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Sclerocactus parviflorus
La pianta della settimana. Scheda tecnica
Nome scientifico: Sclerocactus parviflorus Clover & Jotter
Pubblicazione: Bulletin of the Torrey Botanical Club 68: 419, fig. (1941)
Famiglia: Cactaceae (sottofamiglia Cactoideae, tribù Cacteae)
Genere: Sclerocactus Britton & Rose, Cactaceae 3: 212 (1922)
Sinonimi: Echinocactus parviflorus (Clover & Jotter) L.D.Benson (1950), Ferocactus parviflorus (Clover & Jotter) N.P.Taylor (1979) e Pediocactus parviflorus (Clover & Jotter) Halda (1998). Sclerocactus havasupaiensis Clover (1942), Sclerocactus intermedius Peebles e Sclerocactus terrae-canyonae K.D.Heil
Etimologia: Il nome del genere deriva dal greco sklerós, duro, unito a cactus. Alcuni dicono per ilfrutto secco e duro, altri alla robustezza delle spine. L'epiteto specifico è formato dal latino parvus, piccolo, e flos, fiore, ossia "dai fiori piccoli". In realtà i fiori sono piccoli solo in rapporto a quelli di Sclerocactus polyancistrus, il gigante del genere, ma sono piuttosto appariscenti.
Distribuzione e habitat: È la specie più diffusa del genere. Il suo areale comprende lo Utah, il Colorado occidentale, l'Arizona settentrionale e il New Mexico nordoccidentale, in pratica tutto l'altopiano del Colorado. Cresce tra circa 1000 e 2100 metri di quota, su colline e mesas sabbiose, ghiaiose o argillose, in praterie desertiche e boscaglie rade di Pinus edulis e Juniperus, lungo canyon e forre. Predilige i punti in cui l'acqua ristagna o scorre in modo irregolare. Per questo molti esemplari in natura recano cicatrici da detriti trasportati dalle piene e si trovano coricati su un fianco. Tutte le specie del genere sono incluse nell'Appendice II della CITES.
Descrizione: Il fusto è solitario o ramificato alla base, da depresso-globoso a cilindrico fino a nettamente colonnare, con dimensioni indicative di 4,5-45 cm di altezza e 3,5-14,5 cm di diametro, come riportato dalla Flora of North America. Le coste sono da 10 a 16, spesso 13, e risultano suddivise in tubercoli evidenti. Le areole portano spine radiali e centrali intrecciate, tra le quali è presente almeno una centrale uncinata. Nell'insieme la pianta ha un aspetto arruffato che nasconde in gran parte il corpo. A distinguerla dalla vicina S. whipplei è la spina centrale adassiale, che in quest'ultima è visibilmente appiattita. I fiori compaiono in primavera e sono di norma rosa-porpora, ma esistono popolazioni con fiori rosa chiaro, giallo pallido, giallo-verdastro e, più raramente, bianchi o con tinte intermedie. I frutti, secchi a maturità, sono inizialmente verdi e poi tendono al rosato.
Coltivazione: Come per gran parte delle specie del genere, la difficoltà non sta nella rusticità ma nell'umidità invernale, a cui la pianta è molto sensibile pur tollerando bene il freddo intenso. Richiede un substrato fortemente minerale, sabbioso e drenante, vasi non troppo grandi che si asciughino rapidamente, il pieno sole e abbondante luce. Cresce soprattutto in primavera, stagione in cui gradisce irrigazioni regolari e una concimazione moderata. In autunno il fusto si disidrata e si riduce visibilmente per prepararsi al gelo, e va quindi tenuto asciutto durante il riposo invernale. Un periodo freddo e asciutto è necessario per ottenere una buona fioritura. Le piante da seme sono lente e delicate, per questo in Europa si ricorre spesso all'innesto.
Moltiplicazione: Avviene per seme. I semi contengono inibitori della germinazione e richiedono scarificazione, ammollo prolungato oppure stratificazione a freddo, con cicli di gelo e disgelo in presenza di umidità. Anche con questi accorgimenti la germinazione è lenta e irregolare, e le giovani plantule sono difficili da portare avanti. Il prelievo di piante o semi in natura è vietato e va evitato, anche perché la specie è soggetta alla CITES.
Curiosità: L'abitudine di crescere su un fianco non è un difetto di coltivazione ma un adattamento. Le piante vengono rovesciate e trasportate dalle piene improvvise e si ancorano dove l'acqua si accumula, quindi in natura molte vivono coricate e cicatrizzate. In autunno spingono l'acqua dai tessuti verso il suolo attraverso le radici e si accorciano drasticamente, un comportamento che condividono con Pediocactus.
Foto tratte da www.npsnm.org
Articoli | 30-10-26 09:07 | Visite: 21
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