Domande e Risposte [114]

Macchie bianche su Aeonium

La rubrica dei consigli 

Cristina mi chiede aiuto tramite mail:

Buonasera.

Il mio Aeonium presenta delle macchie bianche sulla punta delle foglie (allego foto). Di cosa si tratta e come posso intervenire?

Grazie, era bellissima e voglio curarla.

 

La mia risposta:

Ciao Cristina, grazie di avermi scritto.

Non sembrerebbe nulla di così preoccupante, probabilmente malattia fungina dovuta all'umidità. Le foto non rendono ma se quelle macchie sono formate da polverina bianca potrebbe essere "mal bianco" ovvero oidio. 

Visto che il danno é contenuto, se vuoi essere più tranquilla, puoi rimuovere la punta di foglia malata sino a lasciare la parte sana, in questo modo eviterai il contagio alle altre.

Lascia la pianta all'aria e alla luce senza innaffiarla per un po e trattala in via precauzionale con antifungino rameico che trovi facilmente in libera vendita. Anche lo Zolfo in questo caso funziona bene.

Buona coltivazione e continua a seguirmi!

 

La foto del Aeonium arboreum var. nigum (testa nera) malato


Domande e Risposte | 16-04-24 06:12 | Visite: 924

Perché la mia Opuntia si è afflosciata?

La rubrica dei consigli

Mi scrive Roberto, un gentile amico di Unsitodelcactus.it per chiedermi un suggerimento sulle due Opuntia collocate all'esterno:

 

Ciao Sergio, ti giro due foto delle mie opuntie. Si sono afflosciate e hanno delle macchie tipo ruggine. Sono sempre state fuori ma asciutte e la minima mai meno di -2°. Cosa posso fare? Grazie mille.

 

La mia risposta:

Ciao Roberto, ho visto le foto delle tue Opuntia microdasys v. albispina, vedo sicuramente macchie di ruggine, ma quello poco male: aria, sole e un rameico dovrebbe essere sufficiente per limitare i danni estetici.

Non so se hanno preso gelo o umidità, il gelo potrebbe aver rotto i tessuti per questo non rimangono più verticali, ma non credo, è un genere molto resistente al freddo. Credo sia più probabile semplice disidratazione se hai sospeso le irrigazioni molto presto, con le prime irrigazioni dovrebbe tornare normale e rigonfiarsi.

L'ideale comunque in questi casi, visto che la primavera é vicina e le piante sono a riposo, sarebbe svasarne almeno una e assicurarsi che non ci sia cocciniglia radicale ma con queste piante è parecchio seccante farlo per via delle migliaia d'aghi (glochidi) per i quali son finito pure al pronto soccorso anni fa con ben 9 micro spine nella pupilla!

In generale se il colletto non è molle aspetterei che le minime diventino stabili ad almeno 8/10 gradi prima di innaffiare e magari nutrirle con un buon fertilizzante. Se vedi che non si riprendono controlla bene la presenza di parassiti e taglia qualche pala sana in modo da poter ripartire nella ipotesi peggiore con qualche talea. Ma non dovrebbe essere il tuo caso.

_Una regola generale spesso sottovalutata è che quando si bagna, tutto il pane di terra sino all'interno, deve inumidirsi per bene: meglio abbondanti  irrigazioni rare che frequenti con poca acqua. Ovviamente la innaffiatura migliore rimane quella  dal basso tenendo il vaso in ammollo sino a quando l'acqua per capillarità sale in superficie.

Buona coltivazione.

Sergio


Domande e Risposte | 19-03-24 08:12 | Visite: 2K

Aiuto! Grusonii da salvare con macchia scura

La rubrica dei consigli

Sarah, un'amica di unsitodelcactus.it mi scrive via mail per chiedere aiuto su una macchia comparsa sul suo cuscino della suocera.

Ciao, mi sono appena iscritta al sito e non so ancora come comunicare!! Ho visto questa mail ed ho provato a scriverti nella speranza di poter avere una mano con il mio echinocactus grusonii. Lo tengo in casa da sempre e premetto che non è tantissimo luminosa e purtroppo è anche un po' umida. Non lo sto bagnando da mesi, però presenta una bruttissima zona che non capisco se è marciume o secchezza per la poca acqua. La sto tenendo controllata, così da tagliarla come ho letto nel sito. Ma non so se sia la cosa giusta. Puoi aiutarmi?

La mia risposta:

Ciao Sarah, benvenuta e grazie di avermi scritto.

Ho visto la macchia scura sul tuo grusonii e quello che hai scritto è corretto, se la macchia è ferma ed è secca potrebbe non esserci bisogno di intervenire. 

Se invece è molle ed è comparsa velocemente devi scavare con un coltello disinfettato ad ogni taglio per rimuovere la parte marcia prima che si propaghi verso l'interno irrimediabilmente. 

Per capirlo puoi fare questo tipo di test: con delle pinze cerca di staccare le areole con le spine della parte malata se si staccano facilmente allora il marciume potrebbe essere in uno stato avanzato e devi quindi intervenire scavando la polpa verso l'interno sino a trovare la parte sana.

Disinfetta ad ogni taglio con candeggina o alcool gli strumenti che usi e non lasciare polpa malata. Sulla ferita poi puoi usare cannella, cenere di legna o lasciarla all'aria al sole in una zona ventilata così che asciughi rapidamente. 

Ricorda che i funghi per proliferare hanno bisogno di umidità stagnante per questo se è possibile cerca di posizionarla al sole e all'aria in modo quantomeno da non fornirgli l'ambiente ideale. 

Spero di esserti stato utile. Continua a seguirmi anche sui social per non perderti nessun segreto di coltivazione!

 

Ecco le foto che mi ha inviato Sarah che ha documentato anche il taglio successivo al mio consiglio. É stata brava ad osservare e agire in fretta, questo tipo di marciumi molli si propagano velocemente e se non avesse asportato la parte malata in poco tempo avrebbe coinvolto il midollo portando a morte certa il suo grusonii.


Domande e Risposte | 12-03-24 05:56 | Visite: 920

Fine inverno: piante disidratate. Bagnare o non bagnare?

La rubrica dei consigli 

Mi scrive Paolo, un caro amico di Unsitodelcactus.it 

Ciao Sergio. Ho bisogno del tuo supporto. Con questo clima così caldo ed assolato tu che fai? Mi sembra che le piante si stiano rinsecchendo. Tieni presente che sono esposte a mezzogiorno. Sole pieno dalle 11 alle 16. Grazie

La mia risposta.

É stato un inverno effettivamente mite, molte piante si sono disidratate più degli altri anni e siamo solo a febbraio.

Per le piante più giovani io uso una bottiglia in plastica pet tagliata a metà e capovolta a formare una cupola, questo le protegge e crea un microclima interno con umidità costante. É fondamentale però ripararle dal sole diretto altrimenti lesserebbero in poco tempo. In alternativa, e questo si può fare anche per quelle adulte, é nebulizzare al mattino presto. Questo ha il duplice vantaggio di ammorbidire l'epidermide ed evitare che si spacchi alla prima bagnata.

Probabilmente é ancora presto per farle risvegliare con una prima vera bagnata perché a Marzo potrebbero esserci dei volpi di coda dell'inverno con minime prosdime allo zero.

Per le più a rischio se il terriccio é minerale e quindi asciuga velocemente e son previsti almeno 3 giorni con temperature miti e sole allora si potrebbe rischiare. Meglio ancora se con acqua piovana.

In alternativa puoi non bagnarle ma proteggerle maggiormente dal sole diretto, anche in natura spesso le piccole sono ben riparate da piccoli arbusti, pietre o erbe.

Buona coltivazione!

 

Se anche tu hai un quesito da pormi invia una mail a info@unsitodelcactus.it 

Dettaglia al meglio la richiesta con foto e informazioni su temperatura, esposizione e irrigazioni in modo da poterti dare l'aiuto migliore possibile!


Domande e Risposte | 27-02-24 07:24 | Visite: 613

Che Cactus si è attaccato alla maglietta?

La rubrica dei consigli

Ciao Sergio sono Stefano un tuo lettore, l'altro giorno in campagna mi si è letteramente attaccata alla maglietta questa pianta grassa, mi ha incuriosito perchè nonostante le spine dritte si è agganciata vigorosamente ai tessuti ed ho fatto fatica a togliere via diversi pezzi. Sai il nome? L'ho messa a radicare visto che voleva venire con me! :)
Grazie mille dell'aiuto!

 

Ciao Stefano, grazie della simpatica mail, è una Cactacea abbastanza comune in Sardegna, spesso la si usa come recinzione naturale per il bestiame, e come hai potuto constatare sulla tua "maglietta" direi che è praticamente invalicabile.
Botanicamente parlando è parente del genere ben più famoso Opuntia (come il fico d'india per intenderci) infatti fa parte della sottofamiglia delle Opuntioideae ed appartiene al genere botanico Cylindropuntia. Il nome è molto esplicativo infatti rispetto alle Opuntia ha i segmenti (cladodi) cilindrici anzicchè appiattiti a pala. Il suo nome scientifico completo accettato è Cylindropuntia tunicata e nel tempo ha avuto numerosi snonimi: Cereus tunicatus, Cylindropuntia tunicata var. aricensis, Cylindropuntia tunicata var. chilensis, Grusonia tunicata, Opuntia puelchana, Opuntia tunicata.

Hai fatto bene, anche se è una pianta comune, a farne talee perchè questo esemplare ha delle spine particolarmente bianche, normalmente invece tendono al giallo crema. Potrebbe essere una varietà albispina. Vedrai crescerà e radicherà facilmente.

Buona coltivazione!

 


Domande e Risposte | 14-02-24 13:30 | Visite: 636

Fertilizzante fatto in casa

La rubrica dei consigli

Oggi rispondo a Gianluca, un caro amico di unsitodelcactus.it che mi pone una domanda interessante:

Ciao Sergio,
Oggi ti pongo una domanda un po diversa. Ultimamente vedo molti video a proposito di fertilizzanti fai da te, ad esempio usando le bucce di banana lasciate in ammollo, o utilizzando il caffè usato mescolandolo nell'acqua. 
Con il caffè ho visto piante (succulente e non) secche e mal ridotte, tornare velocemente a riprendersi a pochi giorni dall innaffiatura.
Cosa ne pensi a proposito?

