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Puna incahuasii

La pianta della settimana. Scheda tecnica

Nome scientifico
Puna incahuasii è il nome con cui viene comunemente identificata in coltivazione una particolare forma geografica del complesso Maihueniopsis subterranea (R.E.Fr.) E.F.Anderson. Si tratta di un taxon la cui collocazione sistematica è stata oggetto di numerose revisioni nel corso degli ultimi decenni.

Dal punto di vista tassonomico non esiste un consenso assoluto sul riconoscimento di Puna incahuasii come entità autonoma. Le classificazioni più recenti tendono infatti a includerla all'interno della variabilità di Maihueniopsis subterranea, considerandola una forma geografica particolarmente caratteristica piuttosto che una specie distinta. Nonostante ciò, il nome continua a essere ampiamente utilizzato dai collezionisti per identificare le popolazioni provenienti dall'area di Incahuasi, note per la crescita cespitosa e per i fiori di grandi dimensioni.

Sinonimia:
Tra i sinonimi e i nomi con cui è stata indicata in letteratura o nelle collezioni figurano Puna subterranea f. incahuasii, Puna subterranea f. incahuasi, Maihueniopsis subterranea f. incahuasi, Maihueniopsis subterranea subsp. pulcherrima (Halda & Horá?ek) M.Lowry, Cumulopuntia subterranea subsp. pulcherrima e Tephrocactus pulcherrimus Halda & Horá.

Famiglia: Cactaceae.

Genere: Puna secondo l'impostazione tradizionale; Maihueniopsis secondo numerose classificazioni moderne.

Specie di riferimento: Maihueniopsis subterranea (R.E.Fr.) E.F.Anderson.

Puna incahuasii rappresenta una forma locale appartenente al complesso di Maihueniopsis subterranea, caratterizzata da peculiarità morfologiche e geografiche che l'hanno resa particolarmente apprezzata in ambito collezionistico.

Etimologia
Il nome del genere Puna deriva dal termine quechua e aymara “puna”, utilizzato per indicare gli altopiani freddi e aridi delle Ande centrali. Questa denominazione richiama direttamente l'ambiente naturale in cui vivono queste piante, caratterizzato da elevate altitudini, forte irraggiamento solare e marcate escursioni termiche.

L'epiteto incahuasii si riferisce alla località boliviana di Incahuasi, da cui provengono le popolazioni che hanno dato origine a questa forma. Il nome deriva probabilmente dal quechua e significa “casa dell'Inca” o “dimora dell'Inca”.

Habitat, distribuzione e altitudine
Puna incahuasii è originaria della Bolivia meridionale, in particolare del dipartimento di Chuquisaca e delle zone comprese tra Camargo, Cinti e l'area di Incahuasi. Alcune popolazioni affini si estendono verso regioni limitrofe degli altopiani andini, ma la forma tipica è associata soprattutto alla Bolivia centro-meridionale.

L'habitat naturale è costituito da praterie aride d'alta quota, pendii sassosi e altopiani caratterizzati da terreni minerali estremamente drenanti. La vegetazione circostante è generalmente bassa e rada, composta da graminacee, piccoli arbusti xerofili e altre cactacee adattate alle severe condizioni climatiche andine.

La specie cresce generalmente tra i 2.800 e i 3.200 metri di altitudine, in ambienti soggetti a forti escursioni termiche giornaliere. Durante il giorno le temperature possono risultare relativamente elevate grazie all'intensa insolazione, mentre di notte sono frequenti valori prossimi allo zero e gelate stagionali.

Le precipitazioni sono scarse e concentrate in determinati periodi dell'anno. Per sopravvivere a queste condizioni la pianta ha sviluppato una strategia geofita particolarmente efficace: gran parte del corpo vegetativo rimane infatti a livello del terreno o leggermente interrata, riducendo l'esposizione al sole, al vento e alla perdita d'acqua.

Descrizione morfologica
Puna incahuasii è un piccolo cactus geofita e cespitoso che tende a formare aggregati molto compatti. Con il passare degli anni può sviluppare colonie costituite da numerose teste, talvolta superiori a cento individui.

I fusti sono globosi o leggermente allungati, di colore verde grigiastro o verde brillante, generalmente più sottili rispetto a quelli della forma tipica di Maihueniopsis subterranea. In natura emergono dal terreno solo per pochi centimetri e nei periodi di maggiore siccità possono retrarsi ulteriormente.

La pianta è dotata di una robusta radice tuberosa fusiforme che svolge una fondamentale funzione di riserva idrica. Questa caratteristica rappresenta uno degli adattamenti più importanti alla vita negli ambienti estremi delle Ande.

