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Euphorbia sapinii

La pianta della settimana. Scheda tecnica 

Nome scientifico: Euphorbia sapinii De Wild.

Pubblicazione: Annales du Musée du Congo Belge, Botanique, série 5, 2: 290 (1908)

Famiglia: Euphorbiaceae

Sottofamiglia: Euphorbioideae

Tribù: Euphorbieae

Sottotribù: Euphorbiinae

Etimologia del genere: Euphorbia deriva da Euphorbos, medico greco del re Giuba II di Mauretania, al quale venne dedicato il genere per le proprietà medicinali delle piante.

Etimologia della specie: sapinii è dedicato probabilmente a Henri Sapin o a un collaboratore/collezionista botanico con il cognome Sapin, secondo l'uso botanico di dedicare specie ai raccoglitori o studiosi coinvolti nella scoperta.

DISTRIBUZIONE E HABITAT: Euphorbia sapinii è originaria dell'Africa tropicale centro-occidentale. È segnalata in Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Gabon e Repubblica Democratica del Congo. Cresce principalmente in biomi tropicali umidi, spesso in ambienti aperti o boscaglie tropicali. ([Plants of the World Online][2])

 

DESCRIZIONE:

Euphorbia sapinii De Wild., 1908 è una specie succulenta africana poco comune appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae, apprezzata dai collezionisti per il portamento caudiciforme e l'aspetto compatto. É interessante sia in fase vegetativa con le foglie che senza a riposo. È una specie rara in coltivazione e relativamente poco documentata rispetto ad altre Euphorbia. Si tratta di una pianta succulenta caudiciforme o arbustiva poco ramificata. Presenta un fusto principale che può raggiungere fino a circa 15 cm di diametro e un'altezza complessiva fino a circa 1 metro. I rami sono cilindrici, fino a 10 cm di diametro, e ricoperti da tubercoli disposti a spirale. Gli scudi spinosi sono rotondi e raggiungono circa 8 mm di diametro, mentre le spine sono corte e caducissime, lunghe fino a circa 12 mm. I fiori sono piccoli, riuniti in ciazi, di colore verde-giallastro. La pianta produce lattice bianco irritante tipico del genere. 

 

COLTIVAZIONE

Euphorbia sapinii è una specie relativamente lenta ma robusta se coltivata correttamente. Richiede posizione molto luminosa o pieno sole, con acclimatazione graduale. Necessita di substrato molto drenante composto prevalentemente da materiale minerale. Le annaffiature devono essere moderate durante la stagione vegetativa e ridotte in inverno. Personalmente le sospendo completamente in inverno. È sensibile ai ristagni idrici e al freddo prolungato; si consiglia di non scendere sotto i 10 °C. In coltivazione sviluppa apparato radicale superficiale ma espanso, quindi è preferibile usare vasi larghi piuttosto che profondi. 

 

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione avviene principalmente per seme. È possibile anche la propagazione per talea, ma le piante ottenute potrebbero non sviluppare un caudex  ben definito rispetto agli esemplari cresciuti da seme, come accade frequentemente nelle Euphorbia caudiciformi.

 

TOSSICITÀ

Come tutte le Euphorbia, produce lattice bianco irritante e tossico. Il contatto con la pelle può causare irritazioni e il contatto con gli occhi può risultare pericoloso. È consigliato maneggiare la pianta con guanti e tenerla lontana da animali domestici e bambini.

 

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Articoli | 11-04-26 11:56 | Visite: 114

Bellissima! Non la conoscevo ma la cercherò senz’altro..

Commento del 11-04-2026 20:20 di Nicola Gubiotti

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