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Gymnocalycium berchtii

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Nome scientifico: Gymnocalycium berchtii Neuhuber

Pubblicazione: Gymnocalycium — Mitteilungsblatt der Arbeitsgruppe Gymnocalycium der Deutschen Kakteengesellschaft, vol. 10 (3): 219–220, ill., 1997. Il typus è depositato all'Herbarium dell'Università di Vienna (WU), con il numero di raccolta Neuhuber 89-158.

Famiglia: Cactaceae Juss.

Genere: Gymnocalycium Pfeiff. ex Mittler, 1844

Sinonimi: Gymnocalycium poeschlii Neuhuber è stato trattato in letteratura come sinonimo di G. berchtii, sebbene la questione tassonomica relativa ad alcune forme locali, in particolare quella nota come LB 326 proveniente dalla Sierra del Morro, sia ancora oggetto di discussione tra gli specialisti del genere, con alcuni autori che la avvicinano piuttosto a G. morroense.

Etimologia del genere: Il nome Gymnocalycium deriva dal greco antico gymnós, che significa "nudo", e kályx, che significa "calice" o "bocciolo". Il riferimento è alla caratteristica morfologica distintiva dell'intero genere: i boccioli fiorali sono privi di spine, setole o peluria di qualsiasi tipo sulle squame del pericarpello e del tubo florale, a differenza di quanto si osserva nella gran parte degli altri generi di Cactaceae. Il genere fu proposto da Ludwig Karl Georg Pfeiffer e formalizzato da Ludwig Mittler nel 1844.

Etimologia della specie: L'epiteto specifico berchtii è un genitivo onorifico dedicato a Ludwig Carl Albert Bercht (1945–2021), chimico olandese, appassionato collezionista di Gymnocalycium e figura di rilievo nella comunità cactofila europea. Bercht fu a lungo editore del bollettino belga-olandese Succulenta e autore di una importante revisione del genere Gymnocalycium pubblicata su quella rivista nel corso degli anni Ottanta del Novecento. Fu anche coautore di diverse descrizioni di nuove specie nel genere.

Distribuzione e habitat: La specie è endemica dell'Argentina, dove è distribuita esclusivamente nella provincia di San Luis, nelle zone pedemontane settentrionali della Sierra de San Luis, a quote di circa 700 metri sul livello del mare. Cresce in ambienti aperti su suoli rocciosi o ghiaiosi, caratteristici della regione del Monte e del Chaco secco, dove le estati sono calde e abbastanza piovose, gli inverni freschi e secchi, e le precipitazioni annue si concentrano prevalentemente nei mesi caldi. Le piante si trovano spesso parzialmente infossate nel terreno, adattamento tipico delle specie geofitiche del genere, che consente loro di sfuggire alle temperature più estreme e all'irraggiamento diretto nella stagione più arida. Lo stato di conservazione secondo la Lista Rossa IUCN è Least Concern (LC), preoccupazione minima.

Descrizione: Gymnocalycium berchtii è una pianta solitaria, priva di tendenza a cespugliare, con portamento fortemente depresso-globulare, quasi discoidale, con l'apice leggermente affossato. Il fusto non supera i 2 cm di altezza, raggiungendo un diametro compreso tra 4 e 6 cm. La superficie è di colore grigio-nerastro, grigio-brunastro o grigio-verdastro, con tonalità che nei cloni in coltivazione possono virare verso il bruno-violaceo o il bronzeo a seconda dell'irraggiamento e della stagione. La radice è conica, a fittone, carattere tipico delle specie adattate a condizioni di scarsa disponibilità idrica superficiale. Le costolature, da 7 a 9, sono piatte e larghe, scarsamente rilevate. Le areole sono ovali, ricoperte da lanugine da biancastra a giallastra. Le spine, da 3 a 5 per areola, sono dritte, opache, di colore da marrone scuro a quasi nero, talvolta con l'apice più chiaro, e misurano tra 7 e 10 mm di lunghezza: non aggressive, appiattite e rivolte verso il corpo della pianta. I fiori, che compaiono in primavera e all'inizio dell'estate, sono imbutoformi e di dimensioni sorprendentemente grandi rispetto alla mole della pianta, raggiungendo una lunghezza di 5,3–7,9 cm e un diametro di 4,3–6 cm; il colore varia dal bianco perlato al rosa delicato. I frutti sono allungato-sferici, di colore grigio-verde, lunghi 2,1–4,2 cm e con un diametro di 0,9–2 cm.

Coltivazione: G. berchtii è una pianta di grande interesse per i collezionisti di Gymnocalycium, apprezzata tanto per il portamento compatto e il colore insolito del fusto quanto per la generosa fioritura primaverile. Richiede un substrato molto poroso e ben drenante, con una buona componente minerale: è consigliabile una miscela di terriccio universale di qualità in proporzioni ridotte (30–40%) abbinato a materiali inerti quali pomice, lapillo vulcanico, perlite grossolana o ghiaia fine di granulometria 2–4 mm, così da replicare i suoli ghiaioso-rocciosi del suo habitat naturale. La concimazione deve essere moderata e mai eccessiva in azoto: è preferibile un fertilizzante a basso tenore azotato e più ricco di fosforo e potassio, somministrato in piccole dosi durante la stagione vegetativa. L'esposizione ideale è a luce intensa ma non in pieno sole diretto nella parte più calda della giornata, poiché come molti Gymnocalycium con epidermide scura può subire danni da scottatura in condizioni di irraggiamento troppo intenso; una leggera ombreggiatura nelle ore centrali estive è consigliabile alle latitudini mediterranee. Le innaffiature si effettuano regolarmente da primavera avanzata a fine estate, sempre lasciando asciugare completamente il substrato tra un'irrigazione e la successiva; in autunno si diradano progressivamente e in inverno vanno sospese quasi del tutto. Il riposo invernale è fondamentale per stimolare la fioritura e il benessere generale della pianta: una temperatura minima di 5–8°C è consigliabile, anche se la pianta tollera brevi gelate leggere in condizioni di assoluta secchezza del substrato. La coltivazione in piccoli vasi di terracotta favorisce una corretta alternanza tra bagnato e asciutto. Grazie alle sue dimensioni contenute, si presta ottimamente alla coltivazione in collezioni di serra fredda o su davanzali molto luminosi.

Moltiplicazione: La riproduzione avviene quasi esclusivamente per seme, poiché G. berchtii è una specie solitaria che non produce polloni laterali. La semina si esegue preferibilmente in primavera, su substrato molto drenante e fine (sabbia di quarzo mescolata a torba o cocco in parti uguali), mantenendo il contenitore umido e a temperature costanti tra 20 e 24°C, in posizione luminosa ma non esposta al sole diretto. La germinazione avviene generalmente entro 2–3 settimane. Le plantule crescono lentamente e devono essere tenute umide più a lungo rispetto alle piante adulte nel loro primo anno di vita. L'innesto su portinnesto vigoroso come Echinopsis o Trichocereus è talvolta praticato per accelerare la crescita di esemplari giovani o per preservare forme particolarmente apprezzate, sebbene gli esemplari su radice propria siano generalmente considerati più longevi e morfologicamente fedeli alle caratteristiche della specie in habitat.

 

Non ho questa specie nella mia collezione, la foto è tratta da www.reddit.com

Gymnocalycium_berchtii.jpg


Articoli | 19-06-26 08:38 | Visite: 125

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