 

La mia risposta:

Ciao Gianluca, grazie della domanda che sicuramente genera curiosità. 
In generale son molto scettico sui concimi fai da te usando scarti di cucina ma andiamo con ordine e cerchiamo di definire meglio la questione.
Premetto che non sono un chimico o un perito agrario, le mie competenze sono prettamente empiriche date dalla somma di esperienza sul campo e  informazioni reperite nel tempo.

I concimi chimici per piante sono prodotti che forniscono nutrienti essenziali alle piante in forma chimica e vengono usati, come sappiamo, per migliorare la crescita e la salute delle piante.

Azoto (N), fosforo (P) e potassio (K) sono i tre principali nutrienti per le piante, noti come macroelementi, e svolgono ruoli cruciali nella crescita e nello sviluppo delle piante.

1. Azoto (N): Favorisce lo sviluppo delle foglie e dello stelo, stimola la crescita vegetativa. Importante per la clorofilla, essenziale per la fotosintesi.

2. Fosforo (P): Contribuisce alla formazione di radici robuste, fiori e frutti. È coinvolto nel trasferimento di energia nelle piante e nella sintesi dell'acido nucleico.

3. Potassio (K): Essenziale per la sintesi delle proteine e la regolazione dell'apertura e chiusura degli stomi. Contribuisce alla resistenza delle piante agli stress ambientali.

Oltre a questi macroelementi nei concimi chimici troviamo i microelementi, noti anche come oligoelementi che sono anch'essi nutrienti essenziali per le piante, sebbene necessari in quantità molto ridotte rispetto ai macroelementi. Alcuni importanti microelementi includono:

1. Ferro (Fe): Essenziale per la formazione della clorofilla e quindi per la fotosintesi.

2. Zinco (Zn): Coinvolto nella sintesi degli ormoni vegetali e nella formazione delle proteine.

3. Rame (Cu): Partecipa alla fotosintesi e alla struttura delle pareti cellulari.

4. Manganese (Mn): Contribuisce alla fotosintesi, all'attivazione degli enzimi e alla formazione delle radici.

5. Molibdeno (Mo): Necessario per la fissazione dell'azoto atmosferico da parte delle piante leguminose.

6. Boro (B): Importante per la sintesi delle pareti cellulari e per la crescita del polline.

7. Nichel (Ni): Anche se necessario in tracce estremamente ridotte, è coinvolto in alcuni processi biochimici.

In sintesi, questi nutrienti sono fondamentali per diversi aspetti della crescita delle piante, garantendo una struttura robusta, una fotosintesi efficiente e la produzione di fiori e frutti ed alla resistenza  alle malattie. Un equilibrio adeguato tra di essi è cruciale per promuovere una crescita sana e una buona resa ed é fontamentale che vengano somministrati in dosi adeguate, poiché un eccesso può anche essere dannoso. Proprio come succede per noi esseri umani quando abbondiamo con un particolare alimento o un medicinale.
Inoltre tra i macro e i micro elementi ci sino molti legami anche complessi, ad esempio: se uno é in dosi elevate l'altro non viene assorbito e così via...
Per questo motivo li troviamo in commercio con specifiche composizioni ben bilanciate. Se vuoi approfondire qui avevo pubblicato uno schema sulla disponibilità dei micro e macro elementi in base al ph del terreno.

Dopo questa lunga ma doverosa premessa torniamo alla domanda.

Tutti noi ricordiamo la nonna o la zia che metteva la banana nei vasi dei fiori sempre rigogliosi.
Le credenze popolari spesso hanno un fondamento scientifico e anche stavolta é così. Sia chiaro non é nulla di magico é solo chimica!
La banana può essere utilizzata come concime naturale. Le bucce di banana contengono nutrienti come potassio, calcio e magnesio. Puoi sminuzzare le bucce e mescolarle nel terreno o crearne un infuso mettendole in acqua e utilizzando quella soluzione per l'irrigazione. Solitamente come dicevi viene combinata con gusci d'uovo tritati per il calcio e fondi di caffè essiccati, a volte anche la cenere in percentuali variabili.
I fondi di caffè acidificano il terreno e questo per piante acidofile é indispensabile. 
Tutto questo ovviamente a costo zero.
Passiamo però ora alle note dolenti. Come facciamo a sapere le dosi precise da usare? Non sappiamo in anticipo quanti e quali macro e micro elementi la nostra "pozione fai da te" rilascerà per non parlare poi del ph del terreno.
Ancor più se questo nutrimento non é usato in piena terra per l'orto ma usato in piccoli vasi con poca terra.
C'é anche un altro aspetto da non sottovalutare, le muffe, per utilizzare scarti umidi é necessario tostarli o farli essiccare completamente prima di utilizzarli altrimenti rischiamo di infettare le nostre piante. Ancora una volta l'uso in un piccolo vaso può essere molto più deleterio che in piena terra.
Senza voler demonizzare troppo questi concimi naturali fai da te direi che vanno bene per l'orto ma personalmente eviterei di usarli in piccoli vasi per le grasse.
Se si trapiantano ogni 2 o tre anni in un buon terriccio con inerti appropriati le piante potrebbero non avere carenze e quindi non necessitare di ulteriore nutrimento. 
Come esperienza personale suggerisco eventualmente di usare un fertilizzante granulare blando (intendo con basso tenore di azoto) che rilascia nel tempo lentamente i nutrienti.
Chiedo scusa se mi son dilungato e spero di non averti annoiato ma é un argomento molto vasto che magari approfondirò in un post ad hoc.

Ti lascio una tabella per creare un fertilizzante fai da te fatto con caffè e cenere di legno che può essere usato anche come correttore di acidità/basicità del terreno. Non ho ancora avuto modo di sperimentare le diverse miscele ma la fonte è un caro amico molto competente.

Ti auguro una buona serata e sempre... buona coltivazione!
Sergio
Unsitodelcactus.it 


Scarica Documento [fertiliz_cenerecaffe.pdf]


Domande e Risposte | 06-02-24 07:12 | Visite: 993

Macchia sul mio colonnare

La rubrica dei consigli

Una nuova amica di unsitodelcactus mi scrive:

Buongiorno, Sono Elena.
Piacere di conoscervi! Da qualche giorno il mio cactus presenta questa macchia, è dura come il resto del cactus. Oggi è stata travasata e le radici non erano umide ne marce.
Potete aiutarmi?
Grazie per un vostro gentile riscontro

La mia risposta:

Ciao Elena, grazie di avermi scritto.
Ho visto la foto, la forma circolare mi fa escludere una ustione da sole, per me si tratta con buona probabilità di malattia fungina probabilmente dovuta da una eccessiva umidità o poca aerazione o ristagno idrico.
Come prima cosa sospendi le innaffiature e cerca una posizione secca e areata, devi fare in modo che i funghi che amano caldo e umidità non trovino il loro habitat ideale per proliferare.

In questi casi la cosa più giusta da fare sarebbe scavare tutta la polpa macchiata sino ad arrivare alla parte completamente sana. Purtroppo questo deturpa per sempre l'estetica della pianta ma spesso è l'unico rimedio davvero efficace. Nella ferita si può non applicare nulla a patto che l'ambiente sia asciutto e aspettare con pazienza che cicatrizzi, altrimenti puoi usare cannella in polvere o altre sostanze disinfettanti, ma sconsiglio puro zolfo o solo rame.
Questa procedura é necessaria perché non si può capire da fuori quanto é profondo e sino a dove é arrivato il fungo.
Se é solo superficiale la pianta avrà molte probabilità di sopravvivere se é arrivato al midollo interno c'é il rischio che si diffonda presto tramite i fasci.
Hai fatto bene a controllare le radici e il colletto perchè è la zona che essendo più vicina al terreno è più sensibile ed esposta a marcescenze. Inoltre con l'occasione si può sostituire la terra e usare un terriccio apposito ricco di inerti (pomice, lapillo e agriperlite solo per citare i più comuni) per evitare ristagni.
Se non vuoi "operare col bisturi" potrai spruzzare del fungicida a contatto rameico su tutta l'epidermide di modo tale che i funghi arrestino la marcia.  Questo tipo di fungicidi sono utili solo per problemi superficiali ma nulla possono se il fungo è penetrato all'interno. Dovrai comunque stare attenta e osservarla costantemente perché se si ingrandisce devi prontamente intervenire come detto sopra scavando.
Spero di esserti stato utile e se anche tu ami le piante grasse continua a seguirmi per supportarmi e per non perdere tanti utili consigli.
Aggiornami, la tua esperienza ci arricchirà tutti.
Buona coltivazione.


Domande e Risposte | 29-01-24 14:44 | Visite: 678

Puntini sulle mie Kalanchoe

La rubrica dei consigli

Mi scrive Angelo alla mail info@unsitodelcactus.it:

"Salve, ho un problema con le mie kalanchoe ed alcune crassule ovvero presentano delle piccole fossette a fondo biancastro e sembra che non ci sono insetti.Vivo in puglia e le lesioni sono apparse in ottobre.Allego foto e complimenti per il sito."

La mia risposta:

Salve Angelo, grazie per la mail.

"Appena ho visto le foto ho pensato subito a danni da grandine o bruciature per acqua/pioggia gelata.  Le foglie morbide e succulente spesso possono subure questi danni in inverno. Non so se questo sia possibile e si possa essere verificato nelle scorse settimane. Sono riparate dalla pioggia? Mi sento di escludere parassiti perché in questo periodo sono poco attivi e per via del fatto che le cicatrici sono distribuite uniformemente su tutta la pianta nelle zone più esposte. In ogni caso, siccome dalle foto non è mai facile diagnosticare un problema, con una lente di ingrandimento controlla negli apici vegetativi che non ci sia attività di insetti in movimento. Spero di averti dato qualche indizio in più. Continua a seguirmi anche sui social Instagram, Youtube e Facebook. Buona coltivazione!"


