La Semina [14]
Pulizia dei semi
Come pulire i semi velocemente prima della semina
Col tempo ho imparato che la pulizia dei semi prima della semina è fondamentale per limitare la formazione di muffe e batteri che possono compromettere inevitabilmente il risultato finale.
Diciamocelo: pulire i semi è probabilmente la parte più noiosa di tutto il processo. Colini, acqua corrente, filtri, contenitori... una serie di operazioni che richiedono tempo e pazienza.
Io vado sempre di fretta e cerco costantemente metodi che mi permettano di semplificare e velocizzare il lavoro. Ultimamente sto sperimentando un sistema di pulizia che mi sta dando buoni risultati e che voglio condividere con voi.
Spesso raccolgo o ricevo i semi in quelle classiche bustine trasparenti richiudibili. A un certo punto mi sono chiesto: perché non pulirli direttamente lì dentro?
Ho quindi aggiunto nella bustina una piccola quantità d'acqua e una sola goccia di detersivo per piatti. Mi raccomando, pochissimo detersivo: un eccesso potrebbe risultare tossico per l'embrione, soprattutto nei semi con tegumento sottile o delicato. Dopo aver chiuso la bustina, mescolo bene il contenuto in modo che i semi vengano lavati uniformemente.
Successivamente pratico un piccolo foro nella parte inferiore della bustina utilizzando uno spillo. Il foro deve essere abbastanza piccolo da permettere la fuoriuscita dell'acqua ma non dei semi. A questo punto risciacquo più volte con acqua pulita, facendo molta attenzione a eliminare completamente ogni residuo di sapone.
Piccolo segreto: puoi sostituire il sapone con fungicida o sapone molle potassico.
Come ultimo passaggio utilizzo una soluzione composta al 50% da acqua e al 50% da acqua ossigenata al 3%. Lascio agire per qualche minuto e poi effettuo un ulteriore e abbondante risciacquo.
A questo punto procedo direttamente con la semina. Personalmente preferisco non lasciare asciugare i semi, perché in alcuni casi l'essiccazione successiva all'idratazione potrebbe rallentare o ostacolare la germinazione.
La Semina | 31-08-26 11:34 | Visite: 148
Semina: la tecnica del sacchetto!
Ancora sulle semine...
Sino a poco tempo fa avevo sempre sottovalutato il metodo del sacchetto. vuoi per curiosità o per la mia propensione alla sperimentazione gli ultimi mesi ho provato questa tecnica di semina. Da subito son rimasto stupito positivamente per gli ottimi risultati e per la sua semplicità. Sino ad ora seminavo in cassette di plastica di dimensioni variabili, dai 6cm ai 20cm, chiuse poi in box di plastica trasparente (quelle che solitamente si usano per riporre le scarpe).
La tecnica del sacchetto rispetto ad altre (cellophane o scatole trasparenti) permette di avere una umidità relativa costante sempre molto alta (prossima al 100%). I semi germinano molto più velocemente e facilmente anche con temperature che superano i 30°. Un ulteriore vantaggio è che non c'è nemmeno bisogno di bagnare continuamente il pane di terra sino a quando il sacchetto resta chiuso.
I migliori risultati li ho ottenuti seguendo questi piccoli accorgimenti che vado a descrivere.
Uso contenitori in plastica (tipo vaschette gelato) che stiano agevolmente nei classici sacchetti trasparenti per il freezer (circa 10X15cm). I Vasi devono avere molti fori grandi, almeno 1/2 cm (ci si puo' aiutare con la punta di un cacciavite arroventato o con un qualsiasi trapano/avvitatore). Lavo i contenitori con acqua e candeggina (rapporto "a occhio", circa un cucchiaio per litro), risciacquo bene. Sul fondo ripongo un velo di carta assorbente da cucina o tessuto non tessuto per evitare che fuoriesca la terra e che la risalita dell'acqua per capillarità sia più uniforme (quest'ultima considerazione è da verificare!).
Suddivido il pane di terra in tre strati:
il primo molto drenante, argilla espansa, pomice e altri inerti (ghiaia comune o cocci di mattone pestato), solitamente sono gli scarti setacciati da altre composte. Questo strato non influisce sulla crescita perchè raramente le radici delle piantine arriveranno sino a questo strato perche verranno ripichettate o trapiantate prima. Serve "solo" (si fa per dire) per il drenaggio ovvero per evitare ristagni.
Per il secondo strato uso un terriccio solitamente più ricco rispetto a quello che si usa normalmente per le piante adulte, aggiungo quindi almeno alcune parti di terriccio di foglie ben setacciato e decomposto, non vi nascondo che a volte, e qui qualcuno storcerà il naso, ho provato anche pochissime parti di stallatico be maturo ed ovviamente finemente setacciato. Questo strato intermedio favorisce la crescita delle piccole piantine una volta che hanno superato la fase critica ed hanno un apparato radicale seppur piccolo ma già abbastanza sviluppato. Se si vuole essere più sicuri di non incorrere in marciumi si può usare un terriccio completamente minerale a patto però che siamorbido, leggero e leggermente concimato.
L'ultimo strato è quello classico per semine, quasi puramente minerale per la maggior parte composto da zeolite, pomice, lapillo, sabbia quarzifera, perlite in parti variabili.
Ricopro con ghiaietto e presso (leggermente) solo i semi più grandi. La maggior parte non hanno bisogno di essere coperti.
Importante: in tutti gli strati evita la polvere sottilissima, scartala (inferiore a 0,5mm). Crea terricci asfittici che formano croste impermeabili e col tempo si accartocciano verso l'alto allontanando le plantule dal suolo.
