Articolo
Il genere Fusarium
Malattie fungine nei cactus, non esiste solo il marciume molle!
Il genere Fusarium comprende un ampio gruppo di funghi filamentosi del phylum Ascomycota, diffusi nel suolo e noti per il loro comportamento opportunista e patogeno nei confronti di moltissime piante coltivate. Nei cactus, e in particolare nei Gymnocalycium, il Fusarium rappresenta una delle cause più subdole di deperimento, perché agisce prevalentemente all’interno dei tessuti conduttori, quando all’esterno i sintomi possono essere inizialmente poco evidenti.
Le specie di Fusarium coinvolte nelle infezioni dei cactus non sono sempre identificate con precisione a livello amatoriale, ma Fusarium oxysporum e specie affini sono frequentemente chiamate in causa. Si tratta di funghi tellurici che penetrano nella pianta soprattutto attraverso ferite, microlesioni radicali o il colletto, spesso favorite da eccessi idrici, substrati poco drenanti o temperature non ottimali.
Una volta entrato nella pianta, il Fusarium colonizza i fasci vascolari, in particolare lo xilema. Qui il fungo produce ife, microconidi e sostanze mucillaginose che, insieme alla risposta difensiva della pianta (depositi di gomme, fenoli e tilosi), portano alla formazione di vere e proprie ostruzioni dei vasi conduttori. Queste ostruzioni, comunemente osservate come “tappi” nei fasci, più precisamente tille o gomme, impediscono il normale flusso di acqua e soluti minerali, determinando uno stress idrico interno anche in presenza di un substrato apparentemente umido.
Nel Gymnocalycium che accompagna questo articolo, le fotografie mostrano chiaramente questo fenomeno. In sezione, i fasci vascolari appaiono bruniti o occlusi da materiale compatto, spesso di colore marrone scuro o rossastro. Questo aspetto è tipico delle infezioni da Fusarium e permette di distinguere questo tipo di patologia da marciumi più rapidi e distruttivi di origine batterica o da funghi che degradano principalmente i tessuti parenchimatici.
I sintomi esterni, infatti, possono essere ingannevoli. La pianta può rallentare la crescita, perdere turgore in modo irregolare, assumere una colorazione spenta o leggermente opaca. Nei casi più avanzati si osservano collassi improvvisi, spesso partendo dalla base, ma senza il tipico aspetto molle e acquoso dei marciumi batterici. Talvolta il Gymnocalycium rimane apparentemente sano per mesi, mentre l’infezione progredisce silenziosamente all’interno dei fasci.
Un marciume basale da Fusarium tende a presentare tessuti interni asciutti o fibrosi, con imbrunimenti localizzati lungo i fasci vascolari, mentre marciumi da Phytophthora o Pythium sono più acquosi e rapidamente distruttivi. Anche stress fisiologici o danni da freddo possono causare decolorazioni, ma non producono l’occlusione sistematica dei vasi osservabile in sezione.
La diffusione del Fusarium avviene principalmente attraverso il substrato contaminato, l’acqua di irrigazione e gli strumenti non disinfettati. Spore e clamidospore possono sopravvivere a lungo nel terreno, rendendo il problema persistente nel tempo. Per questo motivo la prevenzione è l’arma più efficace: substrati ben drenanti, irrigazioni corrette, vasi puliti e sterilizzazione degli attrezzi sono pratiche fondamentali per ogni collezionista.
Una volta che l’infezione è avanzata e ha interessato i fasci vascolari, le possibilità di intervento sono limitate. I fungicidi sistemici possono avere un’efficacia parziale solo nelle fasi iniziali, ma spesso non riescono a ripristinare la funzionalità dei vasi già occlusi. Nei casi gravi, l’unica soluzione resta l’eliminazione della pianta infetta per evitare la diffusione del patogeno all’interno della collezione.
Questo caso di Gymnocalycium documenta bene come il Fusarium non sia solo un “marciume”, ma una patologia vascolare complessa, capace di compromettere la fisiologia della pianta molto prima che i segni esterni diventino evidenti. Osservare le sezioni interne e riconoscere i “tappi” nei fasci è uno strumento diagnostico prezioso per comprendere cosa sta realmente accadendo all’interno dei nostri cactus.
In questo caso proverò a tagliare di netto poco sotto il colletto sino a trovare una sezione non troppo compromessa e proverò, dopo aver fatto asciugare a lungo il taglio, a far radicare la pianta in primavera
Come andrà a finire? Continua a seguirmi per scoprirlo...
Malattie e Cure | 03-02-26 10:40 | Visite: 61
Ti potrebbe interessare anche:
- 28-01-2026 Il genere Ancistrocactus
- 17-02-2025 Il genere Copiapoa
- 01-01-1970 Il genere Coleocephalocereus
- 06-06-2024 Il genere Ferocactus (il libro)
- 21-05-2024 Malattie: Fusarium sp.


Archivio News
Album Foto
Mercatino 
.jpeg)


Ha aggiornato la foto Profilo



