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Euphorbia francoisii
La pianta della settimana. scheda tecnica
Famiglia: Euphorbiaceae
Origine: endemica del Madagascar
Distribuzione: Specie endemica del sud-est del Madagascar, dove cresce in ambienti semi-aridi, su terreni sabbiosi o rocciosi, spesso all’ombra di cespugli o tra le rocce, in zone con clima caldo e secco.
Etimologia
Il nome del genere Euphorbia fu attribuito da Linneo in onore del medico greco Euphorbos, vissuto nel I secolo a.C., che secondo la tradizione utilizzava una pianta di questo genere a scopo medicinale. L’epiteto specifico francoisii è dedicato a François, probabilmente un raccoglitore o botanico che per primo la segnalò o la raccolse.
Nome scientifico: Euphorbia francoisii Leandri
Autore: Jacques Désiré Leandri (1903–1982)
Pubblicazione originale: Notulae Systematicae (Paris) 12:161 (1946)
Identificativo IPNI (LSID): urn:lsid:ipni.org:names:346316-1
Sinonimi: non risultano sinonimi accettati; Euphorbia francoisii Leandri è il nome valido e accettato.
Descrizione: Euphorbia francoisii è una specie molto apprezzata dagli appassionati per il suo portamento compatto e per la grande variabilità di forme e colori delle foglie, che possono assumere tonalità di verde, rosso, rosa, porpora e marrone, spesso con venature decorative. Ha crescita bassa, con fusto principale caudiciforme (caudice legnoso e ingrossato alla base) dal quale si sviluppano rami sottili e semisucculenti. Le foglie, disposte a rosetta o alternate sui rami, sono ovate o oblunghe, leggermente ondulate ai margini e ricoperte da una leggera peluria. La colorazione è estremamente variabile a seconda della varietà, della luce e della stagione.
I fiori, come in tutte le Euphorbie, sono in realtà infiorescenze chiamate ciazi, di piccole dimensioni e di colore verdastro o rossastro, che compaiono nella stagione calda.
Esistono numerose forme e cultivar selezionate per scopi ornamentali, spesso ibride, che differiscono tra loro per colore, forma e dimensione delle foglie. Alcune varietà presentano fogliame variegato, con margini rosati o rossastri, mentre altre hanno caudici particolarmente pronunciati o foglie più larghe e arrotondate. Tra le più apprezzate in coltivazione si trovano le forme commerciali indicate come Euphorbia francoisii var. crassicaulis, Euphorbia francoisii var. rubrifolia e diversi ibridi orticoli ottenuti incrociandola con specie affini del Madagascar, come Euphorbia neohumbertii e Euphorbia cylindrifolia.
Coltivazione: Richiede una posizione molto luminosa ma non un’esposizione diretta e prolungata al sole nelle ore più calde, specialmente in estate. Le temperature non devono scendere sotto i 12 °C. Il substrato ideale è molto drenante, composto da una miscela di pomice, sabbia grossolana e una piccola parte di terriccio organico.
Le annaffiature devono essere moderate durante il periodo vegetativo (primavera-estate), lasciando asciugare completamente il terreno tra un intervento e l’altro. In inverno è opportuno sospendere quasi del tutto le irrigazioni. È consigliato un rinvaso ogni due o tre anni, preferibilmente all’inizio della primavera.
Moltiplicazione: Può essere riprodotta per talea di ramo, da eseguire in primavera o estate, oppure da seme, se disponibile. Le talee vanno lasciate asciugare per alcuni giorni prima dell’impianto, per evitare marciumi.
Tossicità: Come tutte le Euphorbie, contiene un lattice bianco e vischioso che può risultare irritante per la pelle e per le mucose. È consigliato maneggiare la pianta con cautela.
Articoli | 31-10-25 12:32 | Visite: 136
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