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Cochemiea poselgeri
La pianta della settimana. Scheda tecnica
Nome scientifico: Cochemiea poselgeri (Hildm.) Britton & Rose
Pubblicazione: Britton, N.L. & Rose, J.N., The Cactaceae, vol. 4, p. 22 (1923). Carnegie Institution of Washington. [GBIF]
Famiglia: Cactaceae. Sottofamiglia: Cactoideae. Tribù: Cacteae.
Genere: Cochemiea (K.Brandegee) Walton.
Sinonimi: Mammillaria poselgeri Hildm. in Gart.-Zeitung (Berlin) 4: 559 (1885); Mammillaria roseana Brandegee in Zoe 2: 19 (1891); Cochemiea roseana (Brandegee) Walton in Cact. J. (London) 2: 51 (1899); Mammillaria radliana Quehl in Monatsschr. Kakteenk. 2: 104 (1892); Mammillaria radleana K.Schum. in Monatsschr. Kakteenk. 2: 104 (1892), variante ortografica.
Etimologia del genere: Il nome del genere Cochemiea fu inizialmente proposto dalla botanica americana Mary Katharine Brandegee come sottogenere di Mammillaria nel 1897, ed elevato a genere autonomo dal botanico britannico Frederick Arthur Walton nel 1899 nel Cactus Journal 2: 50. Il nome onora la tribù indigena estinta dei Cochimí, che abitava storicamente la penisola della Baja California, la regione di origine naturale di queste piante.
Etimologia della specie: Il nome specifico poselgeri fu assegnato da Heinrich Hildmann nel 1885, in onore del botanico tedesco Heinrich Poselger (25 dicembre 1818 – 4 ottobre 1883) fu un botanico specializzato nello studio delle piante succulente; tra il 1849 e il 1851 raccolse piante, in particolare cactus, lungo il confine tra Stati Uniti e Messico, e le sue collezioni vennero inviate all'erbario di Jena. Risiedeva a Berlino, dove manteneva una notevole raccolta di succulente.
Distribuzione e habitat: Cochemiea poselgeri è endemica dello stato messicano di Baja California Sur. È una specie piuttosto comune, con distribuzione che si estende da San Ignacio verso sud fino alla regione del Capo, ed è presente anche su numerose isole adiacenti nel Golfo di California. La specie si trova nelle ecoregioni del Deserto di Vizcaíno, del Deserto della Costa del Golfo, della Pianura di Magdalena e delle terre basse del Capo. Cresce su aree pianeggianti sabbiose, su rocce e appesa a falesie e creste, solitamente tra 0 e 120 metri di quota. Le specie associate nel suo habitat includono Cochemiea fraileana, Cochemiea schumannii, Cochemiea dioica, Lophocereus schottii, Stenocereus gummosus, Echinocereus brandegeei, Pachycereus pringlei, Ferocactus townsendianus, Cylindropuntia molesta, Opuntia invicta e Jatropha cinerea.
Descrizione: Cochemiea poselgeri cresce in cespi ramificati dalla base, formando grandi colonie. I fusti sono cilindrici, fino a 2 metri di lunghezza e circa 4 cm di diametro, spesso pendenti sulle rocce. I tubercoli sono triangolari, leggermente arrotondati all'apice e distanziati tra loro. Le ascelle sono lanose con qualche setola. Le areole sono bianche e lanose; la spina centrale è uncinata, lunga 1,5–2 cm; le spine radiali sono fino a 8, lunghe circa 1 cm, di colore bruno con punte biancastre. I fiori sono rossi, di circa 3 cm, con margini sinuosi e caratteristicamente asimmetrici, a forma imbutiforme con stimmi allungati e vistosi che sporgono dal fiore. I frutti sono rossi, da sferici a ovoidali allungati, di 6–8 mm di diametro. La fioritura avviene a fine estate e in autunno; i fiori sono adattati all'impollinazione da parte dei colibrì, che vengono attratti dal colore acceso e dalla forma tubolare del perigonio.
Coltivazione: Il genere Cochemiea predilige un'esposizione a pieno sole in posizioni ben arieggiate. Tollera temperature minime intorno ai 5 °C, pertanto è consigliabile ripararlo durante i mesi invernali. L'innaffiatura va effettuata dalla primavera all'autunno solo quando la terra é asciutta, sospesa del tutto in inverno. Il substrato ideale è ben drenante, preferibilmente arricchito con materiali inerti quali pomice, sabbia grossolana o lapillo. Non sopporta il gelo persistente; in caso di rischio di gelate deve essere ricoverato all'interno, su un davanzale soleggiato o sotto una lampada da coltivazione. I vasi devono essere dotati di fori di drenaggio e il terriccio deve contenere una quota elevata di materiale minerale, idealmente tra il 70 e l'80% di granuli inerti come sabbia grossolana, pomice o perlite. Il rinvaso è necessario ogni due-tre anni data la crescita lenta della specie, che la rende adatta sia alla coltivazione in vaso al chiuso sia in serra fredda.
Moltiplicazione: La propagazione delle Cochemiea avviene per seme o per talea. La semina è preferibile in primavera, con temperature comprese tra 21 e 27 °C, in substrato soffice mantenuto umido fino alla germinazione, che avviene in 7–14 giorni. La propagazione per talea è il metodo più rapido: si prelevano i germogli laterali dal cespo, si lasciano essiccare per alcuni giorni affinché la ferita cicatrizzi e si interrano in substrato minerale asciutto a temperatura ambiente. Le radici compaiono generalmente entro tre-quattro settimane. Per entrambi i metodi è indispensabile evitare il ristagno idrico, causa principale di marciumi radicali.
Articoli | 29-05-26 05:58 | Visite: 89
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