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Il riposo invernale si prepara togliendo l'acqua al momento giusto
Coltivazione. Preparazione all'inverno.
Dopo tanti anni di coltivazione mi sono convinto di una cosa: in autunno le piante grasse le perdiamo per l'acqua molto più che per il freddo. Cactacee e succulente, nella grande maggioranza, sopportano senza danni temperature intorno allo zero, a patto che siano completamente asciutte e in aria libera. Le stesse piante, con il substrato bagnato, marciscono a temperature molto più miti. Per questo il riposo invernale non si prepara aggiungendo protezioni, ma togliendo acqua al momento giusto.
Il momento giusto, per me, non lo decide il calendario. Nella mia serra smetto del tutto di bagnare quando le minime notturne arrivano a toccare i 15 gradi. È una scelta di precauzione: a quelle temperature il substrato asciuga lentamente e le radici lavorano ormai poco. Questa regola la applico anche ai generi a crescita autunnale magari allungando una bagnata in più. Basta un termometro min/max per seguirla.
Chi coltiva sul balcone si trova a gestire un problema diverso, perché la pioggia non si decide. La pioggia in sé, però, non mi preoccupa: è povera di sali e leggermente acida (normalmente ph 5,6) , e spesso fa bene, perché dilava i residui di calcare lasciati dall'acqua di rete, che nel tempo alzano il pH del substrato e rendono meno disponibili ferro e fosforo. Quello che fa danno è il ristagno, cioè freddo e umidità che persistono insieme. Per questo tolgo sempre i sottovasi e coltivo in un substrato minerale ricco di perlite, pomice e lapillo, che drena subito e asciuga in fretta. Sul fronte del freddo, lo zero è la mia soglia: una breve gelata non spaventa una pianta asciutta e ben ventilata, sotto zero invece le proteggo o le cerco un riparo. Anche avvicinarla ad un muro che fa condensatore termico é d'aiuto.
Per chi tiene le piante in casa il rischio è opposto, ed è il caldo. In una stanza riscaldata la pianta non entra mai davvero in riposo e fila, perdendo il suo naturale portamento, l'epidermide si assottiglia e si allunga verso l'alto alla ricerca della luce. Sarà debole e non avrá le energie per la fioritura della stagione successiva. Il posto migliore che io conosca è un vano scala esposto rigorosamente a sud: fresco e molto luminoso. Il fresco fa riposare, la luce tiene le piante compatte. Attenzione però alla circolazione d'aria e all'umidità che in casa è sempre molto alta in inverno.
Se dovessi riassumere tutto in una frase, direi di dare più luce e più aria possibile, sospendere l'acqua per tempo e lasciare che il freddo faccia il suo lavoro. Se vuoi coprire le piante all'aperto non lasciare a lungo teli ma scoprile quando non piove, l'umidità persistente causerà con molta probabilità macchie fungine o peggio marciumi.
tabella con le temperature minime consigliate per ciascun genere
La Coltivazione | 13-10-26 08:35 | Visite: 251
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