (?non ho trovato fonti attendibili) anche su filodentri ed altre piante più commerciali. Ma non so molto più di questo. Dovrebbero quindi o cadere o ridiventare verdi. Sará molto interessante credo per tutti noi saperlo direttamente da te tra qualche tempo. Soprattutto per evitare di alimentare tecniche di marketing a mio avviso disoneste, producendo false chimere.
A distanza di qualche tempo Boris, che ringrazio per l'aggiornamento mi ha confermato, inviandomi la foto, di come gli apici vegetativi stanno tornando alla normalità come ipotizzato nella mia risposta. Come si vede dalla seconda foto la colorazione rosa è scomparsa e le nuove foglie sono non variegate. Quindi non fatevi ingannare e non acquistatela!
Domande e Risposte | 22-07-25 19:35 | Visite: 2K
Scottature su Grusonii
La rubrica dei consigli
Mi scrive Romina una mail a info@unsitodelcactus.it:
Buongiorno, ho notato con piacere il vostro sito; vi faccio molti complimenti!
Vi scrivo per chiedervi un suggerimento, nella speranza che non sia troppo tardi.
Da diversi anni tengo il mio cuscino della suocera dentro casa, in una zona molto illuminata. Quest’anno ho deciso di metterla fuori nella speranza che cresca un po’ di più.
Ahimè la pianta ha iniziato a fare delle macchie bianche sulla parte superiore….forse troppo sole? Forse devo metterla su un vaso diverso?
Vi allego la foto nella speranza di un vostro gentile riscontro.
Cordiali saluti
Romina
La mia risposta:
Ciao Romina,
grazie a te di avermi scritto, mi fa piacere che il sito ti piaccia.
Se il danno è solo da un lato si tratta con certezza di scottatura, solitamente accade proprio quando si porta una pianta non abituata all'esterno con sole forte e ambiente non ventilato, la parte ustionata purtroppo rimarrà così ma essendo un E. grusonii non dovrebbe creargli altri problemi.
Qua era capitato anche ai miei: FOTO. Le piante giovani son più sensibili.
Abituala gradualmente all'aperto magari prediligendo una posizione dove non riceve sole diretto nelle ore calde della giornata, in inverno invece non c'è problema, i raggi del sole son meno forti.
Continua a seguirmi, mi trovi anche su Instagram e facebook. Buona coltivazione
Domande e Risposte | 24-06-25 12:46 | Visite: 430
Il miglior vaso per il mio Cuscino della suocera
La rubrica dei consigli
Mi scrive Federico, un nuovo amico di Unsitodelcactus.it per chiedermi un consiglio.
"Buongiorno avrei bisogno di un consiglio per rinvasare un grusone, che tipo di vaso è meglio usare? Un vaso di tipo normale oppure una ciotola? Grazie per la vostra disponibilità"
La mia risposta:
Ciao Federico,
grazie a te di avermi scritto. Io prediligo la ciotola perché le radici del E. grusonii, come quelle di molte cactacee tendono ad essere superficiali. Inoltre una ciotola bassa a mio avviso da maggior risalto alla pianta. Ma la forma non é così importante perché se ti dovesse piacere più un vaso alto potrai riempire il fondo con materiale grossolano in modo da prevenire marciumi. Più importante della forma é sicuramente il materiale e/o la dimensione.
Se hai la possibilità valuta di piantarla direttamente in piena terra, crescerà molto più rapidamente e ti eviterai il difficile compito di trapiantarla ogni 3/4 anni.
Se vuoi approfondire l'argomento vasi ho pubblicato un interessante post qualche tempo fa. Lo trovi qui: post vasi
Buona coltivazione!
Sergio
Domande e Risposte | 29-04-25 11:50 | Visite: 702
Cuscino della suocera con polloni
La rubrica dei consigli
Mi scrive Francesca una mail a info@unsitodelcactus.it chiedendomi: "Al mio cuscino della suocera sono spuntati questi polloni laterali devo toglierli?"
La mia risposta:
Ciao Francesca,
la scelta di asportarli é puramente estetica, se preferisci un fusto unico sferico puoi eliminarli con un coltello spuntando prima le spine che ti ostacoleranno nel taglio.
Sappi però che col tempo l'Echinocactus grusonii tende a pollonare, quindi é probabile che se ne formino altri. Io ad esempio li lascio crescere sino a 10cm poi li stacco e li faccio radicare. Per farli radicare più velocemente riempio un secchiello d'acqua e metto sopra un ciotola con sabbia e pomice. L'acqua deve rimanere a filo con il fondo della ciotola. L'evaporazione farà in modo di far "sentire" alle radici l'umidità per farle sviluppare. A fine estate solitamente hanno già un discreto impinto radicale e possono essere rinvasati su terriccio standard per cactus.
