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Afidi

Come riconoscerli e quando preoccuparsi

Chi coltiva piante grasse prima o poi si imbatte negli afidi. Spesso li si associa a rose o piante da orto, ma in realtà non disdegnano affatto anche i cactus e le succulente, soprattutto in primavera, quando i tessuti sono più teneri e ricchi di linfa.
Negli anni mi è capitato più volte di trovarli su Euphorbia, Adenium, Crassula e persino su alcuni Opuntia giovani. Per questo voglio spiegare come riconoscerli subito e quali rimedi funzionano davvero, senza ricorrere inutilmente a trattamenti pesanti anche perchè, lo dico subito, non sono poi così pericolosi (almeno direttamente).

Gli afidi sono insetti molto piccoli (1–3 mm), dal corpo molle. Possono essere: verdi,  neri, grigiastri o giallastri. Sulle piante grasse li si trova quasi sempre: sull'apice vegetativo, sulle cime in crescita e vicino ai boccioli fiorali. Hanno un apparato boccale pungente/succhiante, fatto apposta per perforare i tessuti della pianta e bere la linfa. Non masticano e non rosicchiano foglie o fusti, usano una specie di “ago” chiamato rostro (o stiletto): pungono la pianta e penetrano fino ai vasi linfatici succhiando la linfa, soprattutto quella del floema, ricca di zuccheri. I danni sono visibili solitamente solo se il numero di parassiti è elevato. È comunque un’azione continua e silenziosa: per questo spesso ce ne accorgiamo quando il danno è già visibile.

Un segnale tipico più visibile è la presenza di formiche che girano insistentemente sulla pianta: gli afidi producono una sostanza zuccherina (melata) di cui le formiche sono ghiotte. Solo raramente fanno danni importanti, generalmente si nota  crescita rallentata, danni estetici  o boccioli che seccano o non si aprono. Ma il vero problema è che gli afidi e le formiche che vengono attirate possono trasmettere virus e batteri. Anche se sulle succulente questo è meno frequente rispetto alle piante da orto, una pianta infestata a lungo può indebolirsi visibilmente e diventare più vulnerabile ad altri problemi (marciumi, funghi, cocciniglie).

Nel tempo ho imparato che prevenire è più efficace che curare. Le regole che seguo sempre sono evitare eccessi di concime, garantire aria e luce adeguate, controllare spesso la vegetazione nuova e isolare subito le piante sospette.
Un controllo veloce settimanale in primavera può evitare problemi seri più avanti. Se trovo afidi e sono pochi utilizzo un getto d’acqua delicato oppure li rimuovo con un cotton fioc imbevuto d’acqua. Altrimenti uso Sapone molle o sapone di potassio (10-15gr per litro). È uno dei rimedi che uso più spesso, va spruzzato direttamente sugli afidi, preferibilmente la sera, Il sapone agisce per contatto e non è sistemico, quindi va ripetuto dopo 4–5 giorni se necessario. 
Altro rimedio è l'olio di Neem (olio di neem), lo uso raramente ma è abbastanza efficace soprattutto in prevenzione o in caso di infestazioni ricorrenti. Agisce come repellente, quindi gli afidi sono incoraggiati ad andare altrove.
Attenzione a non usarlo su succulente con pruina, questo vale in generale per tutti gli olii.

In generale quindi non c'è da preoccuparsi troppo per pochi afidi sulle nostre piante grasse ma potrebbero anticipare problemi più seri se sottovalutati e non gestiti in tempo oppure se c'è un attacco numeroso.  Come dico spesso l'arma più potente è l'osservazione costante.

Nell'ultima foto una scena comune ma spesso sottovalutata: dove ci sono formiche su una succulenta, quasi sempre si nasconde una colonia di afidi. Tra questi due insetti esiste un patto antico: protezione in cambio di melata!

afidi_esempio_3.png afidi_cactus_zoom.jpeg

Malattie e Cure | 23-06-26 11:20 | Visite: 101

Caspita.. non sapevo che anche su succulente e cactus i nostri amici afidi.......

Commento del 25-06-2026 10:07 di Michele

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