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Gymnocalycium horridispinum
La pianta della settimana. Scheda tecnica
Nome scientifico: Gymnocalycium horridispinum G.Frank ex H.Till. Il nome oggi accettato da Plants of the World Online è Gymnocalycium monvillei subsp. horridispinum (G.Frank ex H.Till) H.Till.
Pubblicazione: Kakteen und Andere Sukkulenten 38(8): 191 (1987), nell'articolo di Hans Till
Famiglia: Cactaceae.
Genere: Gymnocalycium Pfeiff. ex Mittler.
Sinonimi: il nome G. horridispinum è oggi un sinonimo omotipico di Gymnocalycium monvillei subsp. horridispinum (G.Frank ex H.Till) H.Till. Nella letteratura circolano poi combinazioni costruite sul nome achirasense, come G. horridispinum subsp. achirasense (H.Till & Schatzl) G.J.Charles e G. horridispinum var. achirasense (H.Till & Schatzl) Lodé. Riguardano però l'entità achirasense, che Till stesso inquadra come G. monvillei subsp. achirasense, e non vanno confuse con il taxon di Salsacate.
Etimologia: il nome del genere deriva dal greco gymnos, nudo, e kalyx, calice, e allude ai boccioli floreali privi di peli e spine, carattere distintivo del genere. L'epiteto specifico è un composto latino da horridus, irto, spaventoso, e spina o spinus, e significa quindi dalle spine terribili, con evidente riferimento alla spinagione robusta e aggressiva che rende la pianta riconoscibile a colpo d'occhio. L'epiteto monvillei, della specie a cui oggi il taxon è riferito, ricorda il barone Hippolyte Boissel de Monville, industriale francese e collezionista di cactacee.
Distribuzione e habitat: la pianta è nativa dell'Argentina, nella provincia di Córdoba, con la località tipica nei dintorni di Salsacate. Cresce su pendii e colline erbose a quote comprese all'incirca tra 700 e 1200 metri; la raccolta di campo L517, spesso citata nella letteratura per questa forma, proviene da La Mudana, a circa 1200 metri. L'ambiente è quello della vegetazione di prateria e arbusteto delle sierras cordobesi.
Descrizione: cactus di norma solitario, geofita, con fusto da globoso a cilindrico, che tende a diventare decisamente colonnare con l'età, e questo lo distingue dalla maggior parte dei Gymnocalycium, in genere globosi o depressi. Raggiunge 8-18 cm di diametro e 15-40 cm di altezza. L'epidermide è verde scuro lucido, grigio-verde od oliva. Le coste sono 10-15, acute e ampie, con evidenti mento conici al di sotto delle areole. Le areole sono ovate, lunghe 8-10 mm, giallo-biancastre poi grigio chiaro, con lana fine. Le spine sono robuste, rigide e pungenti. Quelle radiali sono 9-12, meno numerose nelle piante giovani, divergenti, dritte o leggermente incurvate. Le centrali sono da 1 a 4, un po' più grosse e lunghe, erette o rivolte verso l'esterno. Le spine giovani sono bruno-nerastre, rossicce alla base, e con l'età diventano grigio metallico con apici brunastri. I fiori sono tra i più grandi del genere, imbutiformi, di 6-7 cm di lunghezza e larghezza, e sono prodotti attorno all'apice. Il colore va dal rosa vivo, il più frequente, al bianco con margine rosa-violaceo, fino al rosa-porpora. Il pericarpello è verde con squame allungate dall'apice rosso; i tepali esterni sono rosa-porpora con una banda mediana verdastra; i filamenti sono bianchi, le antere giallo vivo, lo stilo bianco con 8-10 lobi stigmatici bianchi. Il frutto è ovoide, di circa 15 x 20 mm, verde scuro e appena arrossato a maturità. I semi sono piccoli, circa 0,5 x 1 mm, con testa nera finemente verrucosa e ilo allungato e obliquo.
Coltivazione: è una specie a crescita estiva, molto facile e priva di particolari difficoltà. Richiede una posizione molto luminosa: la piena luce è indispensabile per ottenere la spinagione robusta e ben colorata che la caratterizza, mentre un leggero ombreggiamento nelle ore più calde evita scottature, soprattutto in serra. Il substrato deve essere nettamente minerale e drenante, con un buon contenuto di pomice, lapillo o sabbia grossolana e una frazione organica ridotta. Le annaffiature, da moderate ad abbondanti in estate, vanno date solo quando il substrato è asciugato completamente, evitando i ristagni. In inverno la pianta va tenuta asciutta. Con substrato asciutto sopporta temperature prossime a -5 °C, ma conviene riparare gli esemplari dal gelo e dall'umidità invernale. Una concimazione ricca di potassio, a dosi moderate, durante la stagione vegetativa favorisce una buona crescita e la fioritura. Il rinvaso, ogni due anni circa, dovrebbe tenere conto della radice fittonante tipica del gruppo di G. monvillei.
Moltiplicazione: si moltiplica quasi esclusivamente per seme, dato che raramente forma polloni. La semina si effettua in primavera, su substrato sabbioso e sterile, mantenuto umido e a temperatura mite, con molta luce. I semi sono minuti e vanno semplicemente appoggiati sulla superficie. Le giovani piantine crescono con regolarità e possono raggiungere dimensioni di fioritura in alcuni anni. Dato che gli individui isolati non sempre producono semi fertili da soli, conviene impollinare incrociando piante diverse.
Curiosità: è una delle poche specie di Gymnocalycium che si riconosce con buona affidabilità dall'aspetto generale, senza dover ricorrere all'esame del fiore o dei semi. I fiori, tra i più grandi del genere, possono superare le dimensioni della pianta stessa e dopo uno o due giorni si scuriscono virando verso tonalità porpora. La specie è affine a G. multiflorum ed è inquadrata nel complesso di G. monvillei, un gruppo molto variabile dove le singole forme sono collegate da popolazioni intermedie, ragione per cui la sua posizione tassonomica è stata a lungo oggetto di revisioni. Il nome valido nel 1987 nasce proprio dalla sistemazione di Till, che in quello stesso lavoro validò anche G. achirasense.
Articoli | 09-10-26 09:46 | Visite: 103
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