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Spinagione di Echinocactus grusonii

Varietà e cultivar a confronto

Uno dei cactus per antonomasia è sicuramente l’Echinocactus grusonii (nome in onore del collezionista tedesco Hermann Gruson) anche conoscuto come “golden barrel cactus” o “cuscino della suocera”. E' ammirato per la sua forma globosa e la spinagione dorata e per le imponenti dimensioni.

 

E' originario del Messico ma ormai in natura è difficile trovarne perchè la raccolta indiscriminata e la cementificazione ne hanno ridotto drasticamente gli esemplari. Nello Stato messicano del Queretaro e compreso tra l’altopiano di Vista Hermosa e il canyon che conduce al Rio Moctezuma, il suo habitat è stato devastato dalla costruzione di un invaso artificiale per alimentare una centrale idroelettrica.

 

Oggi volevo parlarvi di alcune differenze di spinagione di alcuni miei esemplari di Echinocactus grusonii che a mio avviso non possono mancare in una collezione. Alcuni collezionisti non sono concordi ad affermare che si tratti di vere e propriè varietà distinte ma a noi basta saperne distinguere le differenze.

Una prima distinzione, banale va fatta sul colore delle spine, la specie "classica" ha spine giallo oro ma esistono come sappiamo grusonii a spine bianche: Echinocactus grusonii var. albispinus (o impropriamente albina o albispina).

 

Per quanto riguarda propriamente le spine invece una varietà molto interessante è il Echinocactus grusonii var. subinermis (spesso si trova anche come: var. inermis) con spine molto corte (pochi millimetri). Esistono poi cultivar con spine cortissime o del tutto assenti che non sono riconosciute come varietà in quanto ricreate artificialmente: Echinocactus grousoni f. nudum ed Echinocactus grusonii cv. Togenashi Kinshachi.

 

Più dibattuto è l'Echinocactus grusoni varietà horridus oppure "intertextus", il primo con le spine molto pronunciate e lunghe e l’altro con la spina centrale ricurva che alcuni non considerano vere e proprie varietà perchè ritengono che questi cambiamenti derivino principalemente dall'esposizione al sole.

 

Una varietà, ancora poco conosciuta, ma molto apprezzata dai collezionisti, è la varietà o meglio forma setispinus cv. Scarascia. E' identico come forma alle altre ma ma le spine sono di colore bianco-giallastro, molto sottili, diventano più lunghe con l'età, raggiungono sino i 7 cm.

 

Per tutti la coltivazione è semplice, sono piante resistenti anche se a crescita lenta. Le uniche due accortezze da usare sono coltivarle in terriccio ben drenante e che siano collocate in posizione molto luminosa. Gli unici esemplari leggermente più sensibili sono le forme senza spine.

Gli esemplari adulti per mantenere la classica forma globosa ed una spinagione robusta hanno bisogno di sole diretto anche in estate, quelli giovani (sino a 3/4 anni) meglio invece proteggerli in estate.

 

 

Nelle foto qui sotto alcune differenze di spine nei miei esemplari

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Articoli | 11-11-20 08:17 | Autore: Sergio | Visite: 104

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