Di contro se li lasci crescere troppo la cicatrice sarà più grande ed evidente, quindi se preferisci e non vuoi salvare i polloni puoi tagliarli con una forbice da potare sin da subito.
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Se vuoi dai un'occhiata a questo post in cui avevo trattato l'argomento: Polloni Grusonii
Ti lascio delle foto dell'operazione fatta sul mio.
Domande e Risposte | 08-04-25 10:04 | Visite: 695
Semine: Alternative al metodo del sacchetto
La rubrica dei consigli
Sulle semine ho scritto già tanto, diversi post e un manuale "della semina perfetta" che puoi scaricare dalla sezione documenti.
Mi scrive Marcello per chiedermi suggerimenti sulla Semina.
Ciao Sergio sono Marcello da Salerno, complimenti per il tuo blog. Vorrei iniziare a seminare cactus e so che questo é il periodo giusto ma quale é il metodo migliore per iniziare? Graxie dei consigli.
La mia risposta:
Ciao Marcello grazie a te di avermi scritto. La semina é un procedimento che si perfeziona col tempo e richiede esperienza ma alcuni suggerimenti la rendono più semplice limitando le delusioni.
Il consiglio é di iniziare con generi facili e semi autoprodotti, le Mammillaria spinosissima solitamente sono quelle che germinano più facilmente. Usa terriccio nuovo possibilmente per acidofile, se li hai mischialo con un po di inerti di granulometria fine. In mancanza d'altro per fare esperienza puoi usare sabbione quello per edilizia che é il più facile da reperire. Come contenitore puoi partire con dei vasetti piccoli e coprirli con dei bicchieri trasparenti capovolti o ancora meglio delle ciotoline per antipasti o gelati. Essendo semisferiche non fanno cadere le gocce di condensa sui semenzali perché scorrono lungo i bordi. Bagna bene dal basso per capillarità e lascia chiuso in ombra la prima settimana. Se vuoi approfondire trovi tutti i passaggi nel doc "manuale della semina perfetta".
La semina é una esperienza da provare almeno una volta, richiede pazienza ma può dare grosse soddisfazioni.
A presto e buona semina!
Domande e Risposte | 25-03-25 06:38 | Visite: 569
Crosta marrone sul colletto
La rubrica dei consigli
Mi scrive Gianluca una mail per chiedermi aiuto sul suo Ferocactus.
Ciao Sergio, il mio Ferocactus emory presenta numerose macchie alla base. Penso si tratti di funghi: potrei trattarlo con una miscela di rame zolfo applicata con pennello sulle parti colpite? Avrei bisogno di un tuo consiglio. Grazie e cari saluti. Gianluca.
La mia risposta:
Ciao Gianluca, la parte del colletto é sempre più delicata perché a contatto col terreno ed é la porzione di pianta che riceve meno luce e aria. Il consiglio é di lasciarlo asciutto visto che le temperature sono ancora basse e l'umidità petsistente. Ultimamente io sto usando un pennello per cospargerci sopra rame in polvere o zolfo a secco con buoni risultati. In questo periodo a mio avviso é rischioso creare una pomata con acqua per spalmarglielo sopra perché non asciugherebbe velocemente. L'ideale come sempre é controllare bene il colletto, e che le macchie non avanzino rapidamente, in questo caso l'attacco fungino sembra solo a livello di epidermide ma va tenuto sotto controllo. Questo tipo di malattia é facilmente confondibile con la naturale suberificazione ma le macchie tondeggianti più piccole mi fanno propendere più per funghi. Di solito si formerá una crosta marrone ma fortunatamente dovrebbe rimanere circoscritta a livello superficiale. Lascialo all'aria, alla luce e all'asciutto sino a primavera, dove é consigliabile comunque svasarlo e controllare bene l'impianto radicale e sostituire la terra che potrebbe contenere spore. Non cedere alla tentazione di interrarlo troppo in basdo per coprire le macchie e se possibile usa graniglia più grossolana in superficie. Se la crescita non riprenderá in primavera bisognerà intervenire tagliando di netto il colletto per controllare il midollo e facendolo nuovamente radicare ma ora non è il periodo giusto per farlo, bisogna attendere. Se riesci fagli prendere gradualmente un po di sole. A presto e come sempre buona coltivazione.
Domande e Risposte | 25-02-25 06:40 | Visite: 506
Miniserre a LED di Lidl
La rubrica dei consigli
Questa volta non sono io a darvi dei consigli ma é Lorenzo, un appassionato utente del sito che ci segnala che questa settimana sono in vendita presso la Lidl le serrette con luci a LED integrate. Possono essere molto comode per semine e talee in modo da anticipare di qualche settimana la primavera ed avere piantine già più forti e grandi in estate.
