Articolo
Mammillaria rekoi
La pianta della settimana. Scheda tecnica
Nomenclatura scientifica:
Mammillaria rekoi Standl., 1933
Autore: Paul Carpenter Standley
Pubblicazione originale: Contributions from the United States National Herbarium 23(3): 697 (1933)
Famiglia: Cactaceae
Etimologia
Il nome del genere Mammillaria deriva dal latino mammilla, “mammella”, in riferimento ai tubercoli conici che sostituiscono le costole tipiche di altri cactus. Il nome specifico rekoi è dedicato al botanico e raccoglitore tedesco Albert A. Reko, noto per aver introdotto in coltivazione numerose specie messicane di cactus nel primo Novecento.
Sinonimi principali: Mammillaria rekoi var. leptacantha, Mammillaria rekoi ssp. leptacantha, Mammillaria rekoi ssp. aureispina (tassonomia variabile a seconda degli autori e delle revisioni recenti)
Distribuzione:
Specie endemica del Messico, diffusa principalmente negli stati di Oaxaca e Puebla, con popolazioni localizzate anche in aree limitrofe. Cresce su pendii rocciosi, spesso calcarei, in habitat aridi o semi-aridi, in pieno sole o con leggero ombreggiamento offerto da arbusti xerofili. Abita zone di media montagna generalmente tra 1500 e 2500 metri di altitudine, con marcate escursioni termiche e precipitazioni concentrate nella stagione estiva.
Descrizione:
Mammillaria rekoi è un cactus di piccola-media, fusto globoso o subcilindrico, solitamente singolo, alto 6-20 cm e fino a 10 cm di diametro. Tubercoli conici privi di lattice, disposti a spirale, dotati di lanugine nell’areola. Spine radiali numerose, sottili, biancastre, gialle o talvolta rosate, da 15 a oltre 30; spine centrali da 1 a 6, più robuste, dritte o leggermente ricurve, talvolta con colorazione più scura. Fiori campanulati o imbutiformi disposti in anello apicale, di colore rosa, magenta o porpora intenso, 1.5-2.5 cm. Frutti allungati, rossi, con semi neri. Presenta notevole variabilità morfologica tra sottospecie, soprattutto nel numero e colore delle spine.
Coltivazione:
Richiede substrato molto drenante con componente minerale prevalente, preferibilmente calcareo o con aggiunta di pomice, lapillo e sabbia grossolana. Irrigare moderatamente in primavera-estate, evitando ristagni e lasciando asciugare completamente il terreno tra un’irrigazione e l’altra. In inverno mantenere asciutta e a temperatura fresca, tra 5 e 10 °C, con sospensione quasi totale dell’acqua. Predilige esposizione soleggiata, ma può richiedere leggera ombreggiatura nelle ore più calde dell’estate in climi molto torridi. Sensibile ai marciumi se mantenuta umida con basse temperature. Fertilizzare con prodotti poveri in azoto e ricchi in microelementi.
Moltiplicazione
Principalmente da seme, poiché la pianta non produce polloni con facilità. La semina permette di mantenere la variabilità naturale presente nelle popolazioni. Eventuali divisioni sono possibili solo negli esemplari che formano ramificazioni con l’età.
Tossicità
Non è considerata tossica per l’uomo o gli animali, ma le spine possono provocare irritazioni, lesioni o infezioni cutanee se non rimosse correttamente. Maneggiare con adeguata protezione.
Articoli | 29-11-25 15:47 | Visite: 43
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