Domande e Risposte | 17-01-24 13:08 | Visite: 538

Consigli per Melocactus bahiensis

La rubrica dei consigli

Buongiorno, 

mi chiamo Maurizio, poco fa mi sono iscritto al suo sito per il quale le faccio i miei complimenti.

Le scrivo per chiederle consiglio per un Melocactus bahiensis che ho acquistato due anni fa in autunno. Per i primi mesi l’ho tenuto in casa in una stanza luminosa e poco riscaldata poi a primavera ho spostato la pianta all’esterno ( io vivo a Lissone in pianura padana). Nel giro di breve la pianta ha cominciato a produrre numerosi frutti. Quindi all'inizio non ci sono stati grossi problemi l’unica cosa che ho notato è che con il passare della stagione le parti più esposte al sole diventavano più chiare a differenza delle parti meno esposte che rimanevano di un verde intenso. Ho ovviato il problema mettendo la pianta in posizione più riparata e la colorazione è tornata gradualmente più verde. 

Con l’inizio dell’estate la produzione dei frutti è cessata ma in maniera anomale, mi spiego meglio: mi è sembrato che non ci sia stata una naturale interruzione delle produzione di frutti ma ho avuto la sensazione che il processo si sia interrotto improvvisamente con alcuni frutti non portati a fine sviluppo. Contemporaneamente le colorazione della pianta si è alterata e sono comparse aree giallastre in particolare su un lato ( vedi foto), in tutto ciò il fusto della pianta è rimasto sempre turgido senza rammollimenti. Ho provveduto allora a un rinvaso per controllare le radici che però mi sono sembrate sane e senza presenza di marciumi o parassiti. Quindi ho rinvasato in terra nuova ma ad oggi non vedo nessun cambiamento.

Ha qualche suggerimento? La ringrazio.

 

 

Ciao Maurizio, grazie dei complimenti.

Se le radici erano sane non mi preoccuperei troppo, anche i miei in inverno assumono colorazioni che virano al giallo soprattutto quando stanno nel loro pane di terra a lungo.

È probabile nel tuo caso che abbia qualche carenza di nutrienti, ad esempio il ferro, ma se hai trapiantato da poco in buon mix per cactus alla ripresa vegetativa dovrebbe assumere autonomamente ciò che gli serve dal substrato. Il trapianto é utile anche per correggere il ph in terricci diventati ormai basici per le irrigazioni. Se questo non dovesse bastare, sempre in primavera, potrai nutrirlo con un buon fertilizzante per cactus a basso tenore di azoto ma con micro elementi.

Buone feste e ancora benvenuto.

Sergio


Domande e Risposte | 10-01-24 06:40 | Visite: 558

Come preparare il terriccio con solo due inerti?

La rubrica dei consigli

Mi scrive Gianluca per info su terricci e inerti, ecco la sua email:

 

Buongiorno Sergio,

Ti scrivo per chiederti un consiglio.

Fino ad ora ho utilizzato i terricci gia pronti, ma stavo valutando di prepararli da me, per contenere un po il prezzo dei travasi.

Se dovessi scegliere 2 inerti da miscelare con il terriccio (per fare una miscela "base", che vada bene un po per tutto, aumentando o diminuendo le percentuali in base alle necessità), cosa mi consiglieresti? E in che percentuale terriccio e inerti?

Insieme al terriccio mescolo anche della terra di campo?

Poi utilizzerei sempre l'argilla espansa come fondo per evitare i ristagni, e pensavo di utilizzare la perlite o qualcos'altro in superficie come decorazione.

 

La mia risposta:

Ciao Gianluca, il tema é ampio, dibattuto e controverso ma vado subito al punto, io preferisco usare pomice e zeolite. Quest'ultima ottima anche per la radicazione di talee.

Semplificando, usando solo 3 "ingredienti" farei:

1/3 di pomice

1/3 di zeolite

1/3 di buon terriccio (esempio vigorplant tappeti erbosi o ancora meglio quello specifico per cactaceae che al suo interno contiene già una quota di ulteriori inerti).

Da qui puoi giocare con le percentuali in base al genere e all'esperienza. Ovviamente molti storceranno il naso, ma cerco di mettermi nei panni di chi è alle prime armi e non ha troppa voglia ne tempo di preparare pozioni magiche.

Non usare terra di campo se non conosci ph e struttura esatta. Almeno da me è tendenzialmente argillosa e si compatta facilmente. E poi rischi di trasportarti funghi ed semi di erbacce.

La perlite si può usare solo miscelata alla terra, in superficie non puoi usarla perché troppo leggera e con le irrigazioni uscirebbe tutta dal vaso.

Ok per l'argilla espansa sul fondo, aiuta il drenaggio. Su questa avevo pubblicato tempo fa un post su un esperimento ad hoc che ti consiglio di leggere questo post.

Buona coltivazione e buone feste!

 

Se vuoi approfondire l'argomento granulometrie qui un ulteriore post


Domande e Risposte | 03-01-24 09:30 | Visite: 940

Euphorbia malate

La rubrica dei consigli

Mi scrive Cristina via mail a info@unsitodelcactus.it 

 

" Le mie due euphorbie nel giro di una settimana, da verdissime e bellisssime, ora mostrano delle zone biancastre molto diffuse lungo le foglie. Hanno purtroppo preso la pioggia dei giorni scorsi, ma sono posizionate su un terrazzo esposto a SE riparato dalla tramontana. Vivo a Genova. Cosa posso fare per curarle? Esiste qualche prodotto da spruzzare? Le allego foto e attendo un suo riscontro. Grazie mille."

La mia risposta:

Cristina, grazie di avermi scritto.

Ho visto le foto e letto come la coltivi. Queste informazioni mi fanno pensare ad un attacco fungino. In questi casi é importante osservare quotidianamente la pianta perché questo tipo di malattia può degenerare velocemente.

I trattamenti rameici, che comunque puoi dare, sono efficaci principalmente come azione preventiva ma lo sono meno in questa fase.

La malattia fortunatamente non sembra essere partita dal colletto ma dai fusti, se vedi che aumenta taglia di netto quelli malati per fermare il contagio agli altri. Con l'umidità di questo periodo le spore dei funghi trovano terreno fertile per diffondersi velocemente.

Tienila in posizione areata, asciutta e al sole il più possibile. Se riesci a procurarti pasta caffaro puoi creare una crema (densità del dentifricio) e spalmarla sopra le macchie.

Le Euphorbia sono molto sensibili all'umidità e alle temperature sotto i 10 gradi soprattutto in condizioni di umido o terra bagnata, ancor più se durante la stagione vegetativa si son sviluppate rapidamente e quindi l'epidermide é poco spessa e non coriacea. Questo é uno dei motivi per cui andrebbero concimate raramente e nutrite con fertilizzanti a basso tenore di azoto.

Purtroppo non esistono prodotti "magici" in questi casi. I problemi fungini di possono solo prevenire ma una volta in corso i prodotti in libera vendita possono fare davvero poco. 

I fungicidi sistemici, che sono quelli più efficaci perché agiscono "dall'interno" della pianta, vanno dati con l'ultima irrigazione prima del riposo invernale ora é pericoloso bagnarla.

Tienila monitorata e stai pronta a tagliare se vedi che le macchie si ingrandiscono. Tienila il più asciutta possibile anche se capisco che avendole all'esterno potrebbe non essere facile.

Spero di esserti stato d'aiuto. Tienimi aggiornato.

Buona coltivazione.


Domande e Risposte | 14-12-23 06:14 | Visite: 883

Euphorbia eritrea variegata in pericolo?

La rubrica dei consigli

Chiara mi chiede aiuto su Instagram @unsitodelcactus per la sua  Euphorbia eritrea variegata

 

Il suo messaggio:

Ciao! Perdonami se mi permetto di scriverti ma ho trovato la tua pagina su un blog e ho pensato che mandarti un messaggio fosse la cosa migliore per la mia euphorbia :)

Ho un’euphorbia variegata, premetto che la bagniamo una volta al mese, di luce però non ne prende granchè. Abbiamo notato che sta diventando un po’ marrone in prossimità delle estremità diciamo. 

Il fusto non è compromesso è solo in prossimità delle spine.

Secondo te cosa può essere? Grazie ancora

 

La mia risposta:

Ciao Chiara, grazie per la fiducia.

Dalle foto è sempre difficile apprezzare bene il problema ma ci provo. Sembra normale lignificazione delle coste sui fusti più vecchi oppure funghi conosciuti come ruggini perché appunto colorano l'epidermide di colore marron bronzo. PEr capirlo devi toccare e osservare bene le parti imbrunite e se sono molli e aumentano in breve tempo allora si tratta di funghi. Un fungicida rameico dovrebbe contrastarli. Nel frattempo tanta aria secca e sole del mattino se possibile.

La porzione di fusto colpita (solo le coste) è una parte delicata dove si accumula condensa che in condizioni normali grazie al vento e al sole evapora velocemente. In casa questo avviene con molta più difficoltà. Allo stesso tempo il danno circoscritto ad una sola costa mi fa però pensare anche alla possibilità di un trauma dell'epidermide dovuto ad esempio ad una caduta o ad un colpo ricevuto della pianta da un lato. Ma è solo una possibilità.

Io visto l'affetto per la pianta per maggior tutela taglierei un ramo sano per fare in primavera una talea e duplicare la pianta. Sul sito se cerchi talee euphorbia trovi i passaggi su come fare (qui trovi l'articolo).

Mi raccomando, se vedi che le macchie aumentano e si diffondono più o meno rapidamente allora di tratta di attacco fungino e bisogna intervenire rapidamente.

Questo tipo di malattie si possono solo prevenire con prodotti in libera vendita a base di rame. Per attacchi già in corso si può fare poco se non tagliare la parte malata per non contagiare il resto.

