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Myrtillocactus geometrizans Cv. 'Grecas'

La pianta della settimana. Scheda tecnica 

Nome scientifico: Myrtillocactus geometrizans (Mart. ex Pfeiff.) Cv. 'Grecas'

Pubblicazione: La specie tipica fu pubblicata da Console in Bollettino del Reale Orto Botanico e Giardino Coloniale di Palermo, volume 1, pagina 10, nel 1897, sulla base del basionimo Cereus geometrizans descritto da Martius ex Pfeiffer nel 1837. La cultivar 'Grecas' non ha una pubblicazione botanica formale secondo il Codice Internazionale di Nomenclatura per le piante coltivate: è una selezione mostruosa mantenuta e diffusa per via vegetativa in ambito vivaistico, priva quindi di descrizione tassonomica validamente pubblicata.

Famiglia: Cactaceae, sottofamiglia Cactoideae

Genere: Myrtillocactus 

Sinonimi: Cereus geometrizans Mart. ex Pfeiff. (basionimo della specie); Myrtillocereus geometrizans (Mart. ex Pfeiff.) Fri? & Kreuz. Per la cultivar 'Grecas' non esistono sinonimi codificati, trattandosi di una denominazione orticola e non di un taxon botanico.

Etimologia: Il nome generico Myrtillocactus deriva dal latino myrtillus, mirtillo, unito a cactus, in riferimento ai piccoli frutti globosi e succosi che ricordano nell'aspetto i mirtilli. L'epiteto specifico geometrizans, dal latino con radice greca geometria, allude alla crescita ordinata e ramificata a candelabro della pianta tipica, che nelle piante adulte assume un portamento geometrico e simmetrico. L'epiteto di cultivar Grecas, richiama per assonanza visiva i motivi a meandro dell'arte decorativa greca, poiché la crescita mostruosa produce cordonature contorte e irregolari che ricordano vagamente tali disegni.

Distribuzione e habitat: La cultivar 'Grecas' è esclusivamente di origine orticola, non presente in natura, e si moltiplica solo per propagazione vegetativa in coltivazione o innesto.

Descrizione: La forma tipica di Myrtillocactus geometrizans è un cactus arbustivo o arborescente che in natura raggiunge i 4-5 metri di altezza, con ramificazione candelabriforme a partire da un tronco corto. I fusti hanno diametro di 6-10 centimetri, presentano cinque, occasionalmente sei, costole ben marcate e sono ricoperti da una pruina cerosa che conferisce la caratteristica colorazione glauca blu-verde. Le areole sono distanziate 1,5-3 centimetri e portano spine radiali brevi e rigide. I fiori, bianco crema, misurano 2-2,5 centimetri e hanno una durata effimera, meno di un giorno. Il frutto è una bacca scura, violacea, di 1-2 centimetri, commestibile e dal sapore dolce-acidulo, venduta come alimento in Messico. La cultivar 'Grecas' si distingue per una crescita mostruosa, cioè priva della normale organizzazione geometrica in costole rettilinee: i tessuti meristematici si sviluppano in modo disordinato e pluristratificato, producendo cordoni carnosi contorti, tuberosità irregolari e un aspetto scultoreo asimmetrico, di colore glauco analogo al tipo. Questa alterazione deriva da una mutazione somatica del punto vegetativo apicale e non da una condizione patologica.

Coltivazione: Sia la forma tipica sia la cultivar 'Grecas' richiedono esposizione in pieno sole o luce molto intensa per mantenere la colorazione glauca compatta ed evitare allungamenti eziolati, particolarmente critici nella crescita mostruosa che tende a perdere definizione della struttura con luce insufficiente. Il substrato deve essere minerale e molto drenante, tipico da cactacee, con aggiunta di pomice, lapillo o perlite in percentuale elevata. L'irrigazione va effettuata solo a completo essiccamento del substrato, con sospensione quasi totale nei mesi freddi. La specie tipica tollera temperature minime intorno ai 5-7 gradi centigradi se mantenuta asciutta, mentre gli esemplari di 'Grecas', spesso innestati su portainnesti più vigorosi come Hylocereus o la stessa specie tipica, seguono le esigenze di rusticità del portainnesto utilizzato. Un buon ricambio d'aria previene marciumi nelle pieghe della crescita contorta, dove l'umidità può ristagnare più facilmente rispetto al fusto regolare.

Moltiplicazione: La specie tipica si moltiplica per seme, oppure per talea di fusto, che radica con buona facilità dopo callizzazione. La cultivar 'Grecas', non riproducendosi in modo stabile per seme poiché la mutazione riguarda il meristema apicale e non è trasmessa alle plantule da seme, viene propagata esclusivamente per via vegetativa: talea diretta dei getti mostruosi, quando questi sviluppano tessuto sufficientemente maturo, oppure più comunemente per innesto su portainnesti vigorosi, tecnica che garantisce una crescita più rapida e una migliore espressione della mostruosità.

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Articoli | 04-09-26 06:49 | Visite: 43

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