Le costolature sono assenti. La superficie del fusto è suddivisa in tubercoli poco evidenti tipici delle opunzioidi.

Le spine sono generalmente da una a sette per areola, appiattite, corte e parzialmente pettinate. Spesso risultano incurvate verso il corpo della pianta e assumono tonalità che variano dal giallo chiaro al brunastro.

Le foglie sono minute, di breve durata e cadono precocemente durante la crescita dei nuovi segmenti.

La fioritura rappresenta l'aspetto più spettacolare della specie. I fiori sono sorprendentemente grandi rispetto alle dimensioni della pianta e possono raggiungere 4-6 cm di diametro. I colori variano dal rosso intenso al rosso porpora, dal viola al rosato, con occasionali variazioni più chiare. In rapporto alla dimensione del corpo vegetativo, i fiori sono tra i più appariscenti presenti nelle opunzioidi sudamericane.

I frutti sono piccoli, carnosi e contengono numerosi semi scuri.

Una pianta adulta raramente supera i 3-5 cm di altezza fuori dal terreno, mentre gli esemplari più vecchi possono formare cuscini larghi diverse decine di centimetri.

Una curiosità interessante è il soprannome attribuito da alcuni coltivatori: “Rebutia delle Opuntie”. Questo appellativo nasce dal contrasto tra la ridottissima dimensione dei segmenti e la spettacolarità della fioritura, caratteristica che ricorda le specie del genere Rebutia.

Coltivazione
Puna incahuasii è considerata una specie relativamente facile da coltivare rispetto ad altre cactacee d'alta quota, purché vengano rispettate le esigenze della radice tuberosa.

Richiede un'esposizione molto luminosa e preferibilmente alcune ore di sole diretto ogni giorno. Nelle aree caratterizzate da estati particolarmente calde è consigliabile una leggera protezione nelle ore centrali della giornata.

La temperatura minima prudenziale è di circa 5 °C in presenza di umidità. Esemplari perfettamente asciutti possono tollerare temperature inferiori per brevi periodi, ma è preferibile evitare rischi mantenendo la pianta in ambiente protetto durante l'inverno.

Il substrato deve essere prevalentemente minerale e molto drenante. Una miscela composta da pomice, lapillo vulcanico, ghiaia silicea e una modesta percentuale di terriccio organico risulta generalmente ideale.

Le annaffiature devono essere regolari dalla primavera all'inizio dell'autunno, lasciando sempre asciugare completamente il terreno tra un intervento e l'altro. Durante il periodo di riposo invernale è opportuno sospendere quasi completamente l'irrigazione.

La concimazione può essere effettuata una volta durante la stagione vegetativa utilizzando un fertilizzante specifico per cactacee con basso contenuto di azoto.

Il rinvaso va effettuato soltanto quando necessario, preferibilmente all'inizio della ripresa vegetativa. È importante utilizzare vasi profondi per consentire il corretto sviluppo della radice tuberosa.

La difficoltà di coltivazione può essere considerata medio-bassa.

Il problema più frequente è il marciume radicale causato da ristagni idrici o terricci troppo compatti. Possono inoltre comparire cocciniglia cotonosa, cocciniglia radicale e ragnetto rosso, soprattutto negli ambienti poco ventilati.

Propagazione
La semina è il metodo più consigliato per ottenere piante vigorose e ben conformate. I semi vanno distribuiti su un substrato molto fine e drenante, mantenuto leggermente umido fino alla germinazione. Temperature comprese tra 18 e 25 °C favoriscono ottimi risultati.

La propagazione per talea è possibile grazie alla naturale articolazione dei fusti. I segmenti prelevati devono essere lasciati asciugare per alcuni giorni, permettendo la completa cicatrizzazione del taglio, prima di essere posti in un substrato minerale appena umido.

Negli esemplari molto sviluppati è possibile anche la divisione dei polloni o dei gruppi laterali durante il rinvaso, facendo attenzione a preservare il maggior numero possibile di radici.

La crescita è piuttosto lenta nei primi anni, ma gli esemplari adulti tendono a emettere progressivamente nuovi segmenti formando densi cespi. Con pazienza e condizioni di coltivazione corrette, Puna incahuasii può diventare una delle cactacee andine più decorative e affascinanti in collezione, soprattutto durante la fioritura, quando i grandi fiori colorati emergono da una pianta che per gran parte dell'anno rimane quasi nascosta nel terreno.

 

foto tratta dal sito dove potete acquistarla in vendita planetdesert.com

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Articoli | 28-08-26 14:58 | Visite: 54

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