Il rapporto qualità prezzo sembra ottimo, circa 2euro a serretta. Certo non é un prodotto professionale ma a questo prezzo è sicuramente da provare.
Sono sicuro andranno a ruba! Grazie Lorenzo della segnalazione!
Se anche tu le hai comprate e usate invia le foto e le tue considerazioni a info@unsitodelcactus.it
Domande e Risposte | 18-02-25 00:02 | Visite: 820
Aiuto il mio cactus sta marcendo nei bordi
La rubrica dei consigli
Mi scrive Fabrizio una email per chiedermi aiuto su macchie scure sopra la sua euphorbia:
Buongiorno, ho notato che la mia pianta di cactus sta iniziando a marcire dall'apice e adesso si sta propagando su tutto il fusto Nei margini esterni. La pianta sta all'esterno, allego foto. Vorrei sapere se può consigliarmi qualcosa. Grazie
Cordiali saluti
Fabrizio
Ciao Fabrizio, sembrerebbero danni da congelamento sulla Euphorbia ingens (o ammak?). Le temperature son state prossime allo zero? Cerca di tenerla se possibile in luogo areato e con minime sopra gli 8/10 gradi. Un fungicida rameico aiuta a prevenire eventuali malattie fungine che con l'epidermide così intaccata potrebbero arrivare. Se vuoi per sicurezza tagliati uno o due fusti sani dalla base per avere un clone in emergenza. In primavera lo farai radicare.
Aggiungo che vedo un telo protettivo in terra, forse TNT (tessuto non tessuto), se la ricopri per proteggerla fai in modo, anche se non è facile, che non resti a contatto diretto con la pianta, il telo rimane umido e ghiacciando brucia l'epidermide della pianta se a contatto.
Per piante che non sopportano inverni rigidi il mio consiglio é quello di metterle in terra ma lasciarle in questo modo se le temperature diventano troppo rigide si ha la possibilità di spostarle, in primavera si traslocheranno nuovamente in piena terra lasciandole sempre nel vaso che verrà completamente sotterrato.
In inverno posizionarla vicino al muro a sud può aiutare non poco perché i muri fanno da massa termica e rilasciano durante la notte calore immagazzinato durante il giorno.
Ciao e buona coltivazione. Continua a seguirmi, sono presente anche su Instagram e youtube!
Sergio
Domande e Risposte | 11-02-25 04:44 | Visite: 988
Riconoscimento semi
La rubrica dei consigli
Mi scrive Gianluca per un aiuto:
Ciao Sergio, ho acquistato su internet dei semi di Astrophytum e nella busta ho trovato anche alcuni piccolissimi semi con la dicitura" E.Monroe Hybrid mix. " Ho effettuato alcune ricerche online senza alcun risultato. Ti chiedo un aiuto per la individuazione. Grazie e cordiali saluti.
La mia risposta:
Ciao Gianluca. Il riconoscimento delle piante e ancor più dei semi é un gioco avvincente ma allo stesso tempo molto complicato. Per questo consiglio sempre di acquistare da venditori specializzati e affidabili. Fatta questa doverosa premessa in questo caso l'indizio viene dal nome della cultivar che ti hanno fornito, per questo penso si tratti di semi di Echeveria. Una cultivar dalle rosette compatte e foglie dai colori che variano dal rosa all'arancio. Le dimensioni dei semi di Echeveria possono variare da 0,5 mm a 1 mm di lunghezza. Sono simili a minuscoli granelli di polvere, di forma ovale o leggermente allungata.
Quelli di Astrophytum invece sono caratteristici e ben riconoscibili, grandi più di 3mm marron scuro. Facci sapere se sarà così le Echeveria sono veloci e già dal primo anno iniziano a caratterizzarsi.
Un caro saluto.
Se anche tu hai domande sui cactus invia una mail a info@unsitodelcactus.it
Domande e Risposte | 21-01-25 06:10 | Visite: 490
Help me please: individuazione pianta
La rubrica dei consigli
Mi scrive Ninni, un amico di unsitodelcactus.it via mail per chiedermi aiuto:
"Buongiorno,
Mi chiamo Ninni e ho invano cercato in rete di individuare una bella pianta grassa ricevuta in regalo e alla quale vorrei garantire appropriate cure.
Ho pensato di beneficiare della Sua esperienza per darle un nome: le sarei davvero grato se potesse aiutarmi, perchè in rete ne ho visionate centinaia ma la "mia" non la trovo.
