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Euphorbia meloformis

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Famiglia: Euphorbiaceae

Genere: Euphorbia

Nomenclatura scientifica:
Euphorbia meloformis Aiton, Hort. Kew. [W. Aiton] 2: 135 (1789)
Pubblicazione: Hortus Kewensis 2: 138 (1789)
LSID: urn:lsid:ipni.org:names:345632-1


Etimologia: 
Il nome del genere Euphorbia fu dedicato da Linneo al medico greco Euphorbos, vissuto alla corte del re Giuba II di Mauretania, che impiegò una specie di questo genere a scopi medicinali. L’epiteto specifico meloformis deriva dal latino “melo” (melone) e “formis” (a forma di), in riferimento alla forma tondeggiante del fusto.

Sinonimi: Euphorbia valida N.E.Br. (talvolta considerata una specie distinta o una forma più robusta di E. meloformis)

Sottospecie, forme e varietà:
Euphorbia meloformis subsp. valida
Euphorbia meloformis var. prolifera 
Euphorbia meloformis var. pomiformis
Euphorbia meloformis f. magna
Euphorbia meloformis f. falsa

Origine e habitat:
La specie è originaria delle regioni aride del Capo Orientale (Eastern Cape) in Sudafrica. Cresce su pendii rocciosi e zone collinari, in terreni sabbiosi o pietrosi, spesso tra quarziti e scisti. L’habitat è caratterizzato da un clima semi-desertico con estati calde e piogge irregolari, e inverni miti e secchi. È adattata a sopravvivere in ambienti soleggiati e poveri di sostanze organiche.

Descrizione:
Euphorbia meloformis è una specie succulenta originaria del Sudafrica, appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. È molto apprezzata per la sua forma sferica e regolare, simile a un piccolo melone, da cui deriva il nome. È una pianta ornamentale di facile coltivazione, spesso confusa con Euphorbia obesa ma distinguibile per la presenza di peduncoli legnosi persistenti dopo la fioritura.
E' una succulenta perenne, con fusto singolo o ramificato alla base, di forma globosa o leggermente cilindrica, fino a 10 cm di diametro e 15 cm di altezza. Il fusto è verde glauco con sfumature grigiastre o violacee, e presenta 8-12 coste ben marcate. Su ogni costa si trovano piccoli tubercoli con cicatrici di foglie caduche e resti secchi dei peduncoli. Le foglie sono minuscole, effimere e concentrate sull’apice dei tubercoli. I ciazii, ossia le infiorescenze tipiche del genere, compaiono all’apice e sono di colore giallo-verde, portati da peduncoli legnosi persistenti. Ogni pianta ha fiori solo femminili o solo maschili. Il frutto è una capsula trilobata contenente semi globosi e lisci. Sono note diverse forme e varietà locali che variano per colorazione e numero di coste.
La sottospecie E. meloformis sub. valida mantiene i peduncoli secchi sulla pianta, conferendole un aspetto spinoso, legnoso e più "ispidi" ed ha un portamento diverso poichè tende a crescere più in altezza rispetto alla E. meloformis tipica, che è generalmente più globosa e bassa.

Coltivazione:
È una pianta di facile coltivazione. Richiede un substrato molto drenante, preferibilmente minerale con minima componente organica. Necessita di pieno sole (non in estate) o luce intensa, poiché in ombra tende a deformarsi e perdere la tipica simmetria. Durante la stagione vegetativa (primavera-estate) si annaffia moderatamente, lasciando asciugare completamente il terreno tra un’irrigazione e l’altra. In inverno va mantenuta quasi asciutta. Resiste a brevi gelate ma è consigliabile non scendere sotto i 5 °C. Si adatta bene alla coltivazione in vaso e in serra fredda.

Moltiplicazione:
Si propaga facilmente per seme, che germina in 7-10 giorni a 20-25 °C. I frutti vanno raccolti in garze o retine per la raccolta poichè a maturazione avvenuta vengono sparati fuori dalle capsule. 

Tossicità:
Come tutte le Euphorbia, emette un lattice bianco, caustico e irritante per la pelle e le mucose. È consigliabile maneggiarla con guanti e tenerla lontano da bambini e animali domestici.

Euphorbia_meloformis_.jpg


Articoli | 27-02-26 09:22 | Visite: 197

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