Articolo

Pilosocereus gounellei

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Nome scientifico

Pilosocereus gounellei (F.A.C.Weber ex K.Schum.) Byles & G.D.Rowley

Pubblicazione

La combinazione nel genere Pilosocereus fu pubblicata da Byles e Rowley nel 1957, in Cactus and Succulent Journal of Great Britain. Di recente, nel 2020 Pâmela Lavor e Alice Calvente hanno proposto lo spostamento della specie nel nuovo genere Xiquexique

Famiglia

Cactaceae, sottofamiglia Cactoideae, tribù Cereeae

Genere

Pilosocereus (o Xiquexique, secondo la classificazione più recente sopra citata)

Sinonimi

Pilocereus gounellei, Cephalocereus gounellei, Cereus gounellei, Pseudopilocereus gounellei, Pilocereus setosus. La specie comprende inoltre diverse sottospecie a seconda degli autori, tra cui gounellei, zehntneri, braunii e frewenii, alcune delle quali in passato erano considerate specie a sé stanti.

Etimologia

Pilosocereus deriva dal latino pilosus, peloso, unito a Cereus, genere storico di cactus colonnari a cui questo era originariamente ascritto: il significato complessivo è quindi cereus peloso, in riferimento alla folta pelosità delle areole e dei boccioli fiorali tipica del genere. L'epiteto specifico gounellei è un omaggio all'entomologo francese Pierre-Émile Gounelle (1850-1914), che raccolse esemplari in Brasile.

Distribuzione e habitat

Specie originaria del Nordest del Brasile, dove vegeta nella Caatinga, il bioma di vegetazione xerofila e semiarida caratterizzato da lunghe stagioni secche. È segnalata in numerosi stati brasiliani, tra cui Bahia, Pernambuco, Paraíba, Ceará, Piauí, Alagoas, Sergipe, Rio Grande do Norte e Maranhão. Cresce tipicamente su suoli rocciosi o sabbiosi poveri, spesso in associazione con altre cactacee e con arbusti spinosi caducifogli, in un ambiente sottoposto a forte stress idrico stagionale.

Descrizione

È un cactus arbustivo, ramificato fin dalla base con portamento a candelabro, che in habitat forma cespugli bassi e massicci tendenti a espandersi più in larghezza che in altezza, anche se in alcune popolazioni può raggiungere diversi metri di sviluppo verticale. I fusti sono cilindrici, di colore verde oliva o grigio-verde, con 8-15 costole percorse da solchi trasversali che danno ai fusti un aspetto lievemente segmentato. Le areole portano da 1 a 10 spine centrali ascendenti, lunghe indicativamente tra 1 e 13 centimetri, e da 10 a 20 spine radiali più corte, di 6-30 millimetri, di colore variabile dal dorato al rossiccio, al bruno o al grigiastro con l'età. I boccioli fiorali sono avvolti da una pelosità lunga e setosa, carattere distintivo del genere. I fiori sono bianchi, imbutiformi, lunghi 4-9 centimetri con un diametro di 2,5-6 centimetri, e si aprono di notte: l'impollinazione è affidata principalmente ai pipistrelli. I frutti sono globosi o globoso-depressi, di 4,5-6 centimetri di diametro, deiscenti per una fessura basale o apicale, con polpa che può essere bianca o color magenta a seconda delle popolazioni, ed è commestibile.

Coltivazione

Richiede un substrato minerale molto drenante, con un'elevata percentuale di sabbia grossolana, pomice o lapillo, e un'esposizione in pieno sole per sviluppare una spinosità e una colorazione tipiche. Le innaffiature vanno concentrate nella stagione vegetativa e sospese quasi completamente in inverno. Non tollera il gelo: temperature che scendono sotto i 4-5 gradi possono causare danni ai tessuti, per cui in climi con inverni rigidi va coltivata in vaso e ricoverata al riparo nei mesi freddi, oppure protetta se messa a dimora in piena terra in zone a clima mite. È una specie a crescita relativamente rapida rispetto ad altre colonnari della Caatinga, il che la rende gratificante anche in coltivazione in vaso.

Moltiplicazione

Si moltiplica sia per seme sia per talea. La semina richiede substrato sterile, drenante e temperature calde e costanti, con germinazione generalmente non difficile se i semi sono freschi. La talea si preleva da porzioni di fusto o da rami laterali, che vanno lasciati asciugare e callizzare per alcuni giorni prima di essere posti su substrato drenante appena umido, dove radicano con relativa facilità grazie al vigore tipico della specie.

 

Foto da botanicalarchive.com

PilosocereusgounelleiHU126SEEDS1.jpg


Articoli | 24-07-26 11:51 | Visite: 138

(Per aggiungere il TUO commento effettua l'accesso dall'area LOGIN oppure Registrati!)

Ti potrebbe interessare anche:

« Indietro  | 1172 di 1201 | Avanti »