Nel ringraziarla, allego una foto e colgo l'occasione per agurarle Buone Feste"
La mia risposta:
"Ciao Ninni, grazie di avermi scritto, dovrebbe essere una Crassula marnierana (il nome completo botanico é: Crassula rupestris subsp. marnieriana).
Trovi la scheda tecnica e come coltivarla qui: Crassula marnieriana
Buone feste e buona coltivazione. Continua a seguirmi!"
Se anche tu hai bisogno di aiuto per le tue amate piante scrivimi una mail a info@unsitodelcactus.it proverò volentieri ad aiutarti!
Domande e Risposte | 27-12-24 15:46 | Visite: 495
Aiuto macchie rosse sul mio cactus
La rubrica dei consigli
Mi scrive un amico per un consiglio.
Ciao Sergio ho questa pianta su cui son comparse queste strane macchie. Sai dirmi di cosa si tratta e cosa posso fare? Grazie mille
La mia risposta:
Ciao Nicola, sembrerebbe ruggine ovvero funghi del genere Septoria che creano macchie con bordi continui arancioni, brune or ossastre che col tempo tendono a seccare e lasciare croste secche. Nel fusto si notano le cicatrici degli anni precedenti. Non sono particolarmente aggressive su piante sane e senza ferite, rimangono sull'epidermide senza penetrarla rendendo la pianta esteticamente meno perfetta ma non per questo meno interessante. Colpiscono maggiormente le piante con epidermide nuda. Io ti consiglio una spolverata con un pennellino di fungicida rameico in polvere. In questo periodo meglio non nebulizzare. Lasciala in posizione luminosa, asciutta e ben areata.
Complimenti per lo splendido esemplare non così comune in collezione!
Ecco la foto della Neobuxmamia polylopha inermis mostruosa infetta
Se anche tu hai qualche fomanda o consiglio da chiedermi invia le foto a info@unsitodelcactus.it oppure scrivimi su instagram
Domande e Risposte | 18-12-24 06:54 | Visite: 1K
La germinazione, fasi e qualche termine botanico
La rubrica dei consigli
Mi scrive Claudio:
Ciao caro Sergio, è proprio bello aver avuto i tuoi semi a disposizione, in una settimana vedo che sono già spuntati numerosi germogli.
I semi sono senza dubbio essere freschi per avere questi risultati.
Ho cercato alcuni termini di cui non ho trovato conferma da quando spunta dal seme, plantula quando mette le prime spine o prime foglioline vere, e poi..... fino alla pianta giovane, adulta.
Se puoi illuminarmi o suggerirmi dove trovarli.
Ti ringrazio.
La mia risposta:
Ciao Claudio,
in generare si intende col termine plantula la giovane pianta che si sviluppa a partire dall'embrione contenuto nel seme durante le prime fasi di crescita subito dopo la germinazione.
La plantula ha la radichetta che si sviluppa dal Ipocotile e cioé Il tratto dell'asse embrionale situato tra la radichetta e i cotiledoni.
I Cotiledoni sono le primissime foglie embrionali, che possono fungere da riserve nutritive nella prima fase. Capita spesso che ad essi rimanga a lungo attaccato il seme spaccato.
Vi é poi l'Epicotile cioé la parte che spunta sopra o tra i cotiledoni, che porterà allo sviluppo del fusto e delle foglie vere che svolgono la fotosintesi. Nel caso di molte cactaceae sul fusto appariranno le prime spinette.
Schematizzo in un disegno. A presto. Buona semina!
*Se anche tu vuoi avere i semi di Unsitodelcactus puoi riceverli gratuitamente facendo una donazione spontanea al sito oppure acquistarli dal mercatino.
Non esitate a contattarmi, i semi sono ancora disponibili ma non sono infiniti!
Domande e Risposte | 03-12-24 09:52 | Visite: 669
Opuntia subulata eziolata
La rubrica dei consigli
Mi scrive Daniele una mail a info@unsitodelcactus.it per chiedermi un aiuto:
Buongiorno Sergio, scrivo per avere informazioni riguardo a un'opuntia subulata acquistata a maggio. Purtroppo per mia ignoranza ed omesse informazioni del vivaista l'avevo tenuta in casa, pur se davanti a una finestra, e la pianta ne aveva sofferto. Informandomi meglio ho quindi gradualmente riportato la pianta all'esterno alla luce diretta, concimandola adeguatamente, e ora mi sembra essersi finalmente abbastanza ripresa.
Ora, essendo la pianta cresciuta a una velocità che non mi aspettavo (più che raddoppiata in altezza, da ca 30cm quando l'ho presa a oltre 60cm adesso, in un vaso di 15cm), mi ponevo il problema del rinvaso e di tagliarla per fare una talea come indicatomi dal vivaista. Come anche indicato nell'articolo sul suo sito non siamo proprio nel momento giusto (vorrei anche poter fare il lavoro con calma, attrezzandomi e documentandomi bene essendo la prima volta, soprattutto per la talea), e in più non vorrei sottoporre la pianta a ulteriore stress appena ripresasi.
