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Lophophora lutea

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Famiglia : Cactaceae

Nome scientifico : Lophophora lutea

Sinonimia: Lophophora diffusa; Lophophora echinata var lutea; Lophophora ziegleri.

 

Etimologia: Il nome deriva dal greco lophos, che significa cresta, e phoreo, che significa porto, per le areole prive di spine ricoperte da ciuffi lanosi.  Lemaire lo collocò in Anhalonium, un genere da lui creato ma che non è più riconosciuto.

La specie lutea deriva da lúteus giallo: di colore giallo per la peluria delle areole. Il sinonimo diffusa deriva dal fatto che la costolatura non é ben marcata.

 

Origine: Messico: valli desertiche vicino a Vizarron, Bucareli eToliman ad altitudini tra i 1300 e 1800 slm.

 

Descrizione: Per lungo tempo si è pensato che questo genere comprendesse la singola specie Lophophora williamsii;  oggi invece vi appartengono altre specie oltre a diverse varietà di L. williamsii.  Una classificazione esatta non è stata ancora raggiunta, però, per diversi motivi: le piante non crescono in abbondanza e sono distribuite su una vasta area;  e dono soggette a un certo grado di variabilità. 

Questa specie però  si trova in un solo areale ben definito.

Da giovane é "solitaria", con gli hanni accestitono formando cespi. Alcuni esemplari però lo fanno molto prima di altri.

Come aspetto é molto simile a Lophophora williamsii;  ma ha coste appena tubercolate divise da solchi sinuosi non ben definiti, peluria giallastra lanosa, e fiori più grandi, dal rosa al bianco, il riflesso del polline li fa sembrare quasi gialli. 

L'epidermide é verde glauco a differenza della L. williamsii che é più verde azzurro.

I frutti rossi allungati si formano tra la lana all'apice della pianta.

Semi sferici neri di 1mm.

 

 

 

Curiosità: Il Peyote è famoso perchè è stato usato per secoli dai nativi americani in riti religiosi e sciamanici per gli effetti mistici che causa quando viene ingerito. Contiene infatti un ampio spettro di alcaloidi, delle sostanze psicotrope, il principale dei quali è la mescalina. Per questo motivo in molti stati tra cuiattualmente ne è stata limitata la coltivazione. Solo ai membri della comunità religiosa Native American Church è stato concesso un utilizzo legale. Si dice che sia stato usato anche da Allen Ginsberg per scrivere una delle sue poesie più celebri: Urlo.

La parte superiore del cactus (corona),venivano tagliati orizzontamlmente a dischi (pulsanti) e fatti seccare. Erano poi generalmente masticati o bolliti in acqua per produrre un tè. L'infusione risultante è estremamente amaro e, in molti casi, genera nausea e mal di testa prima della comparsa degli effetti psichedelici. 

Tuttavia le piante coltivate hanno solo tracce dell'alcaloide presente nelle piante selvatiche ed il loro effetto è minimo e quasi del tutto assente.

 

Coltivazione: nonostante il nome é rara in coltivazione. E' una pianta semplice da coltivare, é ancora controverso il fatto se questa specifica specie possa essere commercializzata e coltivata in Italia perché l'elenco delle piante ufficialmente proibite cita esplicitamente la sola specie williamsii.

Questa specie contiene principalmente pellotina che é sempre un alcaloide come la mescalina ma a differenza di questa non produce allucinazioni ma sonnolenza e vomito. In un prossimo post approfondirò questo argomento.

Il ciclo vegetativo segue la maggior parte delle Cactaceae, va bagnata dalla primavera all'autunno solo se completamente asciutta. Può andare in dormienza estiva se le temperature minime non scendono sotti i 25/30 gradi.

É necessario usare vasi profondi per ospitare la sua grossa radice. Richiede terriccio minerale che non faccia fatica ad asciugare.

In inverno tenere asciutta in posizione luminosa e areata.

 

Riproduzione: da seme.

 

 

Ringrazio Leopoldo Romano di Wild Cactus Nursery per l'ultima foto

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Articoli | 29-07-23 08:20 | Visite: 873

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