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Terricci e composte. Quale scegliere?

Come preparare un buon terriccio per i nostri Cactus!

 

Quando si compra una pianta al supermercato o in qualche vivaio la prima operazione che si dovrebbe fare è svasarla, rimuovere delicatamente la terra e controllare le radici per poterla poi rinvasare con un vaso di dimensioni adeguate ed una composta ad hoc.

Esistono in commercio dei terricci già pronti appositi per cactus, si trovano nei garden o nei grossi ipermercati (ad esempio COMPO CACTEA®, o Vigor Plant Cactus®). I prezzi ad oggi sono di circa 90 centesimi di euro per litro. Non proibitivo ma nemmeno troppo economico se si hanno numerose piante da rinvasare.

Per chi volesse invece prepararsi il terriccio da se in modo semplice ed economico puo' preparare una composta "base" o "standard" che va bene per la maggior parte delle cactacee e adattarlo di volta in volta aumentando o diminuendo la quantità di inerti per renderlo più o meno poroso e quindi drenante. 

Per preparare questa miscela standard basta miscelare in parti uguali:

- terriccio universale

- terra comune di campo

- sabbione di fiume (non sabbia di mare)

In alternativa se abbiamo difficoltà a reperire la terra comune di campo o di giardino possiamo miscelare in parti uguali terriccio universale e sabbione.

Per piante difficili, rare, con esigenze particolari, inclini a marciumi o a cui teniamo in particolar modo possiamo pero' fare di meglio, molto meglio!
Una composta ben equilibrata, insieme alla luce e alle irrigazioni è indispensabile per far crescere bene e in salute le nostre piante. Si trovano spesso su forum o siti specializzati formule con ricette per preparare i nostri substrati.

Oltre alla sabbia esistono numerosi inerti da poter miscelare nel terreno per renderlo più o meno drenante, più leggero/pesante o per cambiare il valore del ph (acidità).

Tra questi i più comuni sono: argilla espansa, vermiculite, agriperlite, pomice, pozzolana, akadama, bentonite, zeolite, lapillo vulcanico... Ognuno di questi ha sia pregi che difetti ma è bene conoscerli e sapere come si usano. (per maggiori dettagli leggi qui)

 

Come sapere se ho preparato una buona miscela?

Ci sono due prove empiriche che ci possono aiutare a capirlo.

a) La prima consiste nel chiudere nella mano un poco di terra. Riaprendo la mano la composta dovrebbe tenere per un po la forma del pugno sino alla minima scossa.

b) La seconda prova che a mio avviso è la più importante è quella di mettere in un bicchiere  o un vaso di plastica la composta e immergerla in un sottovaso con acqua (il livello dell'acqua deve essere al di sotto della superficie della terra del vaso). L'acqua per capillarità salirà sino ad inumidire la superficie della terra. Una buona composta dovrebbe inumidirsi completamente entro alcuni minuti (2/3), non troppo velocemente e non troppo lentamente. Se si inumidisce troppo lentamente si asciugherà altrettanto lentamente quindi dobbiamo aggiungere sabbione e/o inerti per rendere la composta più drenante.

 

Altri consigli:

Sembrerà banale ma affidatevi anche al vostro olfatto. Un buon terriccio ha sempre un buon odore di bosco. Diffidate da terricci economici da 1 o2 euro del supermercato. Ci sarà pure un motivo se sacchi di buon terriccio arrivano a costare 8/10 euro. 

Ricordiamoci infine di scegliere sempre vasi in plastica o in coccio con fori per drenaggio, di riporre sul fondo almeno uno o due cm di sassi o argilla espansa per evitare ristagni d'acqua sulle radici e di non usare sottovasi.

Un altro importante consiglio é quello di setacciare la composta e scartare le parti più piccole di 0,5mm, per farlo può risultare utile allo scopo un colino da cucina. Questa accortezza rende il terriccio più areato e permette  alla terra di non compattarsi asfissiando le radici. Solitamente per piccole piante o per la semina filtro anche con un setaccio a maglia da 7/8mm per escludere parti troppo grandi. Le parti escluse le uso per il fondo del vaso. 

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Dom 25 Agosto 2019 alle 23:40 | Autore: Sergio | Visite: 2760

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