Purtroppo la posizione poco luminosa e all'interno della casa non aiuta. Sono piante che amano ambienti molto luminosi e areati quindi per quanto possibile cercagli una sistemazione migliore, più vicina alle sue naturali esigenze. La giusta coltivazione è la miglior prevenzione per qualsiasi malattia.

Un ultimo aspetto riguarda le innaffiature, senza dilungarmi troppo sulla tipologia di terriccio (se vuoi approfondire trovi tutte le info gratuitamente su www.unsitodelcactus.it) innaffiala solo se il terriccio é completamente asciutto sino in fondo e non solo in superficie (infila il dito) questo perché si asciuga diversamente in estate piuttosto che in inverno e innaffiare con una scadenza precisa rischia di scompensi idrici dia in difetto ma ancor peggio in eccesso.

Buona coltivazione!

 

 

AGGIORNAMENTO:

Chiara mi ha avvisato che, guardando meglio il colletto della pianta (era nascosto dalla terra), il marciume  purtroppo sembra essere partito da li. La lezione che impariamo da questa esperienza è che comunque anche se la parte aerea sembra in buono stato, ma la pianta avizzisce, non cresce oppure sembra essere solo in parte poco compromessa è fondamentale ispezionare l'apparato radicale possibilmente svasando completamente la pianta e approfittando per un rinvaso con terra nuova. D'altronde se ci pensiamo il nutrimento arriva da li. Grazie Chiara di aver condiviso la tua esperienza che arricchisce tutti.

Ti auguro di far radicare presto le talee di salvataggio, in caso contrario se passi in Sardegna te ne darò io delle mie! :)


Domande e Risposte | 08-11-23 13:42 | Visite: 1K

Aiuto identificazione Matucana 

La rubrica dei consigli

Mi scrive Lila per chiedermi sito su una identificazione.

 

"salve Sergio, mi sa dire di che Matucana si tratta? grazie"

 

La mia risposta:

 

Ciao Lila, gioco sempre difficile l'identificazione,  ancor più da una sola foto. 

 

Azzardo comunque una risposta, per me potrebbe essere una Matucana haynei subs histrix.

 

Questa specie é estremamente variabile proprio per questo ha numerosi sinonimi:

Echinocactus haynei, Cereus haynei, Arequipa haynei, Borzicactus haynei, Echinocactus myriacanthus, Arequipa myriacantha, Submatucana myriacantha, Matucana myriacantha, Borzicactus myriacanthus, Matucana blancii, Matucana breviflora, Matucana cereoides, Matucana elongata, Matucana herzogiana, Matucana hystrix, Matucana multicolor, Matucana variabilis, Borzicactus variabilis, Matucana yanganucensis, Matucana crinifera, Matucana megalantha, Matucana calocephala, Borzicactus calocephalus, Matucana purpureoalba, Matucana supertaxa, Matucana winteri

 

Ti consiglio di vedere ulteriori foto online a partire da questa specie è confrontarle con la tua pianta dal vivo.

Considera sempre che densità e ribustezza di spinagione varia molto a seconda della esposizione e della nutrizione, piante in pieno sole possono apparire completamente diverse da piante coltivate con meno luce e terreni più ricchi.

 

Ciao


Domande e Risposte | 21-10-23 05:45 | Visite: 805

Marciumi su Gymnocalycium

La rubrica dei consigli

Mi scrive Angelo via mail:

Buongiorno, ho un problema con il mio Gymnocalycium sembra grave. All’improvviso mi sono reso conto che aveva questo marciume, dovuto a non so cosa. Da precisare che il cactus è esposto a mezz’ombra (max 2 ore la mattina tra le 9 e le 11, ambiente luminoso, temperature oltre i 30 gradi, umidità 20/30% (adesso sul 60%) Annaffiatura una volta a settimana, acqua filtrata. Cosa è potuto succedere? Ma soprattutto, in che modo posso salvarla? 

Grazie mille.

 

La mia risposta:

Ciao Angelo, grazie di avermi scritto, va bene anche via mail.

Ho visto le foto del tu Gymnocalycium mihanovichii f. variegata, purtroppo sono i marciumi classici al colletto, i più comuni e anche i più temibili. Temibili perché a questo stadio è difficile salvare la pianta e ci si accorge quando ormai è troppo tardi.

Il fungo, se non si interviene rapidamente, in pochi giorni avanza sino a portare alla morte della pianta.

Le cause sono sovrairrigazione, ristagni prolungati, o irrigazione quando il cactus è in dormienza (accade sia per basse temperature che per quelle alte), in estate infatti spesso si perdono molte più piante che in inverno perché si percepisce il caldo e si tende a continuare ad innaffiare la pianta. Le altre cause o concause sono funghi già presenti nel terriccio troppo torboso e che non asciuga rapidamente favorendo lo sviluppo di muffe e funghi.

Io consiglio sempre nell'ultimo strato del terriccio di mettere materiale minerale o pomice/lapillo/zeolite che asciuga velocemente ed è meno soggetto a funghi.

In questo caso specifico devi prendere coraggio e rimuovere tutta la parte malata, subito e completamente! Non deve rimanere nemmeno un millimetro di parte nera. va scavato completamente e se la porzione di fusto rimasta sana sarà sufficiente la pianta rimarginerà la ferita e con estrema pazienza dovrai attendere la nova radicazione. Assicurati di usare una lama ben affilata e disinfettata ad ogni taglio.

Puoi usare cannella per disinfettare il taglio sulla ferita se non hai  prodotti a base rame.

Buona fortuna e buona coltivazione.


Domande e Risposte | 06-10-23 12:31 | Visite: 1K

Echinopsis di oltre un metro

La rubrica dei consigli

Mi scrive Elisa via mail per un consiglio:

Ciao. Da poco sono entrata nel tuo sito e vorrei chiederti aiuto x la mia echinopsis. Purtroppo si è piegata e nulla è servito a fermarla finché non è scesa troppo e si è strappata dalla base. Difatti avevo letto che esemplari di certe dimensioni lo fanno dovuto al carico di acqua che hanno. Ho dovuto tagliare la parte più diritta circa 30cm. Lasciata asciugare e rinvasata con pomice 40% lapillo 40% e torna 20%. Temo non sia sufficente potrebbe essere utile ormone radicante in polvere? Se si quale andrebbe bene? Magari c'è un altro modo? Allego le foto. La signora che me l' ha data dava sangue di maiale. 

 

 

La mia risposta:

Ciao Elisa,  grazie di avermi scritto.

La procedura usata é corretta. Lasciare asciugare bene é fondamentale in questi casi per evitare marciumi. Soprattutto perchè le sere iniziano ad essere fresche ed umide, e se in estate una settimana é sufficiente in questo periodo dell'anno bisogna aspettare molto di più.

Se hai zeolite, puoi metterne uno strato di 2/3cm in superficie. A mio avviso é sicuramente il materiale migliore per far radicare. LA pianta va solo appoggiata e non interrata. PEr tenerla in piedi puoi usare tre quattro canne intorno. Gli ormoni radicanti non sono necessari, così come il fertilizzante (probabilmente parlavi del sangue di bue, che in ogni caso non è adatto per le cactaceae perchè troppo azotato), ancor più per le piante non radicate che non riuscirebbero ad assorbire il nutrimento.

Buona coltivazione.


Domande e Risposte | 26-09-23 12:38 | Visite: 1K

Cactus con macchie nere

La rubrica dei consigli

Mi scrive Manuela una mail a info@unsitodelcactus.it

"Buongiorno, vorrei un consiglio per un problema alla mia pianta grassa, vi allego foto. Grazie mille"

 

La mia risposta:

Ciao Manuela,

grazie di avermi scritto.

Purtroppo si tratta di malattia fungina in stato avanzato, dovuta probabilmente da errata coltivazione (troppa acqua, terriccio troppo ricco o concimazioni troppo azotate).

Azzarderei trattarsi di oidio (mal bianco) per la polvere biancastra che si è formata sulle macchie nere (da qui il nome comune del fungo).

Per provare a salvare le tue echinopsis, anche se mi pare troppo tardi, ripulendo tutta la vecchia terra e con un coltello disinfettato asportare tutte le parti nere sino ad arrivare alla polpa completamente sana. Fai presto altrimenti in pochi giorni si propagherà al resto della pianta.

Oramai per queste tipologie di funghi non ci sono prodotti in libera vendita per uso hobbystico, quindi potrai trattare i tagli solo con prodotti a base rame o cannella in polvere.

Ti rimando alla pagina dedicata alle malattie per ulteriori dettagli

Buona fortuna.  Tienimi aggiornato.


Domande e Risposte | 18-09-23 11:05 | Visite: 2K

Richiesta consigli su Pyrenacantha malvifolia

 

La rubrica dei consigli

Mi scrive Francesca per chiedermi un suggerimento su una sua pianta:

Buongiorno,

ho una Pyrenacantha malvifolia, le scrivo per chiederle alcune informazioni e chiarimenti.

Le allegheró qualche foto così che si possano capire meglio le mie domande:

-il vaso va bene o è meglio un vaso più stretto e alto? O un altro tipo? 

-leggevo sul suo sito che per formare un bel caudice deve essere seminata, come si semina? 

-vicino le foglie ci sono dei pallini verdi, cosa sono? Non mi sembra corrispondano alla descrizione dei frutti o fiori sul sito.

-leggevo che si potrebbe concimare una volta l'anno. Lo consiglia ed eventualmente qual è il migliore concime? 

Se poi vedendo la pianta ha anche altri consigli da darmi li ascolto volentieri. 

La ringrazio

Francesca

 

 

La mia risposta:

Ciao Francesca,  grazie di avermi scritto.

Premetto che non é un genere di cui sono esperto ma essendo una caudiciforme valgono le regole generali delle succulente con caudice.

Hai una bella "Sedia Scimmia" (Monkey chair), così è conosciuta simpaticamente questa pianta!

