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Astrophytum coahuilense
La pianta della settimana. Scheda tecnica
Nome scientifico: Astrophytum coahuilense (H.Moeller) K.Kayser
Pubblicazione: Kakteen-Freund 1(6): 59, con fotografia (1932). Il basionimo è Echinocactus myriostigma subsp. coahuilensis H.Moeller, pubblicato in Zeitschrift für Sukkulentenkunde 3(3): 54 (20 maggio 1927).
Famiglia: Cactaceae
Genere: Astrophytum Lem. (1839)
Sinonimi: Il basionimo, Echinocactus myriostigma subsp. coahuilensis H.Moeller, è l'unico nome davvero distinto sul piano nomenclaturale. Le combinazioni successive nell'ambito di Astrophytum myriostigma sono tutte omotipiche, cioè basate sullo stesso tipo: Astrophytum myriostigma subsp. coahuilense (H.Moeller) K.Kayser (1932, considerato nomen invalidum da IPNI), Astrophytum myriostigma f. coahuilense (H.Moeller) Tsuda (1933), Astrophytum myriostigma var. coahuilense (H.Moeller) Borg (1937). Per l'epiteto sono segnalate anche varianti ortografiche, tra cui la forma "koahuilensis" usata nella pubblicazione originale di Kayser.
Etimologia: Il nome del genere unisce i termini greci astron, stella, e phyton, pianta: significa quindi "pianta a stella" e allude al fusto che, visto dall'alto, mostra le coste disposte a raggiera. L'epiteto specifico è un aggettivo geografico formato su Coahuila, lo stato messicano dove la pianta fu individuata, con il suffisso latino -ense che indica la provenienza: "di Coahuila".
Distribuzione e habitat: È una specie dal areale ristretto, limitata alla parte sud-occidentale dello stato di Coahuila e alle zone confinanti di Durango, nel Messico settentrionale, entro il Deserto Chihuahuense. Le località citate comprendono i dintorni di Ciudad Lerdo, la Sierra Baicuco, il settore occidentale della Sierra de Parras e le zone più a sud fino alla Sierra del Número. Cresce preferibilmente su pendii calcarei esposti a sud e a est, tra rocce biancastre, in una vegetazione arbustiva xerofila rada o più fitta, tra circa 1100 e 1600 metri di quota. Le popolazioni sono minacciate soprattutto dal sovrapascolo, che degrada l'habitat, e la specie è valutata Vulnerabile dall'IUCN.
Descrizione: Pianta solitaria, globosa da giovane, che con l'età diventa gradualmente cilindrica fino a circa 50 centimetri di altezza per circa 10 di diametro; per esemplari eccezionali sono segnalati valori maggiori. Il fusto, privo di spine, ha di norma cinque coste ben marcate e un colore verde grigiastro, ma appare quasi bianco per la fitta copertura di piccole macchie di tricomi lanosi. Queste macchie sono più morbide, più grigie e più fitte di quelle di Astrophytum myriostigma, e conferiscono alla pianta un aspetto vellutato; nella specie non sono note forme completamente prive di macchie. I fiori compaiono all'apice, tra primavera ed estate, e sono gialli con la gola rossa. Il frutto, rosato, si apre alla base e contiene fino a circa 200 semi bruni scuri: è un carattere nettamente diverso da quello di A. myriostigma, il cui frutto è peloso, si apre all'apice e ha l'interno verdastro.
Coltivazione: Nel complesso non è difficile da coltivare in serra, ma cresce con lentezza e richiede pazienza. Chiede la massima luce, con esposizione soleggiata e ottima aerazione, e un substrato prevalentemente minerale, molto drenante, con una componente calcarea o almeno un pH tra neutro e leggermente alcalino, coerente con l'habitat su calcare. Da primavera a fine estate si annaffia con regolarità ma lasciando asciugare completamente il substrato tra un intervento e l'altro, evitando di bagnare il corpo della pianta per non danneggiare la copertura di tricomi e prevenire marciumi. Una concimazione moderata, povera di azoto, nel periodo vegetativo favorisce una crescita equilibrata, e un rinvaso annuale offre spazio all'apparato radicale. In inverno richiede un riposo completamente asciutto, in ambiente luminoso, con minime consigliabili intorno ai 5-8 gradi. I rischi principali sono marciumi da eccesso d'acqua, cocciniglie e ragnetto rosso.
Moltiplicazione: Poiché la pianta è solitaria e non emette polloni, si riproduce solo per seme. La semina si esegue in primavera su un substrato minerale fine e sterile, mantenuto umido e a circa 22-25 gradi con molta luce; i semi sono relativamente grandi e di norma germinano senza difficoltà. Le piantine crescono lentamente e vanno protette dai marciumi con una buona ventilazione. L'innesto su un portinnesto adatto è una pratica diffusa per accelerare lo sviluppo, anche se con una pianta così apprezzata per l'aspetto naturale molti coltivatori preferiscono evitarlo. Personalmente non li innesto perchè diventano innaturali e sono più deboli se poi fatte riaffrancare su proprioe radici successivamente. Gli incroci con A. myriostigma sono generalmente sterili o producono semi che non germinano, quindi per ottenere semi veri è bene impollinare tra individui della stessa specie.
Curiosità: La posizione sistematica di questa pianta è stata a lungo discussa. Descritta da Möller nel 1927 come semplice sottospecie di Astrophytum myriostigma, fu elevata al rango di specie da Kayser nel 1932. Per decenni è stata trattata come varietà o sinonimo di A. myriostigma da molti botanici statunitensi e messicani, mentre in Germania e in altre parti d'Europa veniva riconosciuta come specie distinta. Nel 2008 Richard Montanucci, su Haseltonia, ha riesaminato la questione sulla base di esperimenti di ibridazione, che hanno prodotto frutti assenti o semi non vitali, delle differenze nel frutto e nel modo di deiscenza e della distribuzione geografica separata da diverse centinaia di chilometri, concludendo a favore dello status di specie. Alcuni autori hanno inoltre osservato che fiore, frutto, seme ed embrione ricordano più il gruppo di Astrophytum capricorne e asterias che quello di myriostigma, un indizio interessante sulle parentele. Nel mondo anglosassone è nota come Coahuila bishop's cap, "berretto da vescovo di Coahuila".
Articoli | 16-10-26 13:17 | Visite: 81
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