Volevo quindi sapere se a suo parere è meglio o comunque posso aspettare la fine del prossimo inverno, tipo marzo, oppure data la crescita è consigliabile agire subito.
La mia risposta:
Ciao Daniele, grazie di avermi scritto.
Ho visto la foto e letto con attenzione la tua mail. L'Opuntia é parecchio eziolata, cioé é cresciuta in modo innaturale allungandosi alla ricerca di luce.
É una pianta che deve stare all'aperto, con luce intensa e sole diretto se abituata gradualmente. L'epidermide deve essere di un bel colore verde scuro e le spine robuste. Per questo motivo il mio consiglio é di farle superare l'inverno possibilmente mettendola all'aperto e tenendola asciutta in modo da fermare l'eziolatura e farle riprendere l'aspetto naturale.
In inverno, le poche ore di luce e le basse temperature fanno andate a riposo vegetativo le piante grasse quindi sarebbe stressante per la pianta talearla ora.
In primavera potrai tagliare gli steli allungati, lasciar asciugare i tagli almeno una settimana sino a far formare il callo e adagiarli verticalmente su pomice o zeolite mantenuta leggermente umida per stimolare la generazione delle radici.
Ti allego una foto delle mie per poter avere un confronto.
Continua a seguirmi se ti piacciono le piante grasse per curarle al meglio e farle crescere sane e robuste!
Domande e Risposte | 23-10-24 14:36 | Visite: 893
Agave victoria reginae in fiore
La rubrica dei consigli
Un caro utente di instagram mi scrive:
Ciao scusami se ti disturbo, ti chiedo un consiglio. Quest'anno sorprendente è fiorita la mia Agave Victoria Regina. Adesso, dopo 3 mesi sta cominciando a seccare e vedi tanti piccoli frutti verdi. Potrò provare a seminare i semi o sarebbe un'impresa impossibile secondo te?
Grazie
La mia risposta:
Ciao, si assolutamente si, purtroppo la pianta madre seccherá completamente quindi l'unico modo per moltiplicarla sarà seminare i semi che trovi dentro i frutti. Spesso si spaccano da soli liberando decine di semi. Potrà capitare che alcuni semi germinino direttamente dentro al frutto e troverai quindi piccole agavine. Per seminare bisogna aspettare ancora. In primavera potrai seminarli su substrato soffice 50% sabbia e 50% buon terriccio universale come base di partenza va bene.
Domande e Risposte | 09-10-24 15:13 | Visite: 831
Aiuto identificazione crestata
La rubrica dei consigli
Mi scrive Mariano per chiedermi aiuto su una identificazione:
Buongiorno! Mi sono da poco appassionato di piante grasse/succulenti. È grazie a "un sito del cactus" sono riuscito a informarmi e dare un nome alle mie piante acquistate da poco.... tranne una. Se cortesemente potrete aiutarmi, invio foto
Dovrebbe trattarsi di Nyctocereus serpentinus f. crestata o meglio il genere accettato è ora Peniocereus. Questo genere, non molto conosciuto, comprende una sola specie ed è originario Messico meridionale. La pianta non crestata è una colonnare con fusto molto spinoso e cilindrico che può raggiungere anche i 6 metri di altezza.
Domande e Risposte | 01-10-24 09:20 | Visite: 858
Radici aeree cosa fare?
La rubrica dei consigli
Mi scrive Monica una domanda via mail:
Ciao, un’amica mi ha regalato un rametto di succulenta, che messo in un vaso e sta crescendo bene e molto.
In questi giorni ha preso parecchia pioggia e ho l’impressione che il livello di terra nel vaso si sia un po’ abbassato, scoprendo fili bianchi. Ho il dubbio se siano radici o nuove foglie (allego le foto).
In caso siano radici, le devo ricoprire con la terra per proteggerle?
Ti ringrazio fin d’ora per l’aiuto che potrai darmi.
Monica
La mia risposta:
Ciao Monica, grazie di avermi scritto.
Dovrebbe trattarsi del Sedum palmeri. Trovi la descrizione e la scheda tecnica qui: unsitodelcactus.it/sedum palmeri
Sono radici aeree che si sviluppano normalmente nei rami semilegnosi sopra al colletto (cioè la parte vicina al terreno). In natura permettono alla pianta se si spezza qualche parte di radicare una volta caduta in terra.
