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Orbea, Stapelia e Huernia

Tre generi simili, ecco come distinguerli

Chi coltiva piante grasse prima o poi si imbatte in fiori strani, quasi alieni, che sembrano piccole stelle marine o creature di un altro pianeta. Spesso si tratta di Orbea, Stapelia o Huernia, tre generi molto affascinanti che però creano un po’ di confusione. Tutte e tre oggi appartengono alla famiglia delelle Apocynaceae, (sottofamiglia Asclepiadoideae). A prima vista sembrano simili, ma osservandole meglio si scoprono differenze interessanti.

Le Orbea producono fiori piatti e stellati, con margini dentellati e colori che vanno dal giallo al marrone, decorati da macchie irregolari. Sono eleganti e originali, ma senza esagerare nelle dimensioni. Il genere Orbea fu istituito da Adrian Hardy Haworth nel 1812, separandolo dal genere Stapelia, con cui è strettamente imparentato. In passato alcune specie oggi incluse in Orbea sono state collocate in generi affini come Stapelia, Caralluma e Huernia, ma la classificazione moderna, basata su criteri morfologici e molecolari, riconosce Orbea Haw. come un genere valido e distinto.

Le Stapelia, invece, non passano inosservate. I loro fiori sono grandi, vellutati, spesso ricoperti da una sottile peluria e caratterizzati da colori molto intensi, dal giallo vivo al rosso scuro. Una particolarità in comune che le rende celebri è il profumo, tutt’altro che gradevole: un odore forte e pungente che attira mosche e altri insetti impollinatori. Il nome generico “Stapelia” è stato attribuito da Carl Linnaeus (L., 1753) in onore di Johannes Bodaeus van Stapel (†1636), botanico olandese che aveva pubblicato disegni e descrizioni delle prime Stapeliae scoperte.

Le Huernia hanno un fascino diverso: i loro fiori sono più piccoli, di forma tubolare o campanulata, spesso con dentellature o piccole escrescenze. I colori vanno dal porpora al rosso scuro, ma esistono anche varietà macchiate di giallo o crema, sempre molto decorative. Il nome del genere “Huernia” fu introdotto da Robert Brown nel 1810. Il termine deriva dal nome del missionario e naturalista olandese Justus van Heurne (o Heurnius) (1587-1652/3), che era fra i primi europei a raccogliere piante al Capo di Buona Speranza; tuttavia il nome del genere è la forma latinizzata del suo cognome.

 

In pratica, Orbea si riconosce per i fiori piatti e maculati, Stapelia per i grandi fiori pelosi e vistosi, Huernia per i piccoli fiori tubolari e variopinti. Tutte e tre condividono però le stesse esigenze: tanta luce, un terreno ben drenato e annaffiature moderate nella bella stagione.

Coltivarle significa accogliere sul davanzale o in giardino un piccolo mondo di forme e colori incredibili, capaci di sorprendere anche chi pensa di aver già visto tutto nel mondo delle succulente.

 

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Articoli | 11-11-25 07:00 | Visite: 69

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