A questo punto si immerge il vasetto con la composta e la semina in un contenitore più grande con qualche cm d'acqua (il livello non deve mai superare quello dei semi altrimenti galleggerebbero), In qualche minuto (solitamente più di 5min, ma in base alla composta) il pane di terra sarà completamente bagnato. Faccio scolare bene l'accqua i neccesso inclinando il vasetto e ripongo nel sacchetto trasparente, facendo attenzione a gonfiarlo bene d'aria e sigillandolo accuratamente con un elastico. Bisogna fare attenzione che non ci siano ristagni d'acqua sul fondo del sacchetto anche se alcuni lo consigliano...
Per evitare il proliferare di funghi e alghe (quasi inevitabili con questo metodo) evito ormai di sterilizzare il terriccio da semina (il gioco non vale la candela!) per compensare però per le prime irrigazioni (sempre dal basso) uso solo acqua distillata con fungicida (ad esempio il previcur in concentrazione pari a 2ml per litro). Se si ha paura della terribile mosca sciara o meglio delle sue affamate larve si puo' utilizzare anche un insetticida come per esempio il confidor 0,5ml per litro. Il sacchetto e la semina non va mai riposta al sole diretto ma in posto ben illuminato. Non uso fertilizzante.
Evitate di usare acqua piovana, oltre alla scomodità di raccoglierla ho sperimentato che purtroppo le alghe si sviluppano molto più facilmente forse per via dello stoccaggio... meglio spendere qualche centesimo per l'acqua distillata, in alternativa la sipuò autoprodurre facendo bollire l'acqua per almeno 30min ma poi bisogna aspettare che si raffreddi...
A questo punto la nota dolente: sino quando si deve tener chiuso il sacchetto? Alcuni dicono pochi giorni, sin quando non son germinati la maggior parte dei semi, altri per mesi o anni o comunque sin quando non compaiono le prime spine alle giovani piantine. Io dico: dipende! Come in molti casi anche per questo non c'è una regola fissa, solo lo scupoloso occhio attento del coltivatore insieme all'esperienza maturata dopo tanti errori e altrettante soddisfazioni ti farà capire quando è arrivato il giusto momento, si procederà quindi prima facendo dei buchi al saccetto per arieggiare a bassare l'umidità e poi rimuovendo completamente il sacchetto.
Credo di aver detto tutto... almeno per ora!
Nelle foto sotto alcuni Astrophytum seminati con la tecnica del sacchetto appena 5 giorni fa con temperature tra i 25 e 37 gradi!
La Semina | 30-08-26 20:39 | Visite: 8K
Manuale della semina perfetta - [seconda edizione]
Versione Aggiornata 2024 con ancora più trucchi e segreti
La semina si sa... è una malattia! :)
A distanza di alcuni anni dalla prima stesura del "manuale della semina perfetta (o quasi)" mi son sentito di rivedere ancora qualcosa e di aggiungere qualche altro dettaglio.
Lo condivido volentieri con chi mi supporta sperando che nella semina facciate meno errori di me!
A presto
#articolo riservato a utenti Stella#
Scarica Documento [Manuale_della_semina_perfetta_v2.pdf]
La Semina | 12-10-24 19:12 | Visite: 32
Manuale della semina Perfetta (o quasi!)
PDF - 8 Pagine - 80Kb
Vuoi cimentarti nella semina ma non sai da dove iniziare? Ho preparato un semplice manuale con le indicazioni raccolte in anni di esperienza di semine. Nelle semine spesso l'insuccesso é dietro l'angolo ma questo manuale può aiutarti a minimizzare il rischio che qualcosa possa andare storto!
Cosa aspetti? Scarica il manuale della semina perfetta (o quasi) é gratis!
La Semina | 06-03-22 07:42 | Visite: 2K
Esperimento substrato semina
Come andrà a finire?
Settembre, tempo di semine a calore e luce naturale.
Massimo, un recente amico appassionato di cactus, mi ha mostrato un video nel quale alcuni coltivatori, se non ricorfo male peruviani, seminano in puro carbone vegetale, quello del barbeque per intenderci.
Li per li son rimasto incredulo e diffidente, conoscevo il biochar, tempo fa provai a ricreare la stufa di Lucia (Lucia stove) per produrlo ma senza buoni risultati.
Collezionai solo le risate di chi la vedeva e cercavo di spiegare a cosa servisse!
Sapevo però che un eccesso di carbone aumenta troppo il ph del terreno, mentre i giovani semenzali solitamente prediligono terreni leggermente acidi. Sino ad oggi mi son limitato ad aggiungere qualche pezzo di carbone nel terriccio ma mai ho pensato di seminare in carbone al 100%.
La mia curiosità però mi spinge sempre a sperimentare, o meglio provare. Avevo dei semi di Notocactus degli anni passati così ho fratumato la carbonella e provato a seminare in carbone puro frantumato. Devo essere onesto, non si tratta di un vero e proprio esperimento perché il campione dei 4 vasi non é numericamente identico anche se i semi son tutti dello stesso tipo.
Nella foto il risultato ad una settimana dalla semina.
Per la germinazione in realtà non ci sono grossi problemi germinerebbero anche su cotone o mattone pestato (come diceva Lodi), bisognerà vedere quando emetteranno le radici per il nutrimento.
Vedremo come andrà a finire...
E tu hai mai provato a seminare in puro carbone? Scrivilo nei commenti!
La Semina | 24-09-21 15:03 | Visite: 2K
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