Normalmente non c'è bisogno di risotterrarli al massimo puoi tagliare e reinfilare nel terreno per produrre nuove piantine. Ti suggerisco di aggiungere sabbia e altri inerti (pomice, agripetlite, ghiaietto di quarzo ad esempio, puoi usare anche polistirolo sbriciolato in emergenza) per rendere la composta più drenante e fare in modo che asciughi velocemente. Sono piante a cui non piace avere "i piedi a mollo a lungo" e tendono a marcire.
É comunque una pianta rustica e molto resistente quindi ti perdona qualche errore o qualche irrigazione di troppo.
Buona coltivazione e... continua a seguirmi. Mi trovi anche su instagram!
Ciao e buona coltivazione!
Domande e Risposte | 18-09-24 05:33 | Visite: 1K
Astrophytum secco e sgonfio
La rubrica dei consigli
Qualche giorno fa mi ha scritto Gianluca, un caro amico di unsitodelcactus:
Buongiorno Sergio, oggi avevo deciso di rinvasare un astrophitum miriostigma che non è fiorito. Ho scoperto però che la parte inferiore è annerita così come alcune parti del fusto. Avrei bisogno di un tuo parere su come intervenire: potrei applicare ossicloruro di rame + boro ? Grazie e cordiali saluti .
La mia risposta:
Ciao Gianluca,
Ho visto le foto, se é fermo da un bel po e le radici appaiono secche e vecchie io opterei per una terapia d'urto tagliando di netto come da riga rossa. Se si sono formate cisti tra midollo e colletto questo é l'unico modo per farlo sopravvivere altrimenti lentamente andrà a svuotarsi fino ad esaurimento delle sue riserve. Se invece gli fai ricreare un nuovo apparato radicale avrá modo di nutrirsi e riprendere la crescita.
Una soluzione meno invasiva é quella di asportare completamente le radici arrivando al colletto. Questo andrà ripulito leggermente scavandolo per 1cm circa (come si fa per affiancare gli innesti).
In entrambi i casi dovrai aver pazienza e lasciar asciugare e dopo almeno 2 settimane. Poi potrai poggiare su pomice o zeolite mantenuta leggermente umida per stimolare la formazione di radici.
Buona coltivazione
Domande e Risposte | 04-09-24 06:16 | Visite: 722
Colletto secco
La rubrica dei consigli
Mi crive Nicola una mail a info@unsitodelcactus.it
Buongiorno Sergio, innanzitutto tutto grazie per i preziosi articoli che ogni settimana metti a disposizione di quelli che come me sono sempre alla ricerca di informazioni e consigli! Io ho un annoso problema con le crassule di taglia piccola (tempio di Buddha, marchandii, ecc..) che regolarmente vivono rigogliose per un anno o due per poi progressivamente annerirsi sul colletto e deperire lentamente. Questa è la volta di crassula piramidalis , di cui allego qualche foto. Nel tempo ho provato di tutto: più acqua, meno acqua, più sole, meno sole, ma l’epilogo è sempre lo stesso. Che cosa sbaglio? Hai qualche consiglio da darmi?
Grazie mille
La mia risposta:
Ciao Nicola, grazie a te di avermi scritto.
Non credo sia un tuo problema, mesi fa parlai proprio di questo aspetto con un grosso produttore sardo che mi ha confermato le mie convinzioni.
Sono piante estremamente delicate, nate più per il commercio che per un reale collezionismo o un interesse botanico. Anche io ci ho provato varie volte ma dopo due o tre anni marciscono o comunque sembrano seccare al colletto proprio come le tue.
Io oramai ci ho rinunciato definitivamente mi dedico a generi più affini alla mia metodologia di coltivazione.
L'unico modo a mio avviso di farle sopravvivere a lungo é coltivarle in pomice e zeolite fertirrigando con concime non troppo azotato e acqua piovana o con ph intorno al 6. Altra dritta fondamentale é usare almeno 2 volte l'anno un buon fungicida (es previcur). In estate non gradiscono il troppo caldo quindi vanno necessariamente protette dal sole e arieggiate, probabilmente in ombra è la loro esposizione ideale.
Anche se qualche clone è più resistente di altri non ho mai visto piante diventare enormi, ho la convinzione che andrebbero rinnovate da talea almeno ogni 2 anni.
Capisco che la risposta possa non essere entusiasmante ma spero comunque di esserti stato utile.
Buona coltivazione!
Domande e Risposte | 20-08-24 10:40 | Visite: 598
Fallimento estivo
La rubrica dei consigli
Mi scrive Claudio per raccorntarci di un suo "fallimento".
Ciao Sergio, quanti gradi ci sono da te? Qui sono "solo" 36°.
Ti invio due foto da condividere per dimostrare cosa può accadere con le bagnature estive.
Esteriormente non si vedeva nulla, ad uno spostamento ho visto che la pianta si muoveva.