Le piccole palline verdi che vedi sono frutti sterili. Solitamente questo avviene o per la mancata presenza in contemporanea di fiori maschili e femminili oppure perché la pianta é ancora troppo giovane.

Le bacche mature invece quando pronte diventano giallo brunastre e contengono un solo seme che può essere seminato. 

Il vaso a mio avviso é sovradimensionato e la terra per maggior precauzione la sostituirei con substrato apposito per cactus più drenante (contenente quindi pomice, lapillo e agriperlite). Puoi anche farlo da te leggendo i numerosi post sui trapianti e sui terricci nel sito. 

Ha già la sua bella riserva d'acqua nel caudice, con un terriccio troppo ricco che non asciuga velocemente si rischia che la pianta marcisca.

Se in inverno perde le foglie smetti di bagnarla.

Buona coltivazione e... continua a seguirmi anche sui social!

 

Oltre alle due tue foto aggiungo una foto di come dovrebbero essere frutti e semi maturi, la foto è tratta da un bell'articolo che ti consiglio di leggere per approfondire:

https://bihrmann.com/Caudiciforms/subs/pyr-mal-sub.asp


Domande e Risposte | 20-08-23 14:35 | Visite: 1K

Insetticida e fertilizzante, come e quando usarli?

La rubrica dei consigli

Mi scrive Mauro una mail a info@unsitodelcactus.it 

 

Buongiorno,

Ho letto i vs consigli sulla prevenzione malattie dei cactus e volevo sapere riguardo il "Movento 48sc" quante volte vaporizzarlo e in che periodi dell'anno.

Ho conosciuto una signora grande amante dei cactus e grande conoscitrice che mi ha consigliato il closer 2 volte l'anno in irrigazione e poi il movento in vaporizzazione.

Potresti indicarmi anche un fertilizzante specifico per il periodo estivo, spero in questo modo di perfezionare le mie coltivazioni....dopo purtroppo aver avuto delle morti dolorose. Pensi che il tutto sia valido anche per le euphorbiacee?

Buona giornata.

Grazie anticipatamente

 

 

La mia risposta:

Salve Mauro, grazie di avermi scritto.

Premesso che per l'utilizzo dell'insetticida Movento 48 SC serve il patentino verde, solitamente per le Cactaceae bastano 2 applicazioni l'anno nella soluzione 2 o 2,5ml per litro d'acqua. Per questi insetticidi destinati alla agricoltura nella scheda tecnica non troveremo mai le dosi per le piante grasse quindi puoi basarti sulle dosi per le piante ornamentali generiche.

Essendo un insetticida sistemico con cui di deve bagnare abbondantemente la pianta sei obbligato a darlo quando le piante sono in piena attività vegetativa (non a riposo)  perché i vasi linfatici devono essere ben attivi e ricettivi. 

Se lo usi preventivamente meglio quindi dopo la prima bagnata in primavera e in autunno prima delle ultime, in ogni caso quando le temperature minime sono stabilmente sopra i 10°C.

ll movento funziona meglio per fertirrigazione bagnando per bene sia la parte aerea che tutto il pane di terra, in questo modo il principio attivo può diffondersi con la doppia sistemia (caratteristica di questo prodotto). 

Come per tutti gli insetticidi é importante la rotazione (non usare sempre lo stesso) per non creare resistenze da parte degli insetti.

Le morti per mia esperienza dipendono al 90% da condizioni di cattiva o non perfetta coltivazione o ancora una crescita troppo "spinta". Coltivazione che si perfeziona con il tempo e con l'esperienza e naturalmente leggendo i consigli su www.unsitodelcactus.it :)

Battute a parte io ad esempio preferisco in assenza di infestazioni non usare alcun insetticida, per la mia salute in primis, per la salute degli animali e per non indebolire le piante. Mi rendo conto che il mio micro ecosistema é diverso da tutti gli altri e anche le esigenze quindi potrebbero essere differenti.

Per me é solo un hobby/passione e qualche perdita la metto e va messa sempre in conto. Diffida da chi ti dice che non ha perdite!

Per quanto riguarda i parassiti due trattamenti annuali con un insetticida e un acaricida sia per adulti che per le uova dovrebbe garantirti una difesa completa per qualsiasi Cactacea o succulenta in generale.

Un buon fungicida, anche questo con due trattamenti l'anno proteggerá le piante anche dalle malattie fungine.

Ma come detto sopra, se si riescono a garantire le giuste condizioni di coltivazione (aria, luce, terriccio, acqua e fertilizzazioni), le piante saranno abbastanza resistenti da crescere sane e robuste anche senza pesticidi "pesanti".

Come fertilizzante va bene uno a basso tenore di azoto, solo per citarne uno, il più  famoso, il Ferty 4 ( NPK(Mg) 8-16-24+(4) + microelementi) é molto versatile e utilizzabile su tutti i generi.

Spero di aver risposto a tutti i dubbi.

Buona coltivazione!

 

Approfondisci leggendo altri post sulle Malattie>>>


Domande e Risposte | 06-08-23 11:53 | Visite: 1K

Parodia warasii o manifica?

La rubrica dei consigli 

Massimo, un amico di un sito del cactus chiede aiuto per l'identificazione di due piante e chiede: Quale è la differenza tra Parodia magnifica (sin. Notocactus manificus) e Parodia warasii?

 

Ciao Massimo, premetto che anche io spesso mi confondo,  sopratutto i giovani esemplari delle 2 specie sono pressoché identiche. Aggiungo anche la Parodia leningausii che da giovane, quando ha ancora poche costolature potrebbe essere facilmente confusa.

Partiamo col dire che come aspetto, portamento e fiore sono praticamente identiche. 

Le differenze principali sono a mio avviso queste tre:

A) A parità di esposizione il magnificus ha una colorazione della epidermide più verde bluastra/ verde scuro con costolature più  acute;

B) Il N. magnificus ha normalmente areole più biancastre e ravvicinate;

C) Nel N. magnificus le spine sono meno numerose rispetto alla P. warasii.

 

Purtroppo però essendo piante molto comuni e commercializzate ci sono parecchie ibridazioni che come sempre complicano il "gioco" della identificazione.

É facile infatti incrociare diverse specie di Parodia che hanno quindi caratteristiche non così definite e spesso intermedie tra più specie.

 

Spero di esserti stato d'aiuto. Buona coltivazione!

 

 

Sotto 2 foto di esemplari ben caratterizzati in cui sono abbastanza evidenti le differenze tra le fue specie.

Ora che hai letto l'articolo le sai distinguere? Scrivilo nei commenti!


Domande e Risposte | 17-07-23 07:55 | Visite: 1K

Aiuto! Anguillole?

La rubrica dei consigli

Alexandra mi scrive:

Buongiorno, mi sono iscritta al sito nel 2021 e ho avuto modo di apprezzare la chiarezza di molte spiegazioni. Oggi mi sono resa conto che un mio cactus è infestato da Anguillule.

Ho moltissime piante ma solo questa presentava questi segni (ora però controllerò meglio le altre!) Questa piantina è con noi da 4 anni l'ha scelta mio figlio più piccolo, ed è cresciuta vigorosa fino alla scorsa estate quando ha iniziato a presentare segni di "morsicatura", ma essendo in campagna ho pensato a lumache.

I vermetti erano trasparenti con la testa nera, lunghi 5 mm circa

Come posso sbarazzarmene? Non ho trovato un insetticida specifico per questo. E' una pianta a cui sono molto affezionata e vorrei salvarla. Grazie

 

 

La mia risposta:

 

Ciao Alexandra, grazie di avermi scritto.

Le anguillole sono nematodi,  microscopici vermetti filiformo che hanno la capacita

di penetrare nelle radici e di cibarsi degli elementi nutritivi ostruendole. Di conseguenza la pianta ingiallisce, stenta a crescere sino a morire.

Solitamente ci si accorge di un loro attacco perché nelle radici si formano dei rigonfiamenti (galle) simili a bolle dove loro prosperano. 

Se non l'hai già fatto, ripulisci bene tutto l'apparato radicale dalla terra, taglia le radici malate, (servirebbe foto) per vedere come è ridotto. Butta la terra per evitare il contagio e non riutilizzarla per altre piante e lava il vaso con candeggina.

Per disfarsi dei nematodi alcuni coltivatori esperti consigliano di immergere l'apparato radicale in acqua calda a 50°C per 10-20 minuti, non ho mai avuto modo di provare quindi non ho esperienza diretta sull'efficacia di questo metodo.

Esistono diversi principi attivi contro i nematodi ma non sono disponibili in libera vendita per hobbysti senza patentino verde. Uno tra i più usati é il fluopyram (si trova ad esempio commercializzato dalla Bayer con il nome Velum Prime) , in alternativa esistono dei funghi come i Paecilomyces lilacinus che colonizzandosi nel terreno attaccano le uova dei nematodi galligeni.

Queste soluzioni sono per lo più adottate in colture in pieno campo, per piante in vaso  a mio avviso é meglio intraprendere una lotta più mirata ripulendo la pianta colpita come detto su. Per prevenirle in futuro usa sempre buon terriccio poroso con base minerale (contengono agriperlite, pomice, lapillo e zeolite) quindi poco torboso perché le anguillole amano terricci che rimangono a lungo umidi.

Da quello che vedo però dubito che siano anguillole perché solitamente rimangono nell'apparato radicale creando proprio delle bolle/caverne dove loro di moltiplicano. Inoltre sono microscopici (normalmente meno di 1mm) e non si vedono facilmente a occhio nudo. Quindi penso alla luce di queste nuove info che si tratti più di larve di mosca (esempio mosca Sciara, che sono piccoli moscerini simili a quelli della frutta).

In ogni caso si, è meglio lasciarla asciugare all'aria e all'ombra almeno una settimana.  Lascia asciutto per ora perché se come penso sono moscerini le larve muoiono all'asciutto.

Per il fiore no problem la Rebutia ne produce in quantità e le sue riserve le permettono di sopravvivere anche mesi fuori terra. L'importante è non metterla al sole.

