Articolo

Lophophora diffusa var fricii

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Famiglia : Cactaceae

Genere: Lophophora

Nome scientifico: Lophophora diffusa subsp. fricii (Haberm.) Halda, Cactaceae etc. 7(2): 61 (1997).

Altri nomi accettati: Lophophora fricii Haberm., Kaktusy (Brno) 1974: 123 (1974).

Etimologia: il genere deriva dal greco lophos (λ?φος) = "cresta", "ciuffo", e phorós (φορ?ς) = "che porta", quindi "che porta una cresta" o "dotato di ciuffi". Il nome si riferisce all’aspetto del cactus, privo di spine ma con piccoli ciuffi di lana bianca sulle areole. La sottospecie fricii è in onore dell’etnologo, esploratore e botanico ceco Alberto Vojt?ch Fri? (1882-1944)

Origine : Endemica del Messico, in particolare attorno alla laguna vicino a Viesca, nello stato di Coahuila. 

Habitat: Cresce isolato o in gruppi nei deserti calcarei, su pendii rocciosi, o in letti di fiumi asciutti.

Nomi comuni: Falso Peyote

Descrizione: Cactus solitario o (raramente) accestito, senza spine, il fusto è Grigio-verde pallido o giallo-verde, di solito privo di costole e solchi ben definiti. Ha 5-13  costole (occasionalmente fino a 21) che formano delle S; i podari (tubercoli) sono raramente elevati, ma sono larghi e piatti. Areole: Con ciuffi di peli che di solito si diffondono in modo irregolare sui podari prominenti.

A differenza della L. williamsii il cui fusto è Verde glauco, verde bluastro opaco o grigio-verde, molto succulento, globoso, leggermente appiattito fino a 6 cm di altezza, 12 cm di diametro, con una cima lanosa. Costole: (5 da giovane) da 7 a 13 (molto raramente 4 o 14) larghe, arrotondate, dritte o spiralate, spesso tubercolate, a volte irregolari e indistinte, con solchi trasversali che formano tubercoli più o meno regolari e poliedrici; Areole: Rotonde, senza spine

Radici: solitamente lunghe 8-11 cm 

Areole rotonde: senza spine, con ciuffi lanosi lunghi fino a 1 cm. 

Fiori: non sono una caratteristica distintiva della specie, vanno dal rosa al rosa chiaro (raramente bianchi), estivi, solitari, campanulati, 1,5-2,5 cm di diametro . Spuntano dall'apice vegetativo dalla massa di peli. 

Frutto: dal rosso al rosa, 2 cm di lunghezza o più corto , di sapore dolce quando mangiato. 

Semi: Piccoli e neri fino a 1 mm di diametro. 

Coltivazione: E' una pianta semplice da coltivare come tutte le altre dello stesso genere, é ancora controverso il fatto se questa specifica specie possa essere commercializzata e coltivata in Italia perché l'elenco delle piante ufficialmente proibite cita esplicitamente la sola specie williamsii.

Questa specie contiene principalmente pellotina che é sempre un alcaloide come la mescalina ma a differenza di questa non produce allucinazioni ma sonnolenza e vomito. In un prossimo post approfondirò questo argomento.

Il ciclo vegetativo segue la maggior parte delle Cactaceae, va bagnata dalla primavera all'autunno solo se completamente asciutta. Può andare in dormienza estiva se le temperature minime non scendono sotti i 25/30 gradi.

É necessario usare vasi profondi per ospitare la sua grossa radice. Richiede terriccio minerale che non faccia fatica ad asciugare.

In inverno tenere asciutta in posizione luminosa e areata.

Curiosità: Il Peyote è famoso perchè è stato usato per secoli dai nativi americani in riti religiosi e sciamanici per gli effetti mistici che causa quando viene ingerito. Contiene infatti un ampio spettro di alcaloidi, delle sostanze psicotrope, il principale dei quali è la mescalina. Per questo motivo anche in Italia e in molti altri stati attualmente ne è stata limitata la coltivazione ed é vietato detenerla o commercializzarla.

Attualmente in America solo ai membri della comunità religiosa Native American Church è stato concesso un utilizzo legale. Si dice che sia stato usato anche da Allen Ginsberg per scrivere una delle sue poesie più celebri: Urlo. Per i riti religiosi la parte superiore (corona),veniva tagliata orizzontalmente a dischi e fatti seccare. Erano poi generalmente masticati o bolliti in acqua per produrre un tè. L'infusione risultante è estremamente amaro e, in molti casi, genera nausea e mal di testa prima della comparsa degli effetti psichedelici. 

Tuttavia le piante coltivate hanno solo tracce dell'alcaloide presente nelle piante selvatiche ed il loro effetto è minimo e quasi del tutto assente.

in questo sito specializzato in Lophopora si possono apprezzare bene le differenze tra le specie: precious-cactus.com

21005-600x617.jpg 20986.jpg


Articoli | 07-11-25 12:19 | Visite: 116

Commenta prima degli altri!

« Indietro  | 1086 di 1094 | Avanti »