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Cornunghia e piante grasse

É davvero utile per le piante grasse?

La cornunghia (o farina di corna e unghie) è un concime organico ottenuto dalla macinazione/torrefazione di corna e unghie (soprattutto bovine). È ricca di cheratina e rappresenta una fonte di azoto a lenta cessione, con N tipicamente 12–16%, fosforo in quantità minore e potassio molto basso. Per la natura proteica e la lenta mineralizzazione, rilascia nutrienti in modo graduale e migliora la struttura del suolo come ammendante.

Il rilascio dell’azoto può iniziare dopo 3–4 settimane e proseguire per molti mesi, anche un anno.

Le succulente sono adattate a suoli poveri e drenanti; beneficiano di apporti nutritivi moderati e diluiti, soprattutto in contenitore dove il substrato si impoverisce nel tempo. La cornunghia, essendo lenta e non caustica, può sostenere la crescita evitando picchi di salinità tipici dei concimi pronti-solubili, purché usata in dosi contenute e con substrati ben aerati. Linee guida autorevoli per succulente raccomandano in generale fertilizzazioni leggere, poco azotate, durante la crescita (primavera–estate), spesso a mezza o un quarto di dose.

La cornunghia rilascia Azoto organico a lunga durata: la cheratina si mineralizza lentamente (mesi), assecondando ritmi di crescita lenti e riducendo il rischio di dilavamento. E' un buon Ammendamento fisico: le scaglie/granuli, rigonfiando e macerando, possono rendere il suolo più poroso e aerato (utile contro asfissia radicale). E' un prodotto naturale, comunemente indicato come consentito nei disciplinari di agricoltura biologica. E' povera però di Potassio.

Per piante in vaso consiglio come dose massima 8–10 g per 10 L di terriccio, uniformemente pre?miscelata e mai concentrata a contatto diretto con le radici. Una volta l'anno e dopo la prima bagnata a ripresa vegetativa già avvenuta. 

Per aiuole rocciose xerofile e agavi/yucche rustiche, le dosi pubblicate per giardini sono nell’ordine di 80–100 g/m², interrando superficialmente in tardo inverno/inizio primavera. 

Come sappiamo coltivare le succulente in terreni ricchi di Azoto è controproducente e rischioso: crescita debole/filata, maggiore suscettibilità a patogeni, squilibri idrici: per le succulente questo è un rischio tipico delle concimazioni spinte. 

Sulla base di quello che abbiamo visto quindi la cornunghia, a mio parere, non è un buon fertilizzante per le piante grasse, meglio usare qualcosa di più bilanciato con poco tenore di Azoto e più Potassio e Fosforo (esempio rapporto NPK: 2:4:8) . Se la si usa è d'obbligo farlo solo in attiva vegetazione e a dosi molto diluite; assolutamente da evitare in autunno–inverno per specie a riposo invernale. 

 

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La Coltivazione | 10-02-26 05:57 | Visite: 106

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