Cerca un insetticida ad ampio spettro per insetti del terreno granulare da mischiare alla terra oppure liquido da dare nelle irrigazioni. 

Buona coltivazione!

 

 

Foto della pianta malata e una foto dell'anno precedente in fiore (Rebutia albiflora)


Domande e Risposte | 08-05-23 13:59 | Visite: 860

Macchie brune circolari su pale di Opuntia

La rubrica dei consigli

Mi scrive Giuseppe:

"Buongiorno, la mia opuntia ha queste macchie marroni: cosa è? Un fungo? Come la devo trattare? Grazie"

 

 

La mia risposta:

"Ciao Giorgio, grazie di avermi scritto.

A prima vista avrei detto trattarsi di cocciniglia bruna a scudetto. Hanno uno strato ceroso che si scioglie con soluzioni di acqua e alcool o sapone di marsiglia.  (In questo mio post puoi scoprire come trattarla: cocciniglia).

Da una visualizzazione più attenta delle foto su monitor più grande però mi accorgo che potrebbe non trattarsi di cocciniglia. Per determinarlo dovresti provare a grattare via le croste, se vengono via dopo il lavaggio che ti ho consigliato allora è la conferma che si tratta di scudetti di cocciniglia altrimenti potrebbe trattarsi di Puccinia grandalli un fungo che provoca malattie comunemente conosciute come "Ruggini" (macchie marron brunastre). In ogni caso un trattamento antifungino nel dubbio male non fa, visto che questo è il periodo ottimale per farlo.

Buona coltivazione, Sergio."


Domande e Risposte | 20-03-23 09:11 | Visite: 1K

Ferocactus latispinus da salvare

La rubrica dei consigli

Mi scrive Lila per chiedermi un consiglio via mail a info@unsitodelcactus.it:

"Buongiorno, ho bisogno del suo prezioso consiglio per questo Ferocactus Latispinus. L'ho tenuta all'esterno per tutto l'inverno(lago di Garda) senza mai innaffiarla. Adesso la trovo in queste condizioni.(la parte giallastra/arancione è rimasta compatta). mi sa dire di che si tratta? Grazie mille. Cordiali saluti"

 

La mia risposta:

"Ciao Lila, grazie di avermi scritto.

E' un bellissimo esemplare ma ahimè ha patito il freddo/umidità. Purtroppo il latispinus è uno dei F. più sensibili alle basse temperature. Si tratta di attacco fungino, difficile scendere nel dettaglio e dirti di che specie di fungo sia solo da una foto e senza esami di laboratorio. Il colore fa pensare a funghi del genere Septoria (conosciuti come ruggini).

Anche se sembra coinvolta solo l'epidermide e non il fusto, per essere sicuri bisognerebbe tagliare di netto il colletto e vedere se il fungo (macchie giallo arancio) ha attraversato il midollo/fasci centrali.
In ogni caso bisogna trattarlo il prima possibile con un fungicida sistemico o quantomeno con un buon rameico da nebulizzare (meno efficace soprattutto con attacco già in atto). Osservalo giornalmente perchè se le macchie aumentano bisognerà intervenire scavando le parti malate prima che contagino irrimediabilmente il resto. Nel dubbio isola la pianta dalle altre per non contagiarle.

Lascialo in una zona il più areata possibile e con poca umidità per evitare il proliferare del fungo. Alcuni suggeriscono di metterla al sole diretto per favorire l'asciugatura e avere l'azione sterilizzante del sole ma a mio avviso così facendo si disidrata troppo velocemente.

Aggiornami perchè sarà interessante sapere se si salverà. Incrociamo le dita e.. .buona coltivazione!"


Domande e Risposte | 14-03-23 14:57 | Visite: 1K

Bruciature su Oroya neoperuviana

La rubrica dei consigli

Una amica di Unsitodelcactus scrive:

"Buonasera, detengo questa Oroya neoperuviana minima caespitosa, sta trascorrendo l'inverno al calduccio, di giorno le sto portando sotto il sole in terrazzo e di sera di nuovo dentro. Non le sto ancora innaffiando. le macchie possono essere causate dal sole?"

La mia risposta:

Ciao, la puntinatura ed il fatto che le macchie siano soprattutto tra le coste, dove il sole ha più difficoltà ad arrivare mi fa propendere più ad un attacco di insetto fitofago come il ragnetto rosso, un temibile nemico che attacca soprattutto nella stagione secca perchè teme l'umidità. Puoi contrastarlo e approfondire su questo mio post di qualche tempo fa.

Con una buona lente di ingrandimento e un poco di pazienza potresti addirittura vederlo.
Isola la pianta e se possibile procurati un buon acaricida ovo-larvicida.

Buona coltivazione!

 

 

Se anche tu hai dubbi, richieste, informazioni da chiedermi manda una mail a info@unsitodelcactus.it ti risponderò il prima possibile!

 


Domande e Risposte | 06-03-23 14:10 | Visite: 728

Aiuto: Euphorbia con macchie nere

La rubrica dei consigli

MArco, un nuovo amico di unsitodelcactus.it mi scrive via mail:

"Navigando in internet sono incappato nel suo sito ed ho iniziato a studiare un po’ quello che c’è scritto, arrivando a capire poco niente a causa delle mie grosse lacune in materia. Mi presento, mi chiamo Marco e adoro le piante grasse in generale e mi sono permesso di acquistare un bellissimo cactus da tenere in casa. Ultimamente però ha iniziato a manifestare dei fastidi: si è raggrinzito su se stesso, evidenziando delle macchie nere ovunque. In allegato trova una foto della situazione. Non penso sia normale come cosa. Cosa posso fare per aiutarlo e non perderlo? Ci tengo veramente tantissimo, però veramente non so che fare e sono completamente negato in materia. Non so cosa acquistare o cosa preparare per poter porre rimedio. Forse il problema è che lo tengo dentro casa? Cosa posso fare ora per aiutarlo a guarire? 

Mi può aiutare Lei cortesemente? Le allego una foto.La ringrazio anticipatamente. "

 

 

 

La mia risposta:

Ciao Marco, grazie di avermi scritto, la tua Euphorbia eritrea sta avendo un attacco fungino. La malattia é già in fase avanzata quindi hai fattobene a scrivere perché bisognerà agire il prima possibile.

Purtroppo per le malattie fungine non esistono prodotti efficaci con la nalattia in corso ma quelli un commercio funzionano solo come metodi preventivi. Le cause possono essere diverse, potresti averla già presa infettata dal vivaio o potrebbe essere comparsa per una posizione di coltivazione non ideale (di solito troppa umidità, poco ricambio d'aria combinato a basse temperature e poca luminosità). Con minime sui 10/12 gradi é necessario che l'aria sia secca e non umida.

Dalle foto le parti colpite sono tante ed estese, io cercherei subito di tagliare le parti malate in modo la lasciare solo le parti completamente sane altrimenti il fungo si propagherà inevitabilmente.

In futuro, in primavera e in autunno puoi trattare preventivamente gon un fungicida rameico da nebulizzare sulla pianta. Sarebbe ancora meglio unnprodotto sistemico che viene assorbito direttamente dall'interno della pianta ma ormai serve il patentino verde.

Ti lascio una foto con l'indicazioni che sembrano da eliminare, valuterai poi tu se il taglio é pulito e non vi é marciume se tagliare più in basso.

Disinfetta la lama ad ogni taglio von acqua e candeggina, mettiti i guanti per evitare di toccare il lattice bianco che uscirà dalle ferite. Per fermare il lattice spruzza un pochino d'acqua von uno spuzzatore. 

Se hai cannella in casa puoi anche aiutare a cicatrizzare la ferita più velocemente mettendone un poco sopra, la cannella ha una forte azione disinfettante. Ovviamente se hai zolfo agricolo meglio ancora ma in dispensa immagino sia decisamente più facile trovare la prima! :)

Fatto questo bisognerà solo avere pazienza, incrociare le dita e osservare che la situazione non peggiori, purtroppo cosa non improbabile con questo tipo di attacchi fungini. 

Sicuramente tenere in casa piante che sono prevalentemente da esterno rende la loro coltivazione più complicata ma se trovi una posizione luminosa magari dietro una finestra esposta a sud non è una missione così impossibile, hanno un forte spirito di adattamento e ci perdonano molti errori in cambio di poche attenzioni!

Non innaffiare sin quando le minime non si stabilizzano sui 15 gradi e le giornate non avranno almeno 11 ore di luce.

Nella foto non si vede il terreno usato, se é quello originale del vivaio di solito é troppo torboso (lo usano per far crescere velocemente le piante), consiglio di eliminarlo completamente e sostituirlo con buon terriccio per cactus che contiene elementi come pomice e agriperlite per renderlo più leggero e drenante.

Eventualmente sul sito cercando "rinvaso" trovi ranti articoli su come preoarare un buon terricvio fai da te.

Spero di esserti stato utile, per me questo é il riconoscimento più prezioso!

Continua a seguirmi e consiglia il sito a qualche amico! Sono anche su Instagram (cerca: @unsitodelcactus) con tante foto delle mie piante!

Buona coltivazione.


Domande e Risposte | 16-02-23 07:22 | Visite: 8K

Aiuto Echinopsis con base marron

La rubrica dei consigli

Marilena mi scrive una mail per chiedere consigli sulla sua Echinopsis:

 

"Ciao. Già comprato con la base marroncina questa estate 2022. Tenuta all'aperto sino a novembre. Poi ho avuto il timore che il vento portasse via il vasetto, 10 cm di altezza vaso e pianta compresa. Ora in casa ha luce solare da lampadina. Poche gocce di acqua. Il vasetto è sempre molto leggero. Ora ha questo marrone che la sta ricoprendolo e quei puntini bianchi sulla parte ancora verde.. ho trovato il tuo sito... Ho letto alcuni consigli... ho fotografato la mia piccola echinopsis sub denudata malata. ... Aspetto da te un consiglio. Grazie "

 

I miei consigli:

Ciao Marilena, grazie di avermi scritto.

