Articolo
Le mie piante grasse. Un regalo inaspettato
Quanto é raro vedere la prima e la seconda edizione insieme?
Ci sono regali che pesano più dei chili dichiarati sulla bilancia. Questo è uno di quelli.
Ignazio, un amico vero, di quelli che non hanno bisogno di occasioni per farti un regalo, sapeva della mia passione e si è presentato con due copie de Le mie piante grasse di Giuseppe Lodi. Non una edizione qualsiasi: la prima, del 1979, e la seconda, del 1997. Introvabili già allora, figuriamoci oggi. É un tesoro considerato la bibbia per gli amanti delle piante grasse, e che già negli anni novanta chi lo cercava usato faceva la fila nelle poche librerie che ne avevano una copia, quando andava bene. Allora costava nuovo ben 30mila lire!
Dietro quelle pagine c'era un uomo che la sua serra all'Orto Botanico di Bologna la conosceva pianta per pianta. Chi lo ha incontrato racconta che arrivava puntuale alle 11,30 ogni giorno, e che nonostante gli 82 anni era ancora incredibilmente autonomo, con le mani sempre tra vasi da annaffiare e piantine da impollinare. Quella serra era conosciuta da tutti, familiarmente, come "la serra di Lodi". Un uomo sordo , che si portava dietro cataloghi e riviste straniere per passare il tempo, ma che si illuminava davanti al pubblico delle mostre-mercato. Leggere oggi il suo libro significa un po' passeggiare in quella serra insieme a lui.
Devo confessare una cosa che mi imbarazza un po'. Io con le piante grasse ho iniziato proprio con questo libro ma non in una libreria polverosa... Ho iniziato negli anni novanta, con qualche pagina scaricata da internet, di nascosto, sul computer di casa, senza sapere bene cosa stessi leggendo davvero. Erano frammenti di un testo che non sapevo dove mi avrebbe portato ma sapevo che già in quegli anni era una leggenda introvabile per chi lo cercava davvero.
Tenere oggi tra le mani entrambe le edizioni, con la copertina consumata dal tempo, con l'odore di carta antica e non dal mio schermo, è stato un po' come chiudere un cerchio aperto trent'anni fa. Ignazio non poteva saperlo, ma mi ha regalato l'origine di tutto, non solo un libro.
Lo sfoglierò con calma, senza fretta. E ogni tanto penserò che a volte i regali più belli non sono quelli pensati a tavolino, ma quelli che arrivano semplicemente perché qualcuno si ricorda di chi sei.
Per chi é molto giovane o per chi non conoscesse questo libro si tratta di un volume di oltre 270 pagine con 825 illustrazioni tra bianco e nero e colori, e sedici tavole fuori testo a colori. Lodi racconta al suo interno solo le piante che ha realmente avuto e coltivato di persona, circa cinquecento specie su le diecimila conosciute, e questo per me fa tutta la differenza. Non è un catalogo compilato a tavolino ma un libro scritto sul filo dei ricordi e dell'esperienza diretta, dove ogni nota di coltivazione nasce dall'osservazione pratica dell'autore.
La prima parte è dedicata a come, dove e quando coltivare le piante grasse, con descrizioni delle condizioni ambientali in cui crescono allo stato selvatico che trovo particolarmente affascinanti. Le fotografie, soprattutto quelle a colori, rendono giustizia alle fioriture delle succulente, che restano tra le cose più belle da vedere in natura anche se, come giustamente ricorda Lodi, arrivano solo al termine di un lavoro lungo e paziente.
Articoli | 30-07-26 17:50 | Visite: 156
Ti potrebbe interessare anche:
- 02-06-2026 Zolfo e piante grasse
- 24-02-2026 Lumache e piante grasse
- 10-02-2026 Cornunghia e piante grasse
- 02-12-2025 Cactus e frattali: la geometria nascosta delle piante
- 21-05-2025 Gli errori più comuni nella coltivazione delle piante grasse e come

Archivio News
Album Foto
Mercatino 
.jpeg)

Supporta la missione di UnsitodelCacus