Tirando un po' sù, si è staccata, radici marce, l'ho sezionata e.... interno semi-liquido.
Nella prima foto come si presentava, nella seconda la necroscopia. Tutto disinfettato.
La mia risposta:
Ciao Claudio, grazie di aver condiviso.
I fallimenti fanno parte del gioco e sono utili insegnamenti che ci stimolano ancora di più a comprendere le piante e ad imparare ad ascoltare le loro esigenze.
Come dico spesso ho perso molte più piante in estate che in inverno, ora ho ridotto, praticamente azzerato le perdite sospendendo le irrigazioni di tutte le piante che non stanno all'aria aperta quando le minime notturne superano i 25/26 gradi.
Altro fattore da tenere in considerazione é l'umidità che in queste giornate estive é altissima e rallenta di molto l'evaporazione e l'asciugatura del terreno facendo restare le radici umide a lungo causando il cosiddetto "marciume molle".
Purtroppo l'estivazione é difficile da prevedere con la sola osservazione anche perché può arrivare velocemente segna segnali apparenti, ma questa regola ormai assodata funziona.
Quindi non abbattiamoci per qualche perdita, anzi trasformiamo il dispiacere in conoscenza ed esperienza.
Domande e Risposte | 13-08-24 05:45 | Visite: 536
Help Euphorbia marcia
La rubrica dei consigli
Mi scrive Angela per chiedermi aiuto per la sua Euphorbia:
"Buongiorno ieri mi sono accorta che il mio cactus aveva la parte inferiore marrincina e a quel punto l'ho tolto dal terreno e messo al sole ad asciugare.
Ha bisogno del solo rinvaso o devo tagliare la parte inferiore che risulta un po' marcia al tatto anche se dura Vi ri grazio anticipatamente
Saluti e buon weekend
Angela"
La mia risposta:
Ciao Angela, grazie di avermi scritto.
Si esatto, bisogna tagliare la parte malata salendo sino a quando la polpa non é completamente pulita e senza marciumi. Altrimenti il fungo si propagherà attraverso il midollo anche alla restante parte sana.
Taglia con un bel coltello affilato e disinfettato ad ogni taglio (va bene alcool o candeggina).
Lascia asciugare almeno per un mese il taglio all'aria, se vuoi puoi cospargerlo di cenere di legna. Attenzione al lattice bianco che é irritante, usa uno spruzzino con dell'acqua per arrestarne la fuoriuscita ed usa guanti in lattice per proteggere la pelle.
Buona coltivazione.
Domande e Risposte | 30-07-24 14:47 | Visite: 1K
Aiuto cactus marcio
La rubrica dei consigli
Mi scrive Serena per un caso disperato:
Ciao Sergio,
Ti invio foto del mio povero cuscino della suocera! Ho indicato il livello del marciume…
Ti ringrazio tanto per i tuoi consigli. Il tuo blog e’ veramente interessante, me lo guardero’ bene in questi giorni!
La mia risposta:
Ciao Serena, ho visto le foto ed il marciume é già notevolmente avanzato, a occhio più del 50% della pianta.
Se non l'hai ancora fatto scava sino a trovare la polpa sana, non deve rimanere nemmeno un mm di fungo. Credo però con estrema onestà ahinoi che ci siano poche probabilità di salvarlo.
Purtroppo questo tipo di malattia é talmente veloce che quando ci si accorge spesso é troppo tardi. Nonostante l'esperienza capita anche a me. Qui trovi un post in cui una amica del sito era riuscita a salvare il suo cuscino della suocera:
https://www.unsitodelcactus.it/?loc=news_dett&id=1119
Buona coltivazione.
Domande e Risposte | 16-07-24 21:07 | Visite: 1K
Suggerimento per trapianto
La rubrica dei consigli
Mi scrive Alberto sul mio profilo Instagram:
Buongiorno, ho qualche problema con alcuni insetti che sono comparsi sulle mie piante grasse, visto che non ne ho molte, piuttosto che utilizzare un nuovo insetticida, ho fatto un intervento radicale! Ho svasato le piante, lavato le radici sotto acqua corrente, ho lasciato asciugare e ho rinvasato con nuovo terriccio. Ovviamente le radici sono alquanto stressate e danneggiate, tra quanti giorni posso bagnare? Grazie e buona giornata!
Ciao Alberto, l'ideale sarebbe ripulire le radici dalla vecchia terra e lasciarle asciugare all'aria almeno qualche giorno (in estate sono sufficienti 2/3 giorni) prima di rinvasare. Vanno lasciate all'aria e in ombra (non al sole). Questo favorisce la cicatrizzazione, in assenza di patogeni del terreno, che anche se si è stati delicati nelle operazioni inevitabilmente qualche ferita si è creata.
Una volta travasata in nuovo terriccio è meglio aspettare almeno una settimana / 10 giorni prima di bagnare. Diverso il discorso per i giovani semenzali che gradiscono il trapianto su substrato leggermente umido.
Domande e Risposte | 09-07-24 10:54 | Visite: 750
Aiuto! Infestazione da ragnetto rosso
La rubrica dei consigli
Mi scrive Elisa una mail a info@unsitodelcactus.it per chiedermi aiuto:
Salve. Ho un invasione di ragnetto rosso e visto che in commercio trovo solo prodotti che non hanno aiutato ho deciso di avvalermi di un giardiniere che verrà a spruzzare e innaffiare il suo prodotto da patentino. In molti casi riconosco un attacco da ragnetto ma in alcuni non saprei perché so che attacca l apice. Aggiungo delle foto. Nella prima e quarta foto si nota la pianta rivestita completamente ma non nel colore ruggine che so lasciano i ragnetti. Il gimnocaliciun horstii aveva fatto una bella crescita verde senza ulteriori colorazioni ruggine ma al centro ha riniziato. Anche nell' ultima foto non capisco cosa sia che ha causato quella crosta. Cosa strana è che le piante vicine stanno bene idem x il gimnocalicium. Per i piccoli ibridi di echinopsis sono certa sia ragnetto. Già due se ne sono andati.
Trovi che le piante in foto siano troppo compromesse e difficili da salvare? E di conseguenza le devo distruggere? Esiste qualcosa x prevenire eventuali attacchi in futuro?
Purtroppo nei posti dove sono andata non hanno prodotti con abamectina, Piretro e rotenone non sembra serva il patentino ma te lo kiedo perché non sono informata. Grazie.
La mia risposta:
Ciao Elisa, grazie per avermi scritto. Dalle foto confermo che si tratta di importante infestazione di ragnetto rosso (Tetranychus urticae). Le puntinature ed il caratteristico sbiadimento dell'epidermide (Declorofillazione) non lasciano molti dubbi. Probabilmente osservate con una lente d'ingrandimento ed attenzione dovresti riuscire a vedere questi tremendi acari in movimento. L'epidermide dei gimnocalicyum essendo perlopiù nuda risente di più d forma spesso croste più visibili, molto simili alla normale suberificazione. Questo a volte é provocato e amplificato anche da prodotti o trattamenti a base di olii minerali e/o saponi.
Non sempre attaccano l'apice molle ma cercano spazi a loro confortevoli tra le coste ancor meglio se nascoste da spine fitte (el mio caso gli Echinocereus sono i più colpiti, con le loro spine pettinate offrono un rifugio ospitale per acari e cocciniglia).
Direi che fai bene ad affidarti ad un esperto anche perché saranno necessari almeno 2 interventi distanziati con acaricidi specifici per essere sicuri di debellare sia gli individui adulti che le uova (per questo si usa la combinazione di 2 prodotti). Ad esempio la abamectina è un principio attivo molto utilizzato contro gli acari, ha un buon effetto di contatto su acari e ninfe adulte, ma non può uccidere le uova. Quindi dopo alcuni giorni si schiuderebbero creando nuove popolazioni.
Evita per ora di fertilizzare, che é la tentazione che si ha quando si vedono piante soffrire, prima é meglio debellare la causa. Inoltre se é ancora possibile sarebbe meglio isolare le piante già colpite ed eliminare quelle troppo compromesse.
Il problema non è quanto son compromesse ma la velocità di riproduzione del ragnetto, in poche settimane, con le temperature prossime ai 30°C, possono arrivare anche a 20/30 generazioni. Quindi è importante isolare piante malate perché non si può essere sicuri di debellarli tutti con un unico trattamento. Se rimangono anche pochi individui nell'arco di un mese sei nuovamente al punto di partenza.
La prevenzione si fa mettendo in quarantena i nuovi acquisti, controllando e osservando spesso le proprie piante per intervenire prontamente, e cercando di nebulizzare in estate i fusti (io lo faccio nelle giornate ventilate per evitare malattie fungine), il ragnetto odia l'umidità. Sarà banale ma come dico spesso la prevenzione parte dalla corretta coltivazione: tanta aria, tanta luce, buona composta minerale e irrigazioni abbondanti ma diradate.
I prodotti in libera vendita fanno poco, l'olio di neem solo per citarne uno che va di moda, é un buon alleato ma a mio avviso non troppo efficace.
Qui trovi un mio post sul ragnetto>>>
Buona coltivazione. Aggiornaci!
Domande e Risposte | 25-06-24 20:15 | Visite: 1K
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