Dalle foto noto  diversi problemi ma andiamo con ordine.

I puntini bianchi sono cocciniglia, un parassita che colpisce spesso le piante grasse. Se sul sito cerchi la parola Cocciniglia trovi in dettaglio di cosa si tratta e come curarla. Inutile quindi dilungarmi qui.

Per quanto riguarda la suberificazione, cioè il fatto che alla base la pianta sta lignificando, un poco é naturale che avvenga ma nel tuo caso é amplificato dal fatto che la pianta é sofferente e sta cercando di difendersi.

Se é in casa a temperature minime superiori ai 10 gradi ti consiglio di svasarla completamente ripulendo bene tutte le radici dalla terra vecchia. Mettila a bagno 10minuti in acqua e insetticida oppure con spazzolino alcool e sapone leva via tutti i puntini bianchi. Lascia asciugare per qualche giorno e rinvasa in terra nuova per cactus.

Il fatto di dare poca acqua é un falso mito da sfatare. Le piante grasse vanno annaffiate abbondantemente ma molto di rado (e solo se completamente asciutte). Meglio ancora se l'innaffiatura avviene dal basso per capillarità . Questo lo si può fare riempendo un sottovaso con pochi cm d'acqua e lasciando bere la pianta per alcuni minuti da sotto. In base al tipo di terriccio impiegherà più o meno tempo. Un terriccio areato e ben drenante solitamente non impiega più di 4/5minuti a bagnarsi completamente.

Questo però non é il momento adatto per riprendere le bagnate perché é il periodo più freddo dell'anno con poche ore di luce e le piante sono ancora a riposo.

Purtroppo la lampadina non copre tutto lo spettro di cui ha bisogno quindi meglio trovarle una posizione luminosa dietro una finestra a sud e possibilmente in un luogo areato e vedrai che si riprenderá.

Spero di esserti stato sufficientemente d'aiuto. Non disperare, continua a seguirmi per trattare al meglio le tue piante. Buona coltivazione!

 

 


Domande e Risposte | 23-01-23 19:10 | Visite: 1K

Aiuto! Spaccatura nel mio cactus

La rubrica dei consigli

Pierluigi mi scrive:

Salve! Scrivo questo messaggio perché ho un problema col mio cactus e purtroppo sul web non riesco a trovare delle risposte a riguardo.. Il mio cactus da un po’ ha questa sorta di “spaccatura” che mi sembra peggiorare. Non riesco a trovare informazioni su cosa possa essere.

 

La mia risposta :

 

Ciao Pierluigi, le spaccature normalmente sono causate da una idratazione troppo veloce. I cactus sono molto golosi d'acqua, soprattutto dopo l'asciutta invernale o un periodo siccitoso, se non si fornisce una re-idratazione progressiva, seguendo delle semplici regole che a breve ti espongo, si spaccano come è capitato al tuo.

Partiamo con dei consigli generali: é importante utilizzare terricci a base minerale, ben drenanti e concimi non troppo azotati, in caso contrario le spaccature saranno più frequenti.

In inverno é opportuno rispettare il riposo vegetativo senza bagnare, rinforza la pianta e si evita che si risvegli troppo in anticipo quando ancora le temperature sono basse.

Le prime innaffiature alla ripresa vegetativa e le ultime prima del riposo invernale devono essere graduali, possono essere sostituite da una nebulizzata in modo tale da iniziare ad idratare l'epidermide.

Nelle prime e ultime bagnature stagionali non devono essere concimati e durante il resto dell'anno bisogna usare sempre fertilizzanti a basso tenore di azoto (es 4:8:16 sarebbe l'ideale).

Attenzione a dove li posizioniamo per evitare scottature, le parti bruciate dal sole sono delicate e l'epidermide in quei punti é rigida e potrebbe spaccare con le irrigazioni. 

Nel tuo caso, l'origine delle 2 spaccature, posizionate entrambe dallo stesso lato mi fanno pensare proprio a vecchie ustioni poi cicatrizzate. L'idratazione e l'ingrossamento di quella parte secca e rigida e non elastica ha poi dato origine alle spaccature.

Putroppo l'unico rimedio é tagliare la pianta sopra la spaccatura più alta, assicurarsi che i fasci siano integri, lasciar asciugare 2 settimane o più e far radicare in pomice mantenuta umida quando le minime saranno sopra i 15gradi.

Non tagliare la parte malata è rischioso perché la ferita anche se lignificata é una porta aperta per funghi e batteri.

Ovviamente la vecchia pianta per sopravvivere emetterà nuovi getti vocino al taglio da cui potrai in futuro fare nuove talee.

Continua a seguirmi e registrati per non perderti tutti i documenti e i fotolibri gratuiti riservati.

Buona coltivazione!


Domande e Risposte | 07-01-23 15:57 | Visite: 4K

Aiuto per identificazione

La rubrica dei consigli

Antonio mi scrive una mail a info@unsitodelcactus per chiedere aiuto sulla identificazione di queste due piante.

 

La mia risposta:

Buongiorno Antonio e buon anno!

A prima vista l'infiorescenza mi ha ricordato quello della Scilla (Ledebouria) ma bisognerebbe verificare se ha il bulbo e poi é strano che non sia accestita.

Alcuni amici a cui ho rigirato la domanda ipotizzano qualche specie del genere Callisia, magari esposta a troppa luce da qui la colorazione violacea.

Per altri amici invece potrebbe trattarsi di qualche ibrido di Manfreda X Agave = Mangave.

Non ne so molto ma sarà sicuramente interessante informarsi e non essendo un genere a cui sono appassionato non riesco al momento a darti una risposta definitiva. Anche cercando su internet almeno per ora rimango col dubbio quindi la discussione rimane aperta.

Sicuramente avere foto più chiare e più informazioni sulla esposizione e sulla evoluzione della infiorescenza potrebbe aiuterebbe a risolvere il mistero.

La seconda é quasi con certezza una forma mostruosa di Cereus peruvianus, spesso lo si trova commercializzato con il nome castello delle fate ne esistono diversi ibridi in circolazione più o meno mostruosi.

Ringraziandoti per la mail ti auguro ancora buone feste.

 

 

Se qualche lettore ha dei suggerimenti non esitate a scriverlo nei commenti.


Domande e Risposte | 03-01-23 08:00 | Visite: 864

Euphorbia ingens

La rubrica dei consigli

Giovanni mi scrive:

Buongiorno, trovo in alcune serre delle euphorbia ingens, sia normali sia variegate, con il fusto molto largo (anche quasi 15 cm di diametro direi) senza essere alte, a me crescono sempre molto in altezza e non in larghezza del fusto. La mia domanda è quali accortezze occorre applicare in sede di coltivazione per far sì che la pianta cresca il più possibile nella larghezza del fusto più che in altezza ? Dipende dalla forma del vaso, dal modo di potarla o da altro?

grazie e saluti

Giovanni

 

La mia risposta:

Salve Giovanni, grazie della mail.

Hai ragione, le trovi con un largo fusto  perché sono riprodotte per talea da grandi piante adulte cresciute in piena terra. I fusti alti vengono tagliati e fatti radicare per questo anche relativamente piccoli (bassi) hanno un diametro del fusto così largo. Viene fatto soprattutto per avere rapidamente piante commerciabili.

Piante nate da seme avrebbero un aspetto molto più bilanciato tra fusto e altezza. I fusti avrebbero un diametro di pochi cm.

Per garantirgli un aspetto compatto in coltivazione bisogna posizionarli in posizione molto luminosa, solo in estate vanno abituati gradualmente al sole. É importante inoltre non eccedere con le fertilizzazioni ad alto contenuto di azoto altrimenti crescerenno velocemente e filate.

Continua a seguirmi e buona coltivazione!

 

Domande e Risposte | 04-12-22 16:04 | Visite: 1K

Gymnocalycium variegati

La rubrica dei consigli

Mi scrive Luca un nuovo amico di Unsitodelcactus.it:

Ciao Buongiorno… mi sto divorando il tuo sito … e ti ringrazio per il lavoro e passione che fai e che hai ….. avevo una curiosità ….volevo capire come facevano a variegare i gymnocalycium mihanovichii … cioè se dipendeva dall innesto o da incroci di fiori ….. non riesco a trovare delle grandi info sulle variegature … hai dei consigli ?? Grazie mille.

 

La mia risposta:

Ciao Luca, grazie di avermi scritto.

Ci sono molti miti e leggende sulle colorazioni dei G. in particolare su quelli completamente variegati (gialli, rossi e viola...). 

Si dice che quelli completamente variegati siano stati ottenuti inizialmente con radiazioni (irradiazione con raggi gamma), per quello che so io non sono naturali, anche perché in natura piante nate completamente senza clorofilla non potrebbero sopravvivere se non con un portainnesto che effettua la fotosintesi per loro. Non ho però trovato conferme a riguardo.

A mio avviso la teoria più plausibile è che qualche coltivatore su centinaia di migliaia di semine sia riuscito a salvare qualche esemplare così particolare innestandolo e poi moltiplicandolo dai polloni di volta in volta o riproducendo l'esemplare in  vitro (micropropagazione) poi sono stati immessi nel mercato migliaia di pezzi.

 

A conferma di questa tesi su alcuni articoli viene tiportato che due coltivatori giapponesi: Eiji Watanabe e K. Kito furono i primi ad allevare questi cactus nel 1940. Queste piante erano ibridi di Gymnocalicium mihanovichii  v. friedrichii. Hanno trovato due piante albine tra 10.000 piantine e hanno effettuato ripetuti tagli e innesti. Watanabe ottenne per primo un cactus rosso giallastro, chiamato "Unjo-nishiki". Nel 1948 apparve il rosso "Hibotan". Il Giappone presto produsse milioni di tali cultivar, che si diffusero in tutto il mondo. 

 

Quindi si tratta quasi sempre di esemplari derivanti da queste piante originali, come ad esempio per il Cereus forbesii var. spiralis che sono sempre talee della stessa pianta originale (o comunque di pochi esemplari).

