News

Impollinazione artificiale

Le api ci perdoneranno...

L'impollinazione è il trasporto di polline dalla parte maschile (antere) a quella femminile (pistilli) dell'apparato riproduttivo della stessa pianta o di piante diverse.

Anche nei cactus come nella maggior parte delle piante questo passaggio avviene in modo naturale tramite insetti (api, farfalle, formiche ecc) o agenti esterni come il vento ad esempio.

L'impollinazione permette di produrre frutti e al loro interno i semi per poter riprodurre le nostre piante.

La moltiplicazione da seme è molto più interessante, seppur più lenta di altri metodi (ad esempio la talea) perchè puo' produrre cloni con caratteristiche differenti. Questo di solito avviene dopo più generazioni di incroci, ma già dopo un passaggio alcuni esemplari potrebbero avere caratteristiche interessanti (anche se non stabili). 

Solitamente si impollinano piante dello stesso genere ma, i thailandesi e i giapponesi ne sono esperti, si possono incrociare generi anche apparentemente molto diversi tra loro (ma comunque affini). Come esempio basta pensare al genere Leuchtenbergia. Il suo polline è usato per ibridare, tra gli altri, Ferocactus (Ferobergia) e Astrophytum (Astrobergia) generando incroci con tubercoli e spine molto pronunciate.

Molti storceranno il naso, lo so, ma io trovo sempre interessante sperimentare e ritengo che la semina sia una delle parti più emozionanti della coltivazione.

Ma andiamo al sodo, considerazioni a parte, esistono tanti modi per "sostituirci alle api": dal semplice cotton fiock, al pennellino, ad un fil di lanao alle semplici dita.  Oggi però vorrei parlarvi di un metodo che facilita l'impollinazione e che ultimamente sto usando con successo. Questo metodo è stato probabilmente usato inizialmente per i fiori del genere Gymnocalycium i cui fiori non si aprono totalmente esponendo i pistilli.

Per procedere abbiamo bisogno di una semplice lametta, io uso quelle usate per gli innesti. Si tagliano circolarmente i petali con la lametta quando il fiore è ancora chiuso facendo ovviamente attenzione a non tagliare al centro i pistilli che dobbiamo appunto impollinare. Si asportano i petali ed gli stami (filamenti e antere) che riporremo da parte per l'impollinazione.
A questo punto i pistilli saranno ben visibili e sarà molto più facile trasferirgli il polline sopra con un pennellino (o a volte mi capita di poggiargli sopra direttamente le antere con una pinzetta).

Ci sono almeno 2 motivazioni per cui consiglio di usare questo trucco: il prmo motivo è puramente pratico, scoprendo i pistilli è molto più semplice metter su il polline soprattutto nei fiori che sono già vecchi di qualche giorno o che si stanno chiudendo.

Il secondo motivo è che spesso le piante che vogliamo impollinare non fioriscono contemporaneamente e, anche se è possibile conservare il polline nel frgorifero per alcuni giorni (cosa che ho provato ma con scarsi risultati), tagliare il fiore e recuperare il polline quando la pianta non ha ancora fiorito ci permette un intervallo di tempo più lungo. Sempre a patto che il polline sia maturo e lo stigma sia ricettivo (apiccicoso).

Se possibile tutto questo va fatto in una bella giornata calda, possibilmente poco umida, metà giornata è ideale (se ci pensate perchè la maggior parte dei fiori si apre in questo momento del giorno?). Se vogliamo impollinare generi i cui fiori si aprono solo la notte... bhè... ti dovrai mettere la sveglia... o lasciar fare alle farfalle! 

E tu? Hai mai fatto l'ape? Neanche a carnevale? Scrivilo nei commenti!

 

 

Nelle foto sotto potete vedere la tecnica applicata su ibridi di Astrophytum asterias.

fb2ccb86-6a54-4b4f-a8fd-237c856dc7c3.jpg 25a5d98a-97f9-4d19-b798-8e6bfc47fcda.jpg 94761011-ade3-4991-981a-f8281aca9885.jpg

News | 10-08-2019 11:55 | Autore: Sergio | Visite: 253

Commenta prima degli altri!

Ti potrebbe interessare anche:

14-06-2013 Rubriche: L'impollinazione

« Precedente | Articolo 556 di 572 | Successivo »