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Dactylopsis digitata

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Nome scientifico: Mesembryanthemum digitatum Aiton

Pubblicazione: Hortus Kewensis, ed. 2, 2: 181 (1789)

Famiglia: Aizoaceae

Genere: Mesembryanthemum L., genere tipo della sottofamiglia Mesembryanthemoideae, entro cui il vecchio genere segregato Dactylopsis N.E.Br. è oggi incluso come sinonimo

Sinonimi: Dactylopsis digitata (Aiton) N.E.Br. (1926), nome a lungo prevalente in orticoltura e ancora oggi diffuso nei semenzai e nella letteratura amatoriale; Phyllobolus digitatus (Aiton) Gerbaulet (1997), combinazione usata nella revisione di Phyllobolus; Mesembryanthemum digitiforme Thunb.; Gibbaeum digitiforme; e le combinazioni relative alla sottospecie littlewoodii, ovvero Mesembryanthemum digitatum subsp. littlewoodii (L.Bolus) Klak, Dactylopsis digitata subsp. littlewoodii (L.Bolus) Klak e Phyllobolus digitatus subsp. littlewoodii (L.Bolus) Gerbaulet.

Etimologia: il nome generico Dactylopsis deriva dal greco dáktylos, dito, e dalla desinenza -opsis, aspetto, apparenza, quindi letteralmente dall'aspetto di dito, in riferimento alla forma delle foglie. L'epiteto specifico digitata deriva dal latino digitus, dito, con il significato di fornita di dita, dita, ancora una volta un riferimento diretto alla morfologia fogliare cilindrico-digitiforme che caratterizza la specie.

Distribuzione e habitat: specie endemica di un'area ristretta del Sudafrica occidentale, nel Northern Cape, concentrata nella regione del Knersvlakte tra Vanrhynsdorp e Vredendal, lungo il corso del fiume Olifants, con diffusione verso nord fino a Bitterfontein. Cresce su pianori di scisto affiorante ricoperti da ciottoli di quarzo bianco, un microhabitat tipico del Knersvlakte condiviso con numerose altre mesembriantemacee mimetiche. Il clima della zona è caratterizzato da piogge invernali e siccità estiva marcata, con precipitazioni complessivamente scarse.

Descrizione: pianta succulenta pressoché acaule o con fusto molto ridotto, prostrato e bruno con l'età, a radici ingrossate e fascicolate, che forma cuscinetti o tappeti compatti. Le foglie sono carnose, cilindrico-terete, digitiformi, di colore verde grigiastro, lisce e cerose al tatto, lunghe fino a 10-11 centimetri, con cellule vescicolari (le tipiche bollicine epidermiche di molte Aizoaceae) quasi del tutto assenti. Le foglie emergono a coppie di lunghezza disuguale dalla guaina della coppia fogliare precedente, disposte ad angoli irregolari, il che produce il caratteristico effetto a pollice e dito racchiuso in un guanto da cui derivano sia il nome scientifico sia i nomi comuni afrikaans duim-en-vinger e vingerkanna. I fiori sono piccoli, sessili o subsessili, solitari, bianchi o color crema, con calice a cinque lobi ottusi e petali lineari filamentosi; si aprono dalla fessura tra le due foglie dopo la crescita invernale e restano aperti giorno e notte anche per diverse settimane prima di appassire. Il frutto è una capsula a cinque loculi. Durante il periodo di riposo estivo le foglie si raggrinziscono quasi completamente e le guaine argentee disseccate persistono a protezione dei tessuti vivi sottostanti.

Coltivazione: trattandosi di una mesembriantemacea a ciclo invernale, tipica delle formazioni quarzitiche del Knersvlakte, la coltivazione deve rispettare la stagionalità inversa rispetto a molte succulente estive. Richiede esposizione in pieno sole o luce molto intensa, substrato minerale estremamente drenante, ricco di sabbia grossa e materiale inerte, povero di sostanza organica. La crescita attiva avviene in autunno, inverno e primavera, periodo in cui le annaffiature vanno riprese gradualmente seguendo l'abbassarsi delle temperature, mantenendo comunque il substrato asciutto tra un'irrigazione e l'altra per evitare marciumi, poiché nel suo habitat naturale le piogge invernali sono comunque modeste. Con l'arrivo del caldo tardo primaverile la pianta entra in dormienza estiva e le annaffiature vanno sospese quasi del tutto, replicando la siccità estiva del Knersvlakte; la ripresa delle foglie in autunno è il segnale per riprendere gradualmente a bagnare. In coltivazione in climi temperati con estati piovose o inverni molto umidi e freddi si consiglia la coltivazione in vaso, con protezione in serra fredda o in ambiente riparato durante i periodi di pioggia prolungata, poiché la specie tollera meglio il freddo secco che l'umidità stagnante a basse temperature.

Moltiplicazione: avviene principalmente per seme, da seminare in vasi con substrato sabbioso fine e ben drenante durante i mesi caldi, ricoprendo i semi con uno strato sottilissimo di ghiaino. È utile bagnare per subirrigazione con l'aggiunta di un fungicida per prevenire il marciume del colletto nelle plantule. Nei primi giorni successivi alla semina è consigliabile mantenere alta l'umidità coprendo il contenitore con un vetro o un foglio trasparente, per poi passare a un'ombreggiatura leggera e a nebulizzazioni quotidiane fino alla germinazione, diradando progressivamente le nebulizzazioni con la crescita delle plantule. In alcune popolazioni la specie mostra anche un portamento stolonifero, con radicazione ai nodi, che in teoria potrebbe consentire una moltiplicazione vegetativa per divisione dei cespi, sebbene questa via sia assai meno documentata in letteratura rispetto alla propagazione per seme.

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Articoli | 25-09-26 13:14 | Visite: 482

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