 

Per i G. invece solo parzialmente variegati anche nelle mie semine capita che qualche piantina nasca più o meno variegata, credo che come avviene per gli esseri umani alcune caratteristiche siano semplicemente frutto di coincidenze genetiche particolari ma non essendo un genetista non so dirti molto di più. 

Alcuni generi sono più inclini alla variegatura di altri. In tutti i casi il portainnesto è necessario per poter "nutrire" la pianta innestata (che sia variegata oppure no) attraverso i fasci in comune, ma non contribuisce in alcun modo alla variegatura della pianta innestata che dipende solo ed esclusivamente dal suo patrimonio genetico.

Ci sono anche le cosidette "chimere", molto interessanti, ma di questo parlerò in un articolo a breve!

Spero di esserti stato d'aiuto. Buona coltivazione e continua a seguirmi.

 


Domande e Risposte | 31-10-22 13:49 | Visite: 1K

Cosa è successo? Cosa sono queste macchie gialle?

La rubrica dei consigli

Mi scrive loredana:

"Buongiorno. Scrivo per chiederle aiuto per due delle mi grasse che in pochi giorni sono diventati come nelle foto allegate. Premetto che vengono innaffiati con acqua del pozzo e sono situate in pieno sole. Cosa potrebbe essere e soprattutto cosa potrei fare per salvarle. Grazie in anticipo."

 

La mia risposta:

Ciao Loredana,

Grazie della fiducia e di avermi scritto. Trattasi di bruciatura da sole diretto. Le cause possono essere molteplici, la più comune é girare il vaso dopo una innaffiatura ed esporre la parte che di solito é in ombra al sole diretto. Per questo é bene fare un segno nel vaso in modo da rimetterlo sempre con lo stesso orientamento quando viene spostato. L'epidermide non abituata gradualmente si ustiona irrimediabilmente.

Un'altra causa é che qualche oggetto riflettente vicino (specchio/oggetti in metallo ecc) ha riflesso il sole direttamente sulla pianta. 

Considera che a ottobre l'arco che il sole percorre durante il giorno cambia rapidamente, é molto più basso e quindi la luce diretta riesce ad arrivare sotto tettoie in cui in estate le piante erano protette.

Anche se solitamente non é un problema perché non é forte come quello estivo può causare come nel tuo caso ustioni.

Non ci sono invece conferme riguardo al fatto che gocce d'acqua creano una lente tale da bruciare le piante, lo escluderei anche per la dimensione delle ferite.

Tieni le ferite sotto controllo, in particolare quella della Euphorbia che sembra aver riportato i danni più gravi, se rimangono asciutte non ci son problemi, oltre al danno estetico le piante dovrebbero comunque sopravvivere.

Buona coltivazione.

 

Nelle foto sotto L'Euphorbia obesa e l'Echinopsis subdenudata di Loredana


Domande e Risposte | 12-10-22 14:54 | Visite: 3K

Una pianta da salvare

la rubrica dei consigli

Mi scrive una amica su facebook:

Buongiorno. Mi hanno consigliato il vostro sito per un'informazione. Ho questa Echinopsis che sta diventando bianca. Non è cocciniglia, al tatto è soda, non c'è marciume. Ho provato a cercare su Internet ma non sonovenuta a capo della malattia. Potete aiutarmi? Posso fare qualcosa per salvarla? Grazie

La mia risposta:

Ciao e grazie di avermi scritto, dalla foto direi trattarsi proprio di una Echinopsis ricoperta da Cocciniglia (ne esistono circa 7.000 specie diverse, tutte appartenenti ala famiglia dei Rhynchota.). Ti consiglio di  svasarla, ripulire completamente il pane di terra e immergerla per alcuni minuti facendole fare un bel bagnetto in acqua e sapone di marsiglia, puoi aggiungere anche un poco di alcool che scioglie più facilmente lo strato ceroso. Poi con calma e pazienza con un vecchio spazzolino da denti sfrega bene tutti quegli scudetti, dovrebbero venir via abbastanza facilmente. Ripeti il tutto sino a quando l'epidermide è completamente ripulita.

Se vuoi approfondire l'argomento visita la sezione MALATTIE oppure effettua la ricerca sul sito usando la parola cocciniglia.

 

 

 


Domande e Risposte | 28-09-22 14:13 | Visite: 1K

Stapelia, fiore o frutto?

La rubrica dei consigli

Maria mi scrive:

Buongiorno Avrei bisogno di una informazione. È dal 2018 che ho questa pianta e ogni anno mi ha sempre fatto i fiori a forma di stella fantastici e puzzolenti. Quest'anno oltre le solite stelle mi ha fatto questa meravigliosa fioritura dalla quale escono delle piume.Mi sa dire perché? grazie

 

 

La mia risposta:

Ciao Maria Cristina, grazie di avermi scritto.
In realtà quello é il bacello del frutto maturo dei fiori impollinati l'anno scorso. 

Il frutto (tecnicamente detto a follicolo) all'interno contiene qualche decina di semi piatti, marron, simili a semi di zucca, avvolti da setole lanose che servono per essere trascinati via dal vento e crescere lontano dalla pianta madre.

In questo post parlo prorio di loro: www.unsitodelcactus.it

Se vuoi divertirti scarica dal sito gratuitamente il manuale della semina perfetta e prova a far nascere tante nuove piantine!

Buona coltivazione.

 


Domande e Risposte | 29-07-22 07:58 | Visite: 2K

Macchie su Echinopsis

La rubrica dei consigli

Giuseppe chiede aiuto scrivendomi una mail a info@unsitodelcactus.it e mi chiede:

 

Se possibile vorrei chiedere un consigli su due cactus  malati  allego due foto per cercare di trovare una soluzione il vostro sito e ottimo e ci trovo spesso consigli utili

Per i miei cactus e premetto che sono 5 anni che mi sono appassionato ai cactus   ma devo fare ancora tanta strada sulle malattie che fino ad ora non mi avevano creato grossi broblemi 

 

 

La mia risposta:

Ciao Giuseppe, grazie di avermi scritto e benvenuto!

Sono contento che il sito ti sia utile, ci metto molta passione e i complimenti non possono che farmi piacere.

Ho visto le foto del tuo album e direi che si tratta di eccesso di Azoto. Non so se fertilizzi, o se il terriccio usato è troppo ricco. Magari diminuisci le quantità di azoto e aumenta la quota minerale/inerte nella composta. L'eccesso di azoto gonfia la pianta in maniera troppo rapida rendendo l'epidermide molto sottile. Questo ha un doppio svantaggio, si spacca come nel tuo caso creando cicatrici e rende la pianta molto meno protetta ad attacchi di insetti e funghi. Devi considerare l'epidermide come il primo scudo/protezione della pianta. Piante ben coltivate normalmente sono più sane e meno inclini a malattie.

La crescita troppo rapida spacca l'epidermide. Soprattutto in primavera per limitare i danni sostituisco la bagnatura con una nebulizzata, quando non c'è il sole naturalmente. Questo ammorbidisce l'epidermide e permette alla pianta di reidratarsi gradualmente senza spaccarsi soprattutto dopo l'asciutta invernale. 

Non mi sembrano comunque macchie preoccupanti se non a livello estetico. Se vuoi prenderti il sicuro,  prima dell'autunno, proteggile nell'ultima irrigazione con un fungicida sistemico perchè in quelle cicatrici la pianta è più debole e potrebbero penetrare funghi e batteri.

 

Un caro saluto e buona coltivazione.

 

Nelle foto qua sotto le cicatrici delle piante di Giuseppe ed, solo a titolo esemplificativo una una Echinopsis coltivata all'aperto in maniera wild (molto simile all'aspetto in habitat). Le prime sono gonfie, rigogliose, con costole meno pronunciate/profonde.


Domande e Risposte | 20-07-22 15:15 | Visite: 1K

Aiuto identificazione

La rubrica dei consigli

Mi scrive Andrea:

ciao,

nella foto allegata una succulenta che ho acquistato di recente, mi è stata venduta come appartenente al genere Crassula. Siete in grado di aiutarmi a capire che pianta è?

Vi ringrazio, buona serata

 

La mia risposta:

Ciao Andrea, grazie della fiducia, direi trattarsi di Senecio scaposus. 

Il genere Senecio, appartenente alla famiglia delle Asteraceae é un genere molto grande che conta oltre 1500 specie molto diverse tra loro.

La loro caratteristica, dal quale deriva il nome sono i ciuffi bianchi dei frutti che permettono loro di volare lontani dalla pianta madre.

Buona coltivazione!


Domande e Risposte | 26-06-22 07:58 | Visite: 1K

Echinocereus triglochidiatus molle: disidratazione o marciume?

La rubrica dei consigli

Gianluca, un amico di unsitodelcactus, scrive:

Ciao, l'Echinocereus triglochidiatus che ho acquistato da circa 2 mesi presenta un fusto molliccio al tatto: pensavo di trattarlo con antifungino unito all'acqua delle innaffiature con un fertilizzante ricco di potassio e povero d'azoto. Pensi che potrebbe funzionare?

 

La mia risposta:

Buongiorno Gianluca, se pensi che sia giá in atto una marcescenza meglio svasare e ripulire subito le radici dalla terra per assicurarsi che il colletto sia sano. In caso contrario va asportata tutta la parte malata, sperando che la parte intaccata non sia troppo grande. 

I fungicidi, anche sistemici, hanno una funzione preventiva e protettiva ma non sono efficaci sui marciumi già presenti.

Meglio comunque evitare concimazioni in questi casi ma lasciare la pianta completamente asciutta e all'aria in modo da non fornire al fungo l'ambiente ideale per proliferare. 

Nel dubbio lasciala a radice nuda asciugare all'aria e all'ombra per qualche settimana, poi la trapianterai in nuovo terriccio minerale.

Comunque auguriamoci che sia molle al tatto solo perché disidratato.

Buona coltivazione!


Domande e Risposte | 03-06-22 15